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  Contributi - Anti-Phishing Italia Stampa
   
 

Tribunale di Bolzano: La riproduzione di borse e capi di vestiario griffati non è reato


Il Tribunale di Bolzano ha escluso la rilevanza penale della contraffazione di capi di vestiario e di altri oggetti qualora sia evidente la non ingannevolezza degli stessi. Polemiche prese di posizione da parte del
Governo: "l'interpretazione data dal Tribunale è incondivisibile e sostanzialmente sbagliata" ha affermato il viceministro con delega al commercio Urso.

Se appare del tutto evidente che il capo d'abbigliamento griffato non può essere originale, perchè ad esempio venduto per strada a prezzi stracciati, non può configurarsi il reato di contraffazione del marchio, nè di frode nel commercio, poichè in ogni caso l'acquirente è perfettamente a conoscenza della circostanza che le merci vendute non sono autentiche. Questo in sintesi il contenuto dell'ordinanza del Tribunale di Bolzano, datata 2 agosto 2005, ma riportato su alcuni quotidiani nazionali soltanto un mese dopo.
Il tribunale di Bolzano, con l'ordinanza 2 agosto 2005, ha affermato che "ormai è del tutto chiaro che il fatto di riprodurre borsette ed altri capi di vestiario usando forme e immagini che richiamano apparentemente griffe famose, ma tali, per qualità particolari, prezzo, modalità di vendita, da non poter ingannare nessuno sulla loro natura, non può integrare nè il reato di contraffazione del marchio (perchè la contraffazione deve essere tale da ingannare l'acquirente sulla vera natura del prodotto; il fatto che si tratti di reato contro la fede pubblica, non fa venir meno la necessità che la contraffazione sia idonea ad ingannare singoli soggetti) nè il reto di frode in commercio in quanto l'acquirente è perfettamente a conoscenza che sta acquistando una imitazione. Vi sarebbe violazione del marchio "Made in Italy" ove esso fosse apposto alla merce e ove vi fosse la prova che la merce è stata prodotta altrove.
Le condotte ascritte non sono punibili penalmente anche perchè quando il legislatore con l'art. 22 DLGs 95/2001 ha introdotto nell'art. 2 legge
633/1941 la tutela 'delle opere del disegno industriale che presentino di per sè carattere creativo e valore artistico' si è poi dimenticato di introdurre sanzioni penali come invece ha fatto per i prodotti discografici (che forse erano sostenuti da lobbies più potenti)" (fonte il sole24ore, quotidiano, 1 settembre 2005, pag. 25).
La sentenza ha già suscitato diverse polemiche all'interno della maggioranza e del governo.
Il vice ministro alle Attività Produttive, Adolfo Urso (AN)ha rilasciato un comunicato decisamente duro nei confronti della pronuncia del Tribunale Altoatesino, che già si era segnalato lo scorso marzo con un altra rivoluzionaria sentenza in materia di illecita duplicazione di software negando, anche in quel caso, la sussistenza del reato. (la sentenza del Tribunale di Bolzano è disponibile anche in questo sito).
"La sentenza emessa dal Tribunale del riesame di Bolzano che ha disposto il dissequestro di centinaia di oggetti ritenuti contraffatti" afferma Urso "è frutto di una interpretazione non condivisibile e sostanzialmente sbagliata, di fatto in contrasto con la recente normativa sulla contraffazione. Tale interpretazione, infatti, si basa sul presupposto - prosegue il vice ministro con delega al Commercio Estero - che se l'acquirente è perfettamente a conoscenza che sta acquistando un'imitazione, chi mette in vendita i relativi prodotti non potrebbe ingannare la pubblica fede e, quindi, non sarebbe perseguibile ai sensi dell'articolo 474 del codice penale (introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi).
"In realtà - motiva Urso - con il decreto legge sulla competitività n. 35 del 2005 sono state inasprite, raddoppiandole, le pene relative all'importazione e all'esportazione a fini di commercializzazione, ovvero la commercializzazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di origine e provenienza, introducendo, al contempo, sotto il profilo dell'illecito amministrativo (art. 1, comma 7 della legge n. 80/2005), la sanzione amministrativa a carico dell'acquirente di cose che, per condizione o prezzo di vendita, inducano a ritenere illecita la provenienza o l'origine delle stesse".
"In entrambi i casi, la merce è sottoposta a sequestro o confisca. Pertanto
- conclude l'esponente governativo -, la citata sentenza sembra non avere tenuto conto di un sistema che, alla luce delle nuove norme, appare rafforzato, sia sotto il profilo amministrativo che penale, nella lotta contro le merci contraffatte importate e commercializzate sul territorio nazionale".
Per avere un quadro più completo della vicenda è opportuno rileggere la nuova normativa, contenuta nella legge di conversione del decreto sulla competitività, citata dal Viceministro, e per la precisione l'art. 1, comma
7 della Legge n. 80/2005: "Salvo che il fatto costituisca reato, e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino a 10.000 euro l'acquisto o l'accettazione, senza averne prima accertata la legittima provenienza, a qualsiasi titolo di cose che, per la loro qualita' o per la condizione di chi le offre o per l'entita' del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprieta' intellettuale. La sanzione di cui al presente comma si applica anche a coloro che si adoperano per fare acquistare o ricevere a qualsiasi titolo alcuna delle cose suindicate, senza averne prima accertata la legittima provenienza. In ogni caso si procede alla confisca amministrativa delle cose di cui al presente comma. Restano ferme le norme di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70"
Dunque al giudice compete la valutazione in ordine alla eventuale configurazione del fatto come rilevante penalmente, in assenza di tale riscontro, motivando adeguatamente, il giudice dovrebbe limitarsi a dichiarare il fatto non previsto dalla legge come reato.
Resta il fatto che, in base all'ultimo periodo dell'art. 1, comma 7, della citata legge n. 80/2005, (inserito nelle legge di conversione ed assente nella prima stesura del Decreto legge), in ogni caso va disposta la confisca amministrativa, e non penale, degli oggetti contraffatti.
Dunque avrebbe avuto ragione il giudice a rimettere le decisioni in ordine alla confisca alla competente autorità amministrativa, dissequestrando le merci contestate.
Tuttavia queste considerazioni possiamo svolgerle soltanto in forma dubitativa non avendo a disposizione l'intero dispositivo dell'ordinanza con cui il giudice decide in ordine al dissequestro, bensì soltanto le motivazioni nel merito che non parlano del dissequestro e il comunicato stampa del Viceministro che invece critica proprio il dissequestro che sarebbe stato disposto dal giudice.
Non appena avremo a disposizione l'ordinanza per intero potremo avere un quadro più completo della vicenda. Certamente anche questa nuova pronuncia del Tribunale di Bolzano farà parlare di sè a lungo.

Avv. Luca Bovino - legal@anti-phishing.it

 

 

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Approfondimenti
 

 
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia – 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)

Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno, quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che il phishing nazionale ha collezionato nel periodo 01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al 1°trimestre dello stesso anno del 940%.
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Rapporto trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1° trimestre 2007
225 tentativi di phishing unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del 1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre mesi 
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Phishing: chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non si riuscirà a dimostrare la responsabilità delle banche. E’ questo lo scontato quadro che esce da un interessante servizio di "Repubblica TV" andato in onda nella giornata di ieri, che vedeva come partecipanti esponenti dl sistema bancario, responsabili della Polizia Postale e legali. Il servizio partendo da un caso reale di truffa mette in luce lo "scarica barili" fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi sistemi di sicurezza basati su password numeriche, nei confronti dei truffati colpevoli di troppa ingenuità o come nel caso mostrato, dell’ignara vittima che senza aver fatto nulla si ritrova il proprio conto alleggerito di 4mila euro. Che con un altissima probabilità non rivedrà mai più. 
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo l’ennesima truffa
Circola in Rete da alcuni giorni una nuova offerta di lavoro, apparentemente collegata al fenomeno delle false società utilizzate per il riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv. Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link proposto l’utente viene trasportato in un apposito sito maligno all’interno del quale crederà di fornire i propri dati per candidarsi all’allettante posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero sito serve esclusivamente per il download del file  Continua >>

   

Caso Citibank: quando una vera e-mail si trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail per chiedervi di aggiornare il vostro username, password o numero di carta di credito. E’ questo il primo consiglio inneggiato da tutti colori i quali, noi compresi, hanno cercato di informare i navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E se la mia banca mi stesse realmente richiedendo di aggiornare i miei dati? chi ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO, soprattutto se la politica di sicurezza dell’istituto di credito sino al giorno prima professava il contrario.E’ questo, in sintesi, questo quello che è accaduto alla sede Australiana di Citibank, che nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i suoi clienti 
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Anche i dialers sono denunciabili on line. L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività del Commissariato di Ps on line, ad oggi i cittadini hanno sporto oltre 2500denunce, effettuato oltre 2800 segnalazioni ed inviato più di 5500 richieste di informazioni.Il sito ha registrato oltre 300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio Masciopinto nel corso di un’intervista rilasciata per il sito dell’associazione di consumatori MDC.La possibilità di effettuare le denunce alla polizia direttamente tramite internet, senza recarsi fisicamente in caserma, sta prendendo sempre più dimestichezza fra gli italiani.   Continua >>

   

Un 2007 all’insegno delle minacce informatiche: parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da fare per il 2007 non dimenticare di aggiungere "maggiore sicurezza informatica" perché se solo la metà delle previsioni fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e temo che lo faranno) ci aspetta un 2007 da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso note le sue previsioni su quali saranno le 10 principali minacce di sicurezza nel 2007 stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000 diverse tipologie di minacce note e altre non ancora identificate, è chiaro che il malware viene rilasciato sempre più da criminali professionisti e organizzati.
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Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3 arresti e 700 truffati

Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza nel corso dell’operazione, tutt’ora in corso, denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno stroncato l’attività criminale di tre truffatori italiani specializzati nei raggiri telematici.Lo scenario delle truffe era eBay ma anche appositi siti realizzati esclusivamente per allettare le potenziali vittime, che attratte dai prezzi scontatissimi non esitavano a pagare anticipatamente senza però ricevere nulla o quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro d’affari dei truffatori capaci anche di guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti i dettagli dell’operazione in questo articolo di Alessia Marani pubblicato su il Giornle.it:   Continua >>

 

Phishing: nuova tecnica e nuovi pericoli per gli utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto sino ad oggi, niente più e-mail che cercano di rassomigliare a vere comunicazioni, niente più siti clone, nessuna vulnerabilità da sfruttare, nessun filtro o software in grado di rilevare la truffa.Avrete così l’ultimo tentativo attualmente in circolazione. Ancora una volta contro eBay. Ancora una volta per colpire i risparmi dei navigatori della Rete italiani. Ma questa volta con una tecnica nuova ed altamente pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano tradotto, si presenta alla potenziale vittima come un normale messaggio privato inviato da un certo A. Mario, il cui indirizzo e-mail è già noto alla comunità di eBay sempre per attività illegali   Continua >>

 

hishing: all’asta domini clone pronti per la truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo, quello segnalato dalla F-Secure società finlandese operante nel settore della sicurezza informatica, che dopo una serie di controlli nei registri di due siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio ha scoperto oltre 30 false versione di importanti siti web appartenenti ad istituti di credito, società finanziarie e non, disponibili al migliore offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de, americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti web che cercano di rassomigliare agli originali, trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che con lo stesso principio di eBay   Continua >>

   
 

Skimming (strisciata)

Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese to skim, che significa sfiorare, strisciare. Da questa parola deriva a sua volta la parola skimmer che è il dispositivo utilizzato per memorizzare i contenuti delle bande magnetiche delle carte di pagamento. Negli sportelli automatici ATM (Automated Teller Machine), per leggere le relative carte elettroniche di pagamento ed in particolare per leggere il contenuto delle bande magneti  Continua >>

   
Ultima segnalazione
   
Gli ultimi casi di phishing internazionale segnalati da
 

Servizio momentaneamente sospeso

   
 

Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta con il ritorno di una particolare variante sino ad oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing via fax.I più attenti la riconosceranno subito, infatti oltre ad essere già stata utilizzata in passato sempre contro eBay, questa tecnica ha colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle passata versioni il phisher richiede una serie dettagliata di dati personali.Infatti oltre al solito username e password, e-mail e punteggio   Continua >>

   
 

Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il tentativo di far cadere in trappola i clienti di Banca di Roma, si tratta del secondo caso di phishing in poco meno di una settimana ai danni dell’istituto di credito romano.A differenza del suo predecessore caratterizzato da un testo credibile ed un italiano perfetto, quello odierno utilizza un e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più avranno sicuramente riconosciuto visto che questa finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.  Continua >>

     
 

Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34) la circolazione di un nuovo pericolosissimo tentativo di phishing che questa volta cerca di colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a destinare la somma riservata per i regali di natale per contribuire a rendere leucemie, linfomi e mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è stato un richiamo irresistibile per il phisher.   Continua >>

 

 

 

 

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