
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13810 del 12 febbraio 2008, ha sancito l’irrilevanza penale dell’omessa predisposizione del contrassegno SIAE su opere protette dal diritto d’autore. L’assenza del famoso “bollino”, in sostanza, pur essendo punita dall’art. 171 ter, non costituirebbe più reato, ed ai processi eventualmente in corso si impone l’assoluzione con la formula “il fatto non sussiste”.
Tale, pesante, pronuncia della Suprema Corte si è imposta alla luce della direttiva 83/139 CE che ha imposto agli stati membri una particolare procedura di informazione nei confronti della Commissione Europea affinché quest’ultima possa verificare che tutte le norme di natura tecnica adottate dagli stati membri non possano costituire ostacolo alla circolazione delle merci in ambito comunitario. Ciò, per l’appunto, era accaduto nel caso che riguardava l’obbligo di predisposizione del contrassegno SIAE e la relativa sanzione penale in caso di inosservanza, dove era stata omessa la comunicazione di tale disposizione tecnica alla Commissione. Continua…
Pubblichiamo un intervento dell’Avvocato Massimo Melica, componente del nostro comitato scientifico, avente ad oggetto una serie di interessanti spunti di riflessione legati alla recente pubblicazione (poi censurata dal Garante) dei redditi degli italiani on line. «E’ il 30 aprile, tutto è pronto per un fine settimana al mare, complice il ponte del primo maggio. Si [...]
continuaL’Autorità Garante per la privacy ha concluso l’istruttoria avviata sulla diffusione, tramite il sito web dell’Agenzia delle entrate, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani. Il Collegio (composto da Francesco Pizzetti, GiuseppeChiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato), nel ribadire quanto già sostenuto nel provvedimento con il quale aveva immediatamente invitato a sospendere la [...]
continuaSul tema della pubblicazione dei redditi online c’è stato chi si è attivato per chiedere maxi risarcimenti miliardari. Ad esempio il Codacons ha chiesto all’agenzia delle entrate (lo stato) un risarcimento di venti miliardi di euro per le violazioni riscontrate attraverso la pubblicazione on line dei dati dei cittadini. Naturalmente il paradosso è che un’associazione [...]
continuaCon una decisione pubblicata lo scorso 13 marzo il Garante per la protezione di dati personali ha concluso l’istruttoria relativa alla vicenda Peppermint, concludendo esprimendo parere negativo sul suo operato. La società discografica tedesca, infatti, aveva svolto indagini richiedendo ad alcuni operatori telefonici i dati di traffico degli utenti che avrebbero scaricato brani musicali di [...]
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