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Bancomat e Carte di CreditoCrittografia quantistica contro le clonazioni

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Invece, con i sistemi di crittografia quantistica, non si potrebbe in nessun caso dare seguito alla clonazione di card. Sarà senz’altro come dicono gli esperti di sistemi quantistici, tuttavia il problema, a nostro avviso, prima che tecnico è culturale. Anche la migliore protezione del mondo è destinata ad essere violata se utilizzata con imprudenza.
E l’imprudenza, non può essere arginata rafforzando nessun algoritmo. Questo il comunicato stampa del convegno “Stop alle clonazioni di bancomat e carte di credito. Acquisti finalmente sicuri online. Protezione totale dei nostri conti correnti. Tutte necessità impellenti nel moderno mondo informatizzato, che presto – e in qualche caso già oggi – potranno essere soddisfatte grazie agli sviluppi della fisica quantistica. La crittografia quantistica, infatti, offre uno strumento incredibilmente sicuro per la trasmissione protetta di informazioni sensibili. Sfruttando infatti le proprietà quantistiche della materia – nello specifico, l’impossibilità di clonare lo stato di un sistema quantistico – questi sistemi risultano completamente inattaccabili.
I sistemi attuali di crittografia invece, basati come sono su sofisticati algoritmi matematici e sulle proprietà dei numeri primi, possono essere sempre violati se chi li attacca dispone di tempo e risorse di calcolo sufficienti.
Se ne è discusso a Trento durante il Convegno “Quantum computers and communication systems”, dedicato ai computer quantistici e alle loro future applicazioni. Sono stati inoltre presentati i risultati delle prime applicazioni pratiche di questa tecnologia, che ha permesso, in esperimenti pilota in Italia e in Europa, di garantire l’inviolabilità di operazione bancarie. A cura di Redazione Torinoscienza, del 18.05.2009″
Ulteriori informazioni: Torinoscienza.it
Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it











giu 6, 2009
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Quindi emerge che i servizi on-line NON sono sicuri. Quindi le Banche dovranno risponderne in giudizio patrimonialmente e risarcire tutti i loro clienti che hanno subito delle frodi attraverso gli strumenti internet a loro venduti o dati in locazione per accedere ai portali internet delle banche stesse. Poi la banca si dovrà arrangariare a prendersela con coloro che gli hanno venduto l’insieme di strumenti informatici “tarocco”.