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	<title>Anti-Phishing Italia: il portale contro le truffe on-line &#187; Diritti dei Consumatori</title>
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		<title>AGCOM: numerazioni a tariffe maggiorate fino al 2011</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/2010/05/24/1817</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 10:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[899]]></category>
		<category><![CDATA[Aduc]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo un primo stop, l’AGCOM fa marcia indietro sul divieto di abilitazione automatica delle numerazioni a tariffazione maggiorata per i dispositivi telefonici. Con il provvedimento emanato lo scorso 6 maggio 2010, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha autorizzato gli operatori telefonici interessati a proseguire nell’uso delle numerazioni a tariffazione maggiorata, in decade 4 elencate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><strong><em><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2010/05/Cellhate.jpg" rel="shadowbox[post-1817];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-1818" title="Cellhate" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2010/05/Cellhate.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a>Dopo un primo stop</em>, l’AGCOM fa marcia indietro sul divieto di abilitazione automatica delle numerazioni a tariffazione maggiorata per i dispositivi telefonici.</strong> Con il provvedimento emanato lo scorso 6 maggio 2010, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha autorizzato gli operatori telefonici interessati a proseguire nell’uso delle numerazioni a tariffazione maggiorata, in decade 4 elencate nelle tabelle dell’<strong><a href="http://tlc.aduc.it/generale/files/file/allegati/allegatoA.pdf" target="_blank">Allegato A</a></strong>, per la fornitura degli associati servizi fino al termine inderogabile del 1 febbraio 2011, entro il quale l’uso di dette numerazioni cessa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;AGCOM ha smentito sé stessa</strong>, dal momento che in un primo momento aveva disposto lo stop a tali prassi, applicando correttamente la legislazione nazionale in tema di consenso al trattamento per l’utilizzo di dati personali ai fini di fornitura di servizi a tariffazione maggiorata. In definitiva, tali servizi “speciali” potevano essere applicati solo a seguito di una apposita istanza degli utenti interessati, e non doveva essere abilitata in automatico dagli operatori.<span id="more-1817"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tali norme si rivelavano come un importante presidio per la sicurezza di giovanissimi ed anziani, bombardati da sms e telefonate di operatori che spesso non erano in grado di fronteggiare adeguatamente. <strong>La motivazione addotta dall’Autorità per giustificare la proroga tira in ballo presunti rischi in danno degli utenti afferenti rischi di incidenti stradali per i dispositivi telefonici applicati su autovetture.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E così <em>«RITENUTO che la prosecuzione della numerazione ha conseguenze positive per la clientela finale, stante la natura automatica delle modalità di accesso ai servizi erogati su dette numerazioni basata su procedure quali la digitazione di un tasto o l’attivazione di una opzione da un menù precostituito fino all’innesco completamente automatico nel caso di taluni eventi (ad esempio, incidenti stradali) per i dispositivi di allarme installati su autovetture, e che, diversamente, la clientela finale che utilizza i terminali, le SIM/USIM ed i dispositivi in parola, non potrebbe più avvalersi efficacemente del servizio a partire dal 1 maggio 2010, termine ultimo per la cessazione della numerazione in parola previsto dalla delibera n. 34/09/CIR»</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto ora è necessario attivarsi per chiedere la disattivazione di tali direttrici numeriche presso i propri dispositivi telefonici al fine di evitare spiacevoli sorprese in bolletta.Sono disponibili on line moduli per chiedere la disabilitazione predisposti da associazioni di consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio, quelli predisposti dall’ADUC sono disponibili presso il loro sito (per accedere ai moduli dell’ADUC <a href="http://sosonline.aduc.it/generale/files/file/allegati/NumeriBloccati.pdf" target="_blank">clicca qui</a> ) dove è anche presente una interessante disamina della problematica delle c.d. bollette gonfiate <a href="http://sosonline.aduc.it/modulo/come+tutelarsi+dagli+899+892+894+895+satellitari_12713.php" target="_blank">clicca qui</a></p>
<p>Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
<p>Image credit: <a href="www.about.com" target="_blank">About.com</a></p>
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		<title>Vietati i numeri a pagamento (899, 199) per le istruzioni di ritiro premi</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/2010/01/28/1666</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 23:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[199]]></category>
		<category><![CDATA[899]]></category>
		<category><![CDATA[concorso a premi]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo quanto avrebbe stabilito il Ministro Scajola, ora un vincitore di un concorso a premi non deve essere più costretto a telefonare ad un numero a pagamento (899, 166, 199, ecc.) per ottenere indicazioni su come riceverlo. La vera notizia, tuttavia, è che in passato tutto ciò accadeva senza che la cosa destasse scandalo tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2010/01/899_fraud.jpg" rel="shadowbox[post-1666];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-1667" title="899_fraud" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2010/01/899_fraud-300x200.jpg" alt="" width="279" height="186" /></a>Secondo quanto avrebbe stabilito il Ministro Scajola, ora un vincitore di un concorso a premi non deve essere più costretto a telefonare ad un numero a pagamento (899, 166, 199, ecc.)</strong> per ottenere indicazioni su come riceverlo. La vera notizia, tuttavia, è che in passato tutto ciò accadeva senza che la cosa destasse scandalo tra gli interessati.<span id="more-1666"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo, in base a quanto scritto in un documento il ministero dello Sviluppo economico pubblicato sul sito, tale prassi deve oggi terminare.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;, ad ogni modo, «singolare», rilevano diverse associazioni di consumatori tra cui l’Aduc, «che nel documento a pagina 14, i numeri speciali, con costi elevati per il chiamante, come 899, vengano definiti dal ministero di Claudio Scajolanumeri a tariffa agevolata (sic!)».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ulteriori informazioni: <a href="http://tlc.aduc.it/notizia/concorsi+vietati+numeri+pagamento+899+199_115560.php">Aduc</a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
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		<title>Digitale Terrestre: occhio alla truffa dell’antennista</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/2009/12/08/1624</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 16:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale terrestre]]></category>
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		<description><![CDATA[digitale_terrestreIn diverse importanti regioni d’Italia è attualmente in corso il cosiddetto switch off: si disattiva la ricezione dei canali televisivi captabili con il sistema analogico per dare spazio esclusivamente a quelli del sistema digitale terrestre. Purtroppo il passaggio non è esente da difficoltà tecnico-operative, e dal rischio dei soliti rincari. Ed anche delle solite truffe. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><strong><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-medium wp-image-1625" style="width:268px;"><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/12/digitale_terrestre.jpg" rel="shadowbox[post-1624];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-1625" title="digitale_terrestre" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/12/digitale_terrestre-300x225.jpg" alt="digitale_terrestre" width="268" height="201" /></a><br style="clear:both" /><span>digitale_terrestre</span></div>In diverse importanti regioni d’Italia è attualmente in corso il cosiddetto switch off</strong>: si disattiva la ricezione dei canali televisivi captabili con il sistema analogico per dare spazio esclusivamente a quelli del sistema digitale terrestre. <strong>Purtroppo il passaggio non è esente da difficoltà tecnico-operative, e dal rischio dei soliti rincari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ed anche delle solite truffe. Lo denunciano diversi siti dediti alla tutela dei consumatori come <strong>Altroconsumo e Movimento Difesa del Cittadino</strong>. Il primo mette in evidenza anomali ed ingiustificati rincari dei costi dei decoder. Il secondo mette a disposizione uno <strong>sportello telefonico per raccogliere denunce riguardo le truffe di alcuni antennisti</strong> che applicano tariffe assolutamente fraudolente.<span id="more-1624"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Caro Decoder</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Trentino Alto Adige, Lazio e Campania sono ormai “digitalizzate”, ma da quando è avvenuto il passaggio al DTV i costi del decoder sono schizzati anormalmente verso l’alto. &#8220;Il caso più preoccupante &#8211; afferma Altroconsumo &#8211; è quello del <strong>Trentino Alto Adige: a transizione in corso, nel giro di un mese i prezzi sono lievitati del 13%, con punte del 20%.</strong> Un esempio? A settembre il decoder interattivo Telesystem in un punto vendita di Trento costava 79,90 euro, mentre solo un mese più tardi lo stesso negozio lo vendeva a <strong>99 euro (+ 24%)</strong>&#8220;. La variazione media dei prezzi fra settembre e ottobre è stata di più 13% in Trentino Alto Adige, di più 2,5% in Campania e di più 1,3% nel Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Antennisti &#8220;spregiudicati&#8221;</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un altro fenomeno preoccupante è quello degli antennisti che chiedono soldi per sintonizzare i canali </strong>(operazione che richiede poche e semplici mosse) giustificando l&#8217;esborso con necessari interventi tecnici. Semplici sintonizzazioni del set top box fatte pagare da tecnici senza scrupoli <strong>oltre i 50 euro</strong>; <span style="text-decoration: underline;">centraline televisive da sostituire al costo di 200 euro; antenne da cambiare per una spesa di 380 euro oltre il costo del decoder.</span> Francamente un po’ troppo per una tecnologia che invece di aumentare l’offerta televisiva (invero decisamente ristretta rispetto alle piattaforme televisive satellitari) sta, di fatto, svuotando il portafogli degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Movimento Difesa del Cittadino che da alcuni mesi ha attivato lo Sportello SOS Decoder (tel. 06/83088020 / e-mail lazio@mdc.it).</strong> &#8220;Sono troppi i tecnici o presunti tali &#8211; spiega il Movimento Difesa del Cittadino &#8211; che chiedono cifre esorbitanti per operazioni semplicissime: il tutto senza tener conto di alcuni tariffari che, sebbene diversi da regione a regione, possono essere considerati quale punto di riferimento per gli utenti&#8221;. L&#8217;Associazione chiede l&#8217;intervento del Garante dei prezzi e della Guardia di Finanza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per dare un’occhiata a quelli che dovrebbero essere i costi di questi interventi <a href="http://www.helpconsumatori.it/data/docs/tabell_mdc.pdf" target="_blank"><strong>Vedi le tabelle</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriori informazioni: <a href="http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=25740" target="_blank">HelpConsumatori</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
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		<title>Operatori telefonici multati, ancora pratiche scorrette</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/2009/11/24/1587</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[adsl]]></category>
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		<description><![CDATA[net_cablesAncora cattive notizie per gli utenti telefonici: continuano a subire pratiche commerciali scorrette ad opera dei principali operatori di telefonia, come certifica la recente attività dell’Antitrust che ha sanzionato Tele2, Fiscali eWind per aver promosso i propri servizi mediante messaggi pubblicitari non corrispondenti al vero. Questo il report fornito dall’associazione dei consumatori Movimento difesa del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-medium wp-image-1590" style="width:282px;"><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/11/net_cables.jpg" rel="shadowbox[post-1587];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-1590" title="net_cables" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/11/net_cables-300x195.jpg" alt="net_cables" width="282" height="182" /></a><br style="clear:both" /><span>net_cables</span></div>Ancora cattive notizie per gli utenti telefonici: continuano a subire pratiche commerciali scorrette ad opera dei principali operatori di telefonia, come certifica <strong>la recente attività dell’Antitrust che ha sanzionato Tele2, Fiscali eWind per aver promosso i propri servizi mediante messaggi pubblicitari non corrispondenti al vero.</strong> Questo il report fornito dall’associazione dei consumatori Movimento difesa del cittadino direttamente dal loro sito</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Multe, per un totale di 260.000 euro per pratiche commerciali scorrette</strong>, a Tele2, Tiscali e Wind. Le pubblicità ingannevoli sanzionate dall&#8217;Antitrust riguardano il servizio di navigazione Adsl. <span id="more-1587"></span>Le compagnie telefoniche non hanno informato correttamente il consumatore sulla velocità della navigazione, e sulle tariffe per il consumo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ad esempio Tele2 non ha avvisato i clienti che in fattura sarebbe rientrato anche il tempo in cui il computer sarebbe rimasto spento, senza quindi navigare, mentre sarebbe risultato acceso il router. </strong>Questo comportamento rientra nella richiesta di pagamento per un servizio non fruito, omettendo di informare gli utenti sul corretto funzionamento del router.</p>
<p style="text-align: justify;">La società deve ora pagare 120.000 euro. Altra azienda imputata è <strong>Wind per le offerte di navigazione &#8220;7 Mega&#8221; e &#8220;20 Mega&#8221;</strong>, in cui non viene precisato se la velocità reclamizzata sia relativa a quella di navigazione oppure a quella di prima connessione, che importa meno al consumatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche in questo caso, la pratica commerciale è idonea a limitare considerevolmente le scelte del consumatore e l&#8217;Antitrust ha <strong>multato Wind per 90.000 euro.</strong> La lista nera dell&#8217;Antitrust si conclude con <strong>Tiscali per le offerte di navigazione Adsl &#8220;8 Mega&#8221; e &#8220;20 Mega&#8221;</strong> in cui l&#8217;azienda ha commesso le stesse scorrettezze di Wind. Per Tiscali la sanzione è di 50.000 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriori informazioni:  <a href="http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=25435" target="_blank">HelpConsumatori</a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
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		<title>Garante privacy: “il Parlamento non liberalizzi le molestie telefoniche!&#8221;</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/2009/11/13/1567</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 22:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[chiamate indesiderate]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
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		<description><![CDATA[silenzioFa molto discutere un emendamento approvato nei giorni scorsi al Senato in virtù del quale gli operatori di telemarketing potranno liberamente utilizzare i dati degli italiani per effettuare chiamate promozionali senza alcun limite. Secondo quanto ha dichiarato il componente dell’autorità Garante Mauro Paissan, si tratterebbe di un vero e proprio via libera alle molestie telefoniche. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-full wp-image-1568" style="width:232px;"><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/11/silenzio.jpg" rel="shadowbox[post-1567];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-1568" title="silenzio" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/11/silenzio.jpg" alt="silenzio" width="232" height="232" /></a><br style="clear:both" /><span>silenzio</span></div>Fa molto discutere un emendamento approvato nei giorni scorsi al Senato in virtù del quale <strong>gli operatori di telemarketing potranno liberamente utilizzare i dati degli italiani per effettuare chiamate promozionali senza alcun limite.</strong> Secondo quanto ha dichiarato il componente dell’autorità Garante Mauro Paissan, si tratterebbe di un vero e proprio via libera alle molestie telefoniche.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>I cittadini verranno disturbati da una quantità incredibile di telefonate pubblicitarie, anche se non hanno mai dato il loro consenso alle chiamate</strong>&#8220;. <span id="more-1567"></span>Mauro Paissan, componente del Garante privacy, sottolinea &#8220;gli effetti negativi dell&#8217;emendamento approvato dal Senato sulle telefonate promozionali, che finirà col danneggiare lo stesso telemarketing, che apparirà sempre p<strong>iù invadente e insopportabile</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Si tratta di un errore. Gli utenti telefonici – afferma Paissan &#8211; verranno bombardati di messaggi e si vedranno costretti a iscriversi a un apposito registro per opporsi. </strong>Ma questi registri non hanno funzionato in nessun paese dove sono stati istituiti. E comunque molti cittadini, soprattutto gli anziani, troveranno molta difficoltà a manifestare il loro dissenso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Infine – conclude Paissan – l&#8217;Italia con questa norma si rende responsabile di un&#8217;ulteriore infrazione comunitaria e Bruxelles ce la farà pagare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ulteriori informazioni: <a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/navig/jsp/index.jsp" target="_blank">Garante Privacy</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
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		<title>UE: poca concorrenza in Italia sulle TLC</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/2009/11/02/1545</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 22:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Agicom]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[commissione-europeaLa Commissione Europea ha “strigliato” decisamente l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni italiana, in merito allo scarso livello di concorrenza esistente nel nostro Paese nel settore delle Telecomunicazioni. Sotto accusa il sistema gestito da Telecom Italia, ex monopolista del servizio, ora monopolista della rete, ma sotto accusa anche lo scarso impegno profuso dall’autorità di controllo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><strong><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-full wp-image-1546" style="width:253px;"><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/11/commissione-europea.jpg" rel="shadowbox[post-1545];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-1546" title="commissione-europea" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/11/commissione-europea.jpg" alt="commissione-europea" width="253" height="182" /></a><br style="clear:both" /><span>commissione-europea</span></div>La Commissione Europea ha “strigliato” decisamente l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni italiana</strong>, in merito allo scarso livello di concorrenza esistente nel nostro Paese nel settore delle Telecomunicazioni. <strong>Sotto accusa il sistema gestito da Telecom Italia</strong>, ex monopolista del servizio, ora monopolista della rete, ma sotto accusa anche lo scarso impegno profuso dall’autorità di controllo del settore.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, <strong>l&#8217;Agcom deve impegnarsi maggiormente affinché Telecom mantenga gli impegni assunti per promuovere la libera concorrenza</strong> anziche&#8217; metterla in pericolo. <span id="more-1545"></span>Tanto ha affermato, nero su bianco, la Commissione europea, in una dura lettera inviata oggi all&#8217;Authority italiana sulle Tlc. &#8220;Gli impegni –ha affermato il commissario Ue alle telecomunicazioni Viviane Reding- devono essere soggetti ad una consultazione a livello sia nazionale che comunitario prima della loro adozione.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre inoltre garantire che tale approccio basato sugli impegni tenga conto dell&#8217;interesse degli operatori alternativi e che il loro diritto a rivolgersi all&#8217;autorita&#8217; di regolamentazione Agcom non sia ostacolato o ritardato da tali impegni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella lettera la Commissione spiega che le eventuali modifiche degli impegni di Telecom Italia dovrebbero essere nuovamente soggette a consultazioni a livello nazionale e comunitario.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, <strong>a Bruxelles non si fidano più di Telecom e dei blandi poteri utilizzati dall’autorità nazionale. </strong>La Commissione chiede pertantanto ad Agcom di &#8220;garantire la corretta applicazione degli impegni in modo da migliorare il quadro di regolamentazione in Italia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
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		<title>899 e suoi fratelli, l’AGCOM ci riprova</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/2009/09/23/1463</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 20:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[895]]></category>
		<category><![CDATA[899]]></category>
		<category><![CDATA[Agcom]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>

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		<description><![CDATA[899_monopoly_devilRitorna in auge il problema delle direttrici numeriche a tariffazione maggiorata (899, 892, 144, etc.). È legittimo che vengano rese disponibili automaticamente sui nostri telefoni e telefonini senza che l&#8217;utente ne abbia mai richiesto l&#8217;attivazione? O sarebbe più giusto che solo dopo una specifica istanza dell&#8217;interessato vengano attivate tali costose numerazioni (anche per evitare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><strong><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-medium wp-image-1464" style="width:259px;"><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/899_monopoly_devil.png" rel="shadowbox[post-1463];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-1464" title="899_monopoly_devil" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/899_monopoly_devil-300x233.png" alt="899_monopoly_devil" width="259" height="201" /></a><br style="clear:both" /><span>899_monopoly_devil</span></div>Ritorna in auge il problema delle direttrici numeriche a tariffazione maggiorata (899, 892, 144, etc.).</strong> È legittimo che vengano rese disponibili automaticamente sui nostri telefoni e telefonini senza che l&#8217;utente ne abbia mai richiesto l&#8217;attivazione? O sarebbe più giusto che <strong>solo dopo una specifica istanza dell&#8217;interessato vengano attivate tali costose numerazioni</strong> (anche per evitare le conseguenze negative delle copiose truffe che vengono compiute con tali  sistemi, come il caso degli squilli anonimi da noi commentato alcuni giorni fa)? <span id="more-1463"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Agcom era orientata per negare la legittimità di tali automatica utilizzazione di tali rischiosi dispositivi numerici, ed <strong>aveva imposto agli operatori telefonici di disabilitare automaticamente da tali direttrici le utenze fisse e mobili</strong>, salvo non vi sia una comprovata istanza degli interessati. Il provvedimento, guarda un po&#8217;, è stato impugnato dagli operatori telefonici ed il Consiglio di Stato lo ha annullato per via di un vizio di forma.Tuttavia pare che l&#8217;Agcom abbia già predisposto il rinnovo dell&#8217;istruttore al fine di redigere un nuovo provvedimento emendato dai precedenti vizi. <strong>Il provvedimento è atteso nel termine di 3 o 4 mesi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Questo il <a href="http://www.informarezzo.com/index.php/diritti-civili/287.html" target="_blank">comunicato dell&#8217;associazione dei consumatori Aduc </a>disponibile sul loro sito</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
&#8220;Oggi è stata depositata la sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il provvedimento dell&#8217;Agcom sul blocco delle numerazioni a valore aggiunto. Il succo della sentenza, fra l&#8217;altro era già noto da maggio : tutto da rifare per un vizio di procedura. A rassicurare gli utenti ci sono diverse indiscrezioni di stampa su quello che faranno e non faranno Agcom e principali operatori telefonici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per rimuovere il blocco da tutte le utenze fisse, fanno trapelare i gestori, ci occorrono due/quattro mesi, il tempo che occorre all&#8217;Agcom per concludere tutto l&#8217;iter per una nuova delibera esente da vizi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto tranquillo? Agcom e gestori alleati contro le truffe che con varie modalita&#8217; per anni hanno gonfiato le bollette telefoniche?</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo, ma consigliamo prudenza. Come gia&#8217; anticipato, i rischi per gli utenti ci sono. Solo per fare un esempio, Telecom Italia anticipava lo sblocco nelle fatture inviate ai propri clienti già per il mese scorso. Insomma non c&#8217;e&#8217; alcuna certezza, visto che nessuna comunicazione ufficiale finora e&#8217; stata diffusa che il proprio gestore fisso non possa riabilitare la nostra linea verso <strong>numerazioni pericolose (899, 892, satellitari, 144, 166, ecc.).</strong> E neppure rassicura l&#8217;atteggiamento di Telecom Italia sul pregresso. Non mancano segnalazioni di utenti che si dicono perseguitati dalle richieste dell&#8217;ex monopolista (o di altri gestori) che intimano pagamenti relativi a bollette gonfiate di un paio di anni fa</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aduc.it/dyn/ricerca/?ricerca=899+telecom&amp;tipo=cara" target="_blank">http://www.aduc.it/dyn/ricerca/?ricerca=899+telecom&amp;tipo=cara</a></p>
<p style="text-align: justify;">Il blocco automatico dei numeri a rischio riguardava i telefoni fissi ed escludeva due nuove numerazioni da poco entrate in funzione (894 e 895). <strong>Nel frattempo il problema degli addebiti non riconosciuti si e&#8217; spostato in massa verso le utenze mobili. La vendita truffaldina di loghi e suonerie tramite i numeri 48xxx contattabili tramite sms continua nonostante i diversi provvedimenti sanzionatori dell&#8217;Antitrust.</strong> Vista la perenne incertezza, quindi ribadiamo l&#8217;invito di richiedere al proprio gestore la disabilitazione dei numeri speciali dalle utenze fisse e mobili utilizzando il modulo dell&#8217; ADUC :</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=178105" target="_blank">http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=178105</a></p>
<p style="text-align: justify;">
Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>TLC, Antitrust a confronto: Europa batte Italia, i casi Intel e Vodafone</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/2009/09/23/1455</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 20:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[antitrust]]></category>
		<category><![CDATA[multa]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori telefonici]]></category>

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		<description><![CDATA[phonepinata2Si tratta sempre di Antitrust, ma se l&#8217;ambito è nazionale piuttosto che comunitario, l&#8217;impatto sanzionatorio cambia non poco. Prendiamo ad esempio due recenti provvedimenti dell&#8217;Antitrust Italiano nei confronti di altrettanti operatori di telefonia, rispetto al provvedimento adottato dall&#8217;omologa autorità Comunitaria nei confronti dell&#8217;operatore informatico Intel. Ebbene, il confronto è a dir poco imbarazzante: in entrambi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-full wp-image-1456" style="width:232px;"><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/phonepinata2.jpg" rel="shadowbox[post-1455];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-1456" title="phonepinata2" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/phonepinata2.jpg" alt="phonepinata2" width="232" height="208" /></a><br style="clear:both" /><span>phonepinata2</span></div>Si tratta sempre di Antitrust, ma se l&#8217;ambito è nazionale piuttosto che comunitario, l&#8217;impatto sanzionatorio cambia non poco. Prendiamo ad esempio due recenti <strong>provvedimenti dell&#8217;Antitrust Italiano nei confronti di altrettanti operatori di telefonia</strong>, rispetto al provvedimento adottato dall&#8217;omologa autorità Comunitaria nei confronti dell&#8217;<strong>operatore informatico Intel</strong>. Ebbene, il confronto è a dir poco imbarazzante: in entrambi i casi sono state sanzionate degli atteggiamenti anti-concorrenziali ed in qualche modo scorretti di grosse imprese leader nel settore. <span id="more-1455"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia il massimo della <strong>sanzione comminata dall&#8217;italico Antitrust è stato 440mila euro.</strong> Incredibilmente più poderosa la sanzione per Intel, ben 1,06 miliardi di euro. Anche un bambino riuscirebbe a capire che le sanzioni inflitte dall&#8217;Antitrust del Belpaese (in sigla AGCM), sono in realtà delle pseudo sanzioni, perché prive di ogni effettivo valore dissuasivo rispetto alle capacità economiche dei trasgressori individuati. Di ben altro tenore, e spessore, invece,<strong> le sanzioni imposte dall&#8217;Antitrust europeo, come si è notato anche nel caso di Microsoft, ed ora con Intel.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><em>Andiamo per ordine. </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vodafone e Fastweb sono state multate dall&#8217;AGCM, presieduta da Catricalò, per pratiche commerciali scorrette.</strong> Fastweb avrebbe avuto atteggiamenti ostruzionistici in occasione di clienti desiderosi si migrare verso altro gestore telefonico, contegno caratterizzato da ritardi, appuntamenti a vuoto, comunicazioni assenti. Costo dell&#8217;illecito? 120 mila Euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Doppia sanzione invece per Vodafone la prima per pratiche ostruzionistiche analoghe a quelle riscontrate a Fastweb, con la significativa aggravante della proposizione di offerte commerciali ingannevoli.</strong> L&#8217;altra sanzione è legata invece alla scarsa trasparenza nell&#8217;acquisizione di nuovi clienti contattandoli telefonicamente. In questo caso Vodafone è andata un po&#8217; peggio: 440 mila Euro.</p>
<p style="text-align: justify;">E Intel? L&#8217;antitrust europeo ha comminato la sanzione record di 1,06 miliardi di euro nei confronti di Intel, pubblicando le prove dettagliate fornite dai clienti</p>
<p style="text-align: justify;">Il gigante americano dei chip avrebbe escluso dal mercato in modo illegale la rivale Amd.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la ricostruzione della Commissione giudicante, Intel avrebbe pagato i produttori di computer affinché posticipassero o abolissero i progetti per il lancio di prodotti che utilizzavano chip di Amd, elargendo rimborsi illegali e pagando rivenditori affinché commercializzassero unicamente computer con chip Intel.</p>
<p style="text-align: justify;">Intel, primo produttore mondiale di chip, ha appellato la decisione lo scorso luglio, puntando il dito contro la sanzione, a suo dire, &#8220;palesemente sproporzionata&#8221;, e sostenendo che l<strong>a Commissione non avrebbe fornito le prove dei suoi illeciti. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le prove sono state ora acquisite e pubblicate, tramite documentazione dei clienti della stessa Intel &#8212; Dell, Hewlett-Packard, NEC, Lenovo e Media Saturn Holding.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sarebbero minacce di ritorsioni nei confronti della Dell risalenti al febbraio 2003 qualora l&#8217;azienda avesse adottato o comunque realizzato forniture da Amd per la realizzazione di cpu.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Hp ha coadiuvato la decisione della Commissione, producendo documenti da cui sarebbe emerso che avrebbe ricevuto garanzie da Intel sui propri crediti, qualora avesse acquistato almeno il 95% dei suoi sistemi per desktop da Intel&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sarebbe, inoltre, un&#8217;e-mail di dicembre 2006 di un dirigente di Lenovo da cui emergerebbe un accordo con Intel in base al quale la ditta non avrebbe dovuto introdurre chip Amd nei suoi notebook prodotti nel 2007.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il testo delle prove raccolte dalla Commissione e da poco pubblicato è diponibile</strong><a href="http://ec.europa.eu/competition/sectors/ict/intel.html." target="_blank"> qui</a></p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di questa sintetica ricostruzione viene proprio da chiedere: ma in che continente ci troviamo?</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>In Italia, se Vodafone e Fastweb praticano prassi anti-concorrenziali e scorrette vengono multate con un buffettino sul volto, invece, in ambito comunitario se invece un colosso dell&#8217;informatica prova a fare il furbo viene bastonato.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Forse se la nostra Antitrust funzionasse come quella comunitaria (o venisse proprio abrogata a favore di quest&#8217;ultima) tante anomalie anticoncorrenziali faticherebbero a resistere.</p>
<p style="text-align: justify;">
Ulteriori informazioni: <a href="http://www.pc-facile.com/news/pratiche_scorrette_multate_vodafone_fastweb/64122.htm?h=12245" target="_blank">Pc-Facile </a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
<p style="text-align: justify;">Immagine tratta da <a href="http://w4.stern.nyu.edu/sternbusiness/spring_summer_2003/telecommunications.html" target="_blank">STERN Business</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Allarme UE: ingannevole il 55% dei siti e-commerce</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/2009/09/10/1412</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 20:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti dei Consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>

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		<description><![CDATA[ecommerce68Secondo un recente comunicato diffuso direttamente dalla Commissione europea, all&#8217;esito di un attento monitoraggio fra i 200 principali siti di commercio elettronico, è emerso che il 55% del siti rilevati non contiene informazioni adeguate per i consumatori. Il che, detto in altri termini, significa che i predetti portali, diffondano messaggi incompleti, insufficienti, fuorvianti, o, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-medium wp-image-1413" style="width:276px;"><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/ecommerce68.jpg" rel="shadowbox[post-1412];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-1413" title="ecommerce68" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/ecommerce68-300x199.jpg" alt="ecommerce68" width="276" height="184" /></a><br style="clear:both" /><span>ecommerce68</span></div>Secondo un recente comunicato diffuso direttamente dalla Commissione europea, all&#8217;esito di un attento monitoraggio fra i <strong>200 principali siti di commercio elettronico</strong>, è emerso che<strong> il 55% del siti rilevati non contiene informazioni adeguate per i consumatori. </strong>Il che, detto in altri termini, significa che i predetti portali, diffondano messaggi incompleti, insufficienti, fuorvianti, o, in definitiva parola, ingannevoli, per i potenziali utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione chiede che gli stati membri modifichino le loro leggi interne per correggere questa situazione, ma soprattutto, per <strong>chiudere i siti che non si adeguino alle prescrizioni delle diverse direttive comunitarie in tema di commercio elettronico</strong>.. <span id="more-1412"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la Commissione, circa un quarto dei compratori online europei usano la <strong>Rete per acquistare principalmente prodotti elettronici come fotocamere digitali, telefoni cellulari, lettori di Dvd. </strong>In media tale area merceologica muove circa 6,8 miliardi di euro l&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati della Commissione il 55% dei siti investigati, incluso i 200 maggiori, non informano correttamente gli acquirenti sui propri diritti o sui costi di spedizione, oppure <strong>non forniscono i dati completi per un contatto diretto. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Inoltre, due terzi dei siti sotto accusa non informano i consumatori, o la fanno in modo incompleto, sui diritto di recesso entro sette giorni (in Italia sono dieci) e di restituire il prodotto senza dover fornire motivazioni. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un terzo, invece, non fornisce numeri di telefono o indirizzo privando cosi&#8217; i consumatori di un punto di riferimento in caso di problemi con la fornitura.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CINA: 1,6 Milioni di multa per copie pirata di Windows</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/falsi-e-contraffatti/2009/09/03/1377</link>
		<comments>http://www.anti-phishing.it/diritti-dei-consumatori/falsi-e-contraffatti/2009/09/03/1377#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 22:24:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Falsi e Contraffatti]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[pirateria]]></category>
		<category><![CDATA[Windows]]></category>

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		<description><![CDATA[billgates-chinaÉ costata davvero cara a 4 cinesi l&#8217;idea di immettere sul proprio sito alcune copie pirata di Windows ed altri software. Secondo quanto riportano i media cinesi i responsabili dell&#8217;accaduto sono stati arrestati dagli inquirenti, a seguito di denunce presentate delle aziende fornitrici, e, quindi condannati a tre anni e mezzo di reclusione, oltre ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><strong><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-full wp-image-1378" style="width:198px;"><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/billgates-china.jpg" rel="shadowbox[post-1377];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-full wp-image-1378" title="billgates-china" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/billgates-china.jpg" alt="billgates-china" width="198" height="256" /></a><br style="clear:both" /><span>billgates-china</span></div>É costata davvero cara a 4 cinesi l&#8217;idea di immettere sul proprio sito alcune copie pirata di Windows ed altri software. </strong>Secondo quanto riportano i media cinesi i responsabili dell&#8217;accaduto sono stati arrestati dagli inquirenti, a seguito di denunce presentate delle aziende fornitrici, e, quindi <strong>condannati a tre anni e mezzo di reclusione, oltre ad un&#8217;astronomica multa dell&#8217;equivalente di 1 milione e seicentomila dollari. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa cibernetica &#8220;banda dei quattro&#8221; gestiva una piattaforma telematica chiamata <strong>&#8220;Giardini di Pomodoro&#8221;</strong> dalla quale era possibile scaricare gratuitamente programmi protetti. <span id="more-1377"></span>I gestori del sito lucravano unicamente dalla pubblicità pagate dagli inserzionisti che facevano a gara per garantirsi una visibilità sul portale. Pare, infatti, che la media di accessi al sito fosse di circa dieci milioni di persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, riportano i media cinesi, comprare banner fra i &#8220;pomodori&#8221; pirata era molto costoso per le aziende, ed estremamente redditizio per i quattro.</p>
<p style="text-align: justify;">
Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
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