Questa sezione
è curata in collaborazione con l'avv. Luca
Bovino, Master in diritto dell'informatica,
ed ha l'obiettivo di realizzare degli
approfondimenti di natura prettamente
giuridica su ciascun argomento selezionato.
Gli approfondimenti avranno cadenza
bisettimanale e sono finalizzati a mettere
in evidenza ruoli, responsabilità, sanzioni
e (ove possibile) rimedi relativamente a
ciascun fenomeno analizzato. Per chi volesse
approfondire gli aspetti legali degli
argomenti trattati dal sito consigliamo di
consultare anche le sezioni relative a "normativa"
e "sentenze"
ove sono contenute le principali fonti
normative legate all'informatica giuridica e
le più importanti pronunce giurisprudenziali
in materia di illeciti informatici. Infine,
nella sezione, è presente anche un link alla
newsletter del Garante per la protezione dei
dati personali, autorità sempre molto
attenta ad i fenomeni ed alle situazioni
giuridiche legate all'internet ed alle nuove
tecnologie.
Cybersquatting (occupazione abusiva di nomi a dominio)
La parola Cybersquatting è composta dalla parola inglese
cyber - che, a sua volta è l’abbreviazione di cybernetics,-
(ovvero cibernetica) e dall’altra parola inglese squatter
che significa occupante abusivo.
Il fenomeno degli squatters è tipico delle società
occidentali ed industriali (meglio post-industriali).
L’occupazione di stabili dismessi o inutilizzati da parte,
soprattutto, di giovani cittadini europei ed americani è una
pratica largamente diffusa sin dagli anni settanta ed è
spesso stata caratterizzata da motivazioni politiche ed
ideali: i membri della collettività rimasti espropriati del
bene “spazio”, se ne riappropriavano occupando “spazi”
appartenenti formalmente (e giuridicamente) ad altri, ma
sostanzialmente lasciati abbandonati per varie ragioni. Lo
squatter è alla disperata ricerca di spazi necessari per
perseguire sue determinate finalità di varia natura: trovare
una casa, realizzare uno spazio sociale, ricavare un covo
per compiere attività criminali, etc. La pratica dello
squatting segue un principio molto semplice: dove vedi un
edificio abbandonato appropriatene.
La pratica del cybersquatting è differente dallo squatting
per molteplici motivi, ma è accomunata da una
caratteristica: si tratta sempre di un’occupazione,
presumibilmente, abusiva di uno spazio lasciato vuoto dal
legittimo proprietario.
Ma quali “spazi vuoti” vengono occupati dai cybersquatter?
Quelli relativi ai nomi a dominio di siti non ancora
registrati, ma che appartengono comunque a determinate
persone fisiche o giuridiche.
Il cybersquatting consiste nel registrare nomi a dominio
identici a quelli nomi famosi. Creare siti che abbiano un
nome molto diffuso, che richiami alla mente qualcosa di
molto popolare è il fine del cybersquatter. Tipo
www.telegiornale.it, www.banca.it, www.italia.it.
Oggi sembra quasi paradossale che alcune grandi imprese
possano subire cybersquatting perché quasi tutte le aziende
di dimensioni medio-grandi registrano un proprio sito
internet. Tuttavia questa tecnica di occupazione abusiva di
nomi a dominio continua a prendere piede, ed è finalizzata
alla realizzazione di tecniche di concorrenza sleale fra
aziende.
Com’è possibile che venga sottratto un nome a dominio ad un
legittimo titolare? In realtà è molto più semplice di quanto
non si immagini. Non esiste un diritto di proprietà di un
nome a dominio, in quanto esso altro non è che una stringa
alfanumerica che ci consente di memorizzare facilmente
l’indirizzo IP di un sito (che è costituito da un codice
numerico).
Esiste un diritto all’assegnazione del dominio in base ai
principi stabiliti dalle autorità amministrative che
regolano le procedure di assegnazione dei nomi dei siti.
Tuttavia queste autorità (in Italia sono la Naming Authority
e la Registration Autorità) generalmente, e per talune
categorie di nomi a dominio (ad esempio quelli terminanti
con “.com”, o “.it”) non verificano direttamente l’identità
della persona che chiede di registrare un sito con un
determinato nome. La procedura avviene attraverso la
compilazione di un modulo su internet e la sottoscrizione di
un certificato inviato dall’autorità per posta. Attività che
si potrebbero compiere rilasciando false generalità senza
che l’autorità abbia gli strumenti per verificare la
veridicità di queste dichiarazioni.
Ma in base a quali criteri le autorità di naming decidono di
assegnare un sito ad una persona piuttosto che ad un’altra?
In base ad un principio generale: chi tardi arriva, male
alloggia (anche se il brocardo adottato è inglese e ribalta
la visuale: first come, first served). A questo principio si
accompagna l’obbligo di rispettare le regole stabilite dalle
autorità che sono prevalentemente esplicazioni degli
ordinari criteri di buona fede e di correttezza.
Pertanto se qualche personaggio del mondo dello spettacolo,
o della politica, o qualche azienda non ha ancora raggiunto
livelli di popolarità o di redditività tali da affrontare la
spesa di realizzare un sito web, chiunque potrebbe
registrare un sito con un nome identico o simile al suo.
Molti sono i casi di cybersquatting, registrati. Negli Stati
Uniti, dove il fenomeno si è caratterizzato soprattutto come
una pratica di concorrenza sleale fra aziende rivali, in
Italia ha avuto come vittime soprattutto .
Ho scoperto che qualcuno ha registrato un sito con un
dominio che riporta il mio nome, o quello della mia azienda,
come posso fare per ottenerlo? Si possono seguire tre vie:
1) rivolgersi direttamente a colui che ha registrato quel
nome a dominio ed avviare una trattativa commerciale per
rilevarlo (pare che il dominio business.com sia stato
venduto per 7,5 milioni di dollari);
2) chiedere la rassegnazione del nome a dominio alle
autorità di naming: in tal caso, però, se chi ha registrato
il sito con il nome contestato era in buona fede e la sua
registrazione è effettivamente antecedente alla nostra
richiesta saremo soccombenti;
3) chiedere l’assegnazione del nome ad un giudice,
instaurando una causa civile. Questa via è percorribile
unicamente nel caso in cui il nostro nome a dominio di cui
chiediamo l’assegnazione sia un marchio registrato.
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
Download >>
Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
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>>
Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
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>>
Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
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hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
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>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
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Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
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Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
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Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line