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Pubblicità ingannevoliSuonerie e sfondi via web, l’80% dei siti e’ fraudolento, parola di UE
La commissaria europea per la tutela dei consumatori non sembra avere dubbi: l’offerta di suonerie e sfondi per i telefonini sul web nell’80% dei casi riscontrati nasconde insidie truffaldine. L’allarme arriva dopo un’indagine a tappeto realizzata a giugno dalla Commissione Europea e presentata nei giorni scorsi dalla commissaria Ue Meglena Kuneva.
«L’80% dei siti internet in cui vengono venduti i servizi – riassume la commissaria – trae in inganno il consumatore o con prezzi poco chiari o perché mancano informazioni sul fornitore dei servizi o perché sono fuorvianti i termini del contratto». Peraltro, con l’ulteriore nocivita’ presentata dal fatto che la meta’ dei siti controllati si rivolge ai bambini.
Ben 279 siti Web su 558, quindi ben il 50%, si rivolgono, infatti, proprio ai minorenni che scaricano suonerie e sfondi ignari delle spese. I dati riportati da Bruxelles sono a dir poco agghiaccianti: un consumatore avrebbe speso ben 76 euro per un salvaschermo ordinato nel novembre 2007 e che non e’ mai riuscito ad aprire sul cellulare.
I genitori di un bambino di 9 anni, che aveva ordinato per errore una suoneria propagandata come gratuita, si sono invece visti recapitare una bolletta di 272,71 euro. Piu’ diffusi episodi di contratti dai quali e’ impossibile recedere. L’indagine della Commissione si e’ concentrata su 558 siti internet di 29 paesi europei, i 27 piu’ Norvegia e Islanda.
«Nel 50% dei casi – spiega Kuneva – le informazioni sui prezzi sono poco chiare, nel 70% mancano o sono lacunose le informazioni necessarie per contattare il fornitore del servizio e nel 60% dei casi i siti presentano delle informazioni fuorvianti sui contratti». Anche per il Belpaese non mancano le dolenti note, seppur ancora provvisorie: su sette societa’ italiane controllate, infatti, in 5 casi la Commissione ha rilevato la necessita’ di eseguire ulteriori approfondimenti istruttori.
In Europa 54 casi riguardano invece societa’ che operano a livello transnazionale. Una volta presentati i risultati dell’indagine, la commissaria chiedera’ alle autorita’ nazionali di intervenire sui fornitori di servizi, pretendendo il rispetto delle direttive Ue sulle pratiche sleali (2005/29), sui contratti a distanza (1997/7) e sul commercio elettronico (2000/31).
In caso di mancata ottemperanza alle suddette direttive «dovranno scattare le multe», ammonisce la Kuneva, che non esclude l’applicazione «procedure di infrazione» contro quegli Stati membri che non interverranno a dovere per reprimere le truffe. Al momento sette Paesi – Norvegia, Finlandia, Svezia, Lettonia, Islanda, Romania e Grecia – hanno gia’ pubblicato i nomi dei siti in cui sono state riscontrate irregolarita’. I siti che non si regolarizzano entro il 2009, rischiano la chiusura Sfuggono al mirino della UE le societa’ che, pur vendendo i loro servizi in Europa, hanno la loro sede legale in Paesi terzi.
Il rischio, per i consumatori europei, e’ che tutte le societa’ europee monitorate possano decidere di trasferirsi all’estero per sfuggire ai controlli comunitari e proseguire nelle proprie attivita’ senza subire conseguenze sanzionatorie di alcuna natura. Il giro di affari per suonerie e salvaschermi ha raggiunto i 691 milioni di euro nel 2007 ed e’ in continua crescita.
Nei primi mesi del 2008 e’ gia’ stato registrato un incremento del 18%. Le suonerie la fanno da padrona, arrivando a rappresentare da sole il 29% del «mercato totale» dei contenuti dei cellulari e costituendo anche un’ottimo puntello per i traballanti bilanci delle Major discografiche che continuano a vendere sempre meno CD.
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Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it










