martedì
Pubblicità ingannevoli500mila euro di multa per Vodafone e Tim

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“L’Antitrust ha sanzionato Telecom ”per pratica commerciale scorretta” anche per le offerte Internet di Alice e multato il gruppo per 300mila euro. La sanzione piu’ pesante, per pratica commerciale scorretta, e’ quella dell’Autorita’ garante per la concorrenza e il mercato, che ha inflitto ai due colossi della telefonia mobile una multa da 500mila euro ciascuna, vale a dire il massimo consentito.
L’Autorita’ per le tlc, che si e’ occupata di altri profili, ha invece deciso una multa di 58mila euro ciascuna. Telecom, che ”ritiene di aver agito nel pieno rispetto della normativa vigente”, ha gia’ annunciato la volonta’ di presentare ricorso al Tar del Lazio contro la decisione dell’Antitrust, mentre Vodafone Italia ”si riserva di dar seguito a tutte le azioni necessarie per riaffermare la correttezza del proprio comportamento”. .Ai due organismi regolatori si erano rivolte le associazioni dei consumatori all’indomani della decisione di Vodafone di mandare in soffitta 31 piani tariffari nati tra il 1998 e il 2003, operazione di cui i clienti erano stati informati utilizzando come strumento ”primario” di comunicazione un messaggio di testo sul cellulare.
Negli stessi giorni anche Tim aveva inviato Sms a oltre 3 milioni di clienti per annunciare una serie di ritocchi tariffari. Le due Autorita’ si misero subito al lavoro. L’Antitrust aprendo un’istruttoria e l’Autorita’ per le tlc avviando ispezioni e inviando una diffida a Tim e Vodafone perche’ cambiassero immediatamente registro: cosa che avvenne, con l’attivazione di una campagna comunicativa giudicata piu’ trasparente, che tuttavia non fermo’ l’iter del processo sanzionatorio. A distanza di sei mesi, cosi’, sono scattate le multe: l’Antitrust, come ha ricordato il presidente Antonio Catricala’, ha optato per la ”massima pena”, decisa anche per il ”significativo” impatto sull’utenza della pratica contestata.
Il garante della concorrenza non ha preso in esame il fondamento o la legittimita’ della variazione tariffaria, ma la pratica commerciale adottata per comunicarla alla clientela, giudicandola ”scorretta”. Sia per Tim che per Vodafone, l’Antitrust sottolinea che il contenuto dell’Sms che annunciava l’aumento tariffario ”si caratterizza per un contenuto ambiguo ed omissivo circa le informazioni relative alla natura dell’operazione in atto, tale da impedire al cliente interessato di assumere una conseguente decisione consapevole, con particolare riferimento alla possibilita’ di esercitare un diritto di recesso senza alcuna penale”.
L’Sms di Tim, in particolare, con la parola ‘rimodulazione’ unita a quella ‘gratis’ ”risulta idoneo a indurre in errore il consumatore”. Per quanto riguarda invece Vodafone, l’Antitrust punta il dito contro la parola ‘semplificazione’, e anch’essa ”risulta idonea a indurre in errore il consumatore”. In entrambi i casi l’Antitrust parla anche di ”condotta plurioffensiva” in seguito alla quale i consumatori ”si sentono traditi”, e con l’aggravante che ”la sfiducia dei consumatori, quando e’ generalizzata, rallenta il processo di crescita dei mercati”.
L’Autorita’ per le tlc, invece, ha multato Vodafone per erronea pubblicazione sul sito dei piani tariffari; per Tim si tratta invece di carenza informativa sulle modifiche nella comunicazione agli utenti. Per quanto riguarda la sanzione alle offerte internet di Alice, alle segnalazioni che l’autorita’ ha ricevuto tra novembre 2007 e dicembre 2008 sulle offerte Maxxi Alice 100, Maxxi Alice facile, Tutto Relax Internet e Alice Mobile Data kit compreso risulta all’Antitrust che Telecom ”non avrebbe adeguatamente informato i consumatori” sulla spesa elevata da affrontare oltre una certa soglia. Inoltre, secondo le rilevanze istruttorie, ”non avrebbe dato la possibilita’ ai consumatori di monitorare l’eventuale superamento della soglia prestabilita”. [tratto da: Ansa]
Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it










