Il Garante
"frena" la Cassazione: controllo delle e-mail aziendali
solo in casi di emergenza
Sembra un vero e proprio braccio di ferro, quello che
vede contrapposti il Garante per la Protezione dei dati
personali e la Corte di Cassazione. La cosa non
costituisce certo una novità, e non deve neanche far
gridare allo scandalo.
Si tratta di diversità di vedute in ordine
all’applicazione concreta di una normativa molto
complessa ed invasiva –quale quella in tema di
trattamenti di dati personali – all’interno di una
realtà aziendale. L’illustre precedente è dato dalla
diversità di vedute in ordine al dato personale
acquisito tramite internet. Per la Cassazione il web
costituisce una sorta di albo pubblico, e pertanto
legittima l’utilizzo dei dati ivi rinvenuti senza il
consenso dell’interessato (v. in particolare Cassazione
, sez. III penale, sentenza 17.11.2005 n° 5728).
Di contro il Garante in sue innumerevoli decisioni,
provvedimenti e comunicati ha sempre puntualmente
ribadito il contrario. Ora il pomo della discordia è
costituito dal possibile controllo del datore di lavoro
sulle e-mail aziendali.
La Cassazione ha confermato una sentenza di un giudice
d’appello che aveva ritenuto legittimo un licenziamento
fondato sul mancato ossequio del lavoratore ai parametri
della correttezza sulla base della verifica delle sue
e-mail aziendali (v. Cassazione Civile sez. Lavoro,
Sentenza 13/09/2006, n.19554, commentata anche in questo
sito al link
http://www.anti-phishing.it/news/articoli/news.041020064.php ).
Il Garante tenta di contemperare l’interesse del
lavoratore alla riservatezza della propria
corrispondenza elettronica, con quella dell’azienda a
verificare e se del caso troncare eventuali
comportamenti scorretti dei dipendenti (tenendo conto
che in Europa il primo rischio informatico per le
aziende non sono tanto i virus quanto i propri addetti).
E lo fa prescrivendo tutta una serie di misure
preventive da adottarsi al fine di limitare e
possibilmente eliminare ogni potenziale promiscuità fra
un uso privato ed uno aziendale delle e-mail del
lavoratore.
Il risultato sono una serie di ulteriori adempimenti che
il datore di lavoro dovrà porre in essere al fine di
ridurre al massimo l’accesso ai dati del dipendente
tramite diversi accorgimenti indicati nel provvedimento
pubblicato oggi stesso sul sito del Garante.
Ad ogni modo risulta fortemente ridimensionato l’impatto
anti-privacy che emergeva dall’impostazione della
Cassazione sezione Lavoro che, invece, sembrava dare un
maggiore peso alle esigenze di controllo e di direzione
del datore di lavoro in ambito aziendale, rispetto al
diritto del lavoratore di non subire ingiustificate
intrusioni nella propria vita privata, anche se
informazioni personali che lo riguardano si trovino
all’interno di pc situati in ufficio.
Questo il testo del Comunicato stampa che lo sintetizza.
I datori di lavoro pubblici e privati non possono
controllare la posta elettronica e la navigazione in
Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali.
Spetta al datore di lavoro definire le modalità d'uso di
tali strumenti ma tenendo conto dei diritti dei
lavoratori e della disciplina in tema di relazioni
sindacali.
Il Garante privacy, con un provvedimento generale che
sarà pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”, fornisce
concrete indicazioni in ordine all'uso dei computer sul
luogo di lavoro. “La questione è particolarmente
delicata – afferma il relatore Mauro Paissan – perché
dall'analisi dei siti web visitati si possono trarre
informazioni anche sensibili sui dipendenti e i messaggi
di posta elettronica possono avere contenuti a carattere
privato. Occorre prevenire usi arbitrari degli strumenti
informatici aziendali e la lesione della riservatezza
dei lavoratori”.
L'Autorità prescrive innanzitutto ai datori di lavoro di
informare con chiarezza e in modo dettagliato i
lavoratori sulle modalità di utilizzo di Internet e
della posta elettronica e sulla possibilità che vengano
effettuati controlli. Il Garante vieta poi la lettura e
la registrazione sistematica delle e-mail così come il
monitoraggio sistematico delle pagine web visualizzate
dal lavoratore, perché ciò realizzerebbe un controllo a
distanza dell'attività lavorativa vietato dallo Statuto
dei lavoratori. Viene inoltre indicata tutta una serie
di misure tecnologiche e organizzative per prevenire la
possibilità, prevista solo in casi limitatissimi,
dell'analisi del contenuto della navigazione in Internet
e dell'apertura di alcuni messaggi di posta elettronica
contenenti dati necessari all'azienda.
Il provvedimento raccomanda l'adozione da parte delle
aziende di un disciplinare interno, definito
coinvolgendo anche le rappresentanze sindacali, nel
quale siano chiaramente indicate le regole per l'uso di
Internet e della posta elettronica.
Il datore di lavoro è inoltre chiamato ad adottare ogni
misura in grado di prevenire il rischio di utilizzi
impropri, così da ridurre controlli successivi sui
lavoratori. Per quanto riguarda Internet è opportuno ad
esempio:
- individuare preventivamente i siti considerati
correlati o meno con la prestazione lavorativa;
- utilizzare filtri che prevengano determinate
operazioni, quali l'accesso a siti inseriti in una sorta
di black list o il download di file musicali o
multimediali.
Per quanto riguarda la posta elettronica, è opportuno
che l'azienda:
- renda disponibili anche indirizzi condivisi tra più
lavoratori (info@ente.it; urp@ente.it; ufficioreclami@ente.it),
rendendo così chiara la natura non privata della
corrispondenza;
- valuti la possibilità di attribuire al lavoratore un
altro indirizzo (oltre quello di lavoro), destinato ad
un uso personale;
- preveda, in caso di assenza del lavoratore, messaggi
di risposta automatica con le coordinate di altri
lavoratori cui rivolgersi;
- metta in grado il dipendente di delegare un altro
lavoratore (fiduciario) a verificare il contenuto dei
messaggi a lui indirizzati e a inoltrare al titolare
quelli ritenuti rilevanti per l'ufficio, ciò in caso di
assenza prolungata o non prevista del lavoratore
interessato e di improrogabili necessità legate
all'attività lavorativa.
Qualora queste misure preventive non fossero sufficienti
a evitare comportamenti anomali, gli eventuali controlli
da parte del datore di lavoro devono essere effettuati
con gradualità. In prima battuta si dovranno effettuare
verifiche di reparto, di ufficio, di gruppo di lavoro,
in modo da individuare l'area da richiamare
all'osservanza delle regole. Solo successivamente,
ripetendosi l'anomalia, si potrebbe passare a controlli
su base individuale.
Il Garante ha chiesto infine particolari misure di
tutela in quelle realtà lavorative dove debba essere
rispettato il segreto professionale garantito ad alcune
categorie, come ad esempio i giornalisti.
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
Download >>
Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
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>>
Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
Continua
>>
Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
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hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
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>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
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Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
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Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
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Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line