E’
la domanda che si pone uno dei milioni di utenti di eBay,
il quale dopo aver riscontrato le difficoltà per l’invio
di segnalazioni al gigante delle aste on-line, si
scontra contro un’inattesa realtà fatta di risposte
automatiche, leggi mal applicate, venditori al limite
del legale e la stessa eBay che sembra strizzare
l’occhio esclusivamente ai suoi guadagni.
Ecco il racconto dei fatti riportati oggi da
“Il blog senza nome”. Ringraziamo il suo
responsabile per l’interessante segnalazione:
Oggi vi aggiorniamo con un intervista ad un utente
eBay che ha avuto... ''qualche problemino'' nel
tentativo di segnalare una frode da parte di un
venditore.
Leggete, è interessante.
Può spiegarci cosa è accaduto?
Premetto che ho effettuato su eBay, dalla mia
iscrizione, undici, forse dodici compravendite di
oggetti, e senza mai avere significativi problemi.
Questa volta è stato diverso.
Perché?
Ho cominciato ad effettuare qualche ricerca sul sito di
eBay. Oggetti vari, tutt'al più per curiosità.
Ovunque andassi, qualsiasi ricerca facessi, trovavo
costantemente inserzioni illecite, soprattutto per
quanto riguarda i titoli, ambigui, con pochissima
attinenza con ciò che effettivamente veniva
venduto.
Può farci un esempio?
Ad esempio ''NAVIGATORE SATELLITARE TOM TOM GO...''. Ma
quando si cliccava sul titolo e si entrava
nell'inserzione vera e propria, questa presentava tutt'altro.
Ossia?
Si vendeva semplicemente una guida (dal contenuto molto
dubbio) su come acquistare in quantità diversi prodotti
direttamente dal grossista, pur essendo un semplice
consumatore.
Ovviamente lei può provare quanto sta affermando...
Assolutamente sì: per la maggior parte delle inserzioni
di questo tipo che ho trovato, ho immediatamente
segnalato la cosa a eBay, ed ho tutt'ora copia delle mie
segnalazioni e della
risposta.
Hanno risposto?
Certamente. Lo hanno fatto con un messaggio credo
automatico, in quanto rispondono sempre allo stesso
modo. Ossia che non possono fornirti informazioni
sull'esito della segnalazione per ragioni di privacy. Ma
alla fine, dopo aver effettuato la medesima ricerca, le
inserzioni illecite che avevo segnalato erano state
effettivamente tolte. Il problema era che tutte quelle
non segnalate, che gli stavano vicino, non erano state
minimamente toccate.
Cioè eBay eliminava soltanto quelle segnalate?
Precisamente. Anzi, molte inserzioni erano addirittura
dello stesso utente, ma eBay non si preoccupava di
toglierle fino a che io non le segnalavo. Mi chiedo
onestamente se eBay attenda sempre che qualche utente
volenteroso, o come me indignato, segnali le
irregolarità, o se invece effettivamente compie
autonomamente ispezioni sulle sue pagine.
Veniamo all'evento forse più scandaloso: la sua
segnalazione del venditore A######Shop.
Dunque, come dicevo, stavo girando su eBay alla ricerca
di diversi oggetti quando sono capitato in
un'interessante oggetto venduto da A......Shop. Il
prezzo era interessante (un euro e qualcosa), le spese
di spedizione abbastanza alte (15 euro), ma a destare la
mia attenzione è stata la parte dell'inserzione che
informava sulla garanzia per l'acquirente.
Cosa aveva di particolare?
Il venditore affermava che ''offriva'' una garanzia di 7
giorni, dal momento della ricezione, sui vizi
dell'oggetto. Eppure tale venditore vendeva moltissimi
oggetti, in quantità, e per di più nuovi, con un
punteggio feedback oltre 670.
Insomma, una bella attività.
Appunto, e per di più egli vendeva il tutto attraverso
un suo negozio on-line (quelli che mette a disposizione
eBay ai suoi utenti). Egli era addirittura ''Power
Seller'', ossia un venditore che, cito testualmente dal
sito eBay, ''rispetta regolarmente i requisiti stabiliti
da eBay''. Si tratta di ''utenti modello che hanno
raggiunto e mantenuto [...] elevati volumi di vendita'.
Ma cosa c'entra con tutto ciò la garanzia?
Alla luce di queste considerazioni ho ritenuto dovesse
applicarsi l'art. 1519-sexies del codice civile, il
quale prevede, per le ''vendite di beni di consumo''
(ossia vendite di cose mobili da imprenditori o
professionisti a consumatori), una garanzia minima di
due anni.
Ho allora inviato una mail al venditore, al fine di
chiedere spiegazioni.
Non mi ha mai risposto.
E' stato allora che ha contattato eBay?
Si, tra l'altro vorrei precisare che l'utente poco
esperto può trovare grosse difficoltà nel segnalare
irregolarità in un inserzione: sarebbe molto più comodo
avere un link diretto, magari un pulsante direttamente
sotto la foto dell'inserzione con scritto ''segnala
un'irregolarità per questa inserzione'', ad esempio.
Da eBay cosa le hanno risposto?
Mi ha risposto J.C. del settore ''Regolamento e
Sicurezza''. Anzitutto ha messo bene in chiaro che loro
non si ritengono in alcun modo responsabili per attività
illecite compiute dai loro utenti, in quanto offrono
solo un servizio di hosting.
Detto ciò mi ha informato che loro non possono fare
niente, e che se effettivamente tale venditore può
essere classificato come professionale in base a, cito
testualmente, ''al volume d'affari legalmente previsto'',
loro possono solo dare aiuto alle forze dell'ordine o
alla parte lesa a procedimento giudiziale già avviato.
A questo punto lei cosa ha fatto.
Ho immediatamente risposto facendo presente che non
esiste alcuna disposizione di legge che riguardi un
''volume d'affari'' previsto per poter essere
considerato imprenditore, apportando a sostegno di
questa tesi l'esempio degli ''atti di organizzazione''
(ossia è sufficiente che un soggetto ponga in essere
semplici atti di organizzazione per essere già
considerato imprenditore, anche se l'impresa stessa
ancora non è cominciata).
Al di là, poi, di queste considerazioni, ho chiesto come
fosse possibile che eBay non intervenisse nemmeno per la
violazione del suo stesso regolamento: ossia il
venditore non si era nemmeno registrato come ''venditore
professionale'', ritengo al fine di aggirare la
normativa. Eppure è proprio il regolamento di eBay ad
affermare ''quando usi eBay per scopi commerciali DEVI
registrarti con un account businnes'', ed aggiunge:
''scegli un account personale se vendi oggetti che non
utilizzi più'' e scegli invece un account businnes se
''vendi oggetti che hai acquistato allo scopo di
rivenderli, oppure vendi oggetti che hai prodotto allo
scopo di commercializzarli, oppure hai un volume
d'affari elevato e regolare, oppure vendi spesso oggetti
nuovi che non hai acquistato per uso personale, oppure
sei un Assistente alle compravendite.
Tengo a precisare che l'utente in questione risponde a
TUTTI (è persino un Assistente alle compravendite) i
requisiti per cui il regolamento prevede un account
businnes, eppure egli è registrato con un account
personale! E nonostante questa violazione ha persino
ottenuto il marchio di ''Power Seller''.
Risposta di eBay?
La risposta di J.C. non può in alcun modo essere
considerata una risposta dignitosa: anziché rispondere
al problema che gli ho esposto, egli mi attacca sul mio
riferimento agli atti di organizzazione, commentando
quando o meno un soggetto può essere considerato
imprenditore per il compimento di tali atti e così
via...
Ma cosa assai più grave è che egli è stato davvero un
gran furbone: anziché prendere in mano il regolamento,
come ho fatto io (basta entrare in eBay, fare clic su ''registrati''
e poi su ''maggiori informazioni sulla registrazione per
venditori professionali''), ha affermato che deve
iscriversi come venditore professionale (ossia
utilizzare l'account businnes) soltanto chi ha la
partita IVA, e per dimostrarmelo mi ha fornito un link
ad una pagina del regolamento che NON DICE ASSOLUTAMENTE
tutto ciò!
Egli, inoltre, ha affermato di non aver trovato alcun
riferimento alla mia email inviata al venditore!
Immagino che lei gli abbia risposto
Eccome, ma ormai ero stanco e amareggiato, gli ho fatto
presente che il mio riferimento agli atti di
organizzazione era puramente esemplificativo. Gli ho
dato gli estremi dell'email inviata al venditore; poi
l'ho gentilmente salutato e gli ho augurato buon lavoro,
dato che ormai non ce la facevo più! Una vera impresa!
Alla fine cosa è successo?
Questa mattina mi è arrivata una mail da eBay, sezione
assistenza clienti, da parte di M.V., che con un
messaggio preconfezionato mi ringrazia ''per il
suggerimento'', e mi informa che hanno passato la mia
segnalazione al ''reparto responsabile per il
miglioramento del sito''. Come se avessi dato loro un
suggerimento sulla grafica del sito...
Incuriosito, poi, sono tornato nel negozio on-line del
venditore A......Shop.
Ebbene?
Tutte le inserzioni sono sparite!
Ma l'utente è ancora regolarmente registrato, e per di
più come ''Power Seller''!
Insomma, me lo lasci dire: è un vero schifo! E
complimenti a eBay!
Crede che utilizzerà ancora il servizio eBay?
Onestamente ora come ora non saprei proprio... forse sì,
ci sono molti venditori onesti... quello che mi secca
è sapere che con le mie compere arricchisco ebay.
L'utente da noi intervistato ci ha mostrato tutte le
email relative al caso. Mail che conserva nel caso
qualche altro utente insoddisfatto per le medesime
ragioni intenda chiedere l'intervento di un'associazione
dei consumatori o altri enti simili.
Le associazioni dei consumatori, e gli utenti eBay che
vogliano esporci la loro esperienza, possono contattarci
a questo indirizzo: blogsenzanome@leonardo.it
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
Download >>
Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
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>>
Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
Continua
>>
Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
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hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
Continua
>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
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Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
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Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
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Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line