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  News 13.06.2007 - Anti-Phishing Italia Stampa
   
 

Università di Bologna: quando lo scherzo si trasformò in censura


Hanno realizzato un finto sito web dell’Università di Bologna e dei falsi buoni omaggio per protestare contro il sistema dei crediti formativi, ma la vera Alma Mater non ha gradito è li ha denunciati per un phishing inesistente, mentre bloccava l’accesso al sito burla unibologna.eu dai computer collegati nell’ateneo. Adesso quello che poteva concludersi come un cyber scherzo si è trasformato in una vera e propria polemica, con l’ateneo più antico del mondo sempre più solo visto il suo accestivo gesto difensivo.

Veniamo adesso ai fatti, raccontati attraverso le parole degli stessi protagonisti e del mondo esterno che osserva ed attenda gli sviluppi della vicenda, che scommettiamo non rimarrà confinata tra le numera dell’ateneo bolognese.

La Storia tratta da "La Repubblica Bologna" del 13.06.2007:

«Andate in segreteria entro il 15 giugno, presentate il bollino e ne avrete in cambio un credito formativo». Alcuni tagliandi messi in giro a metà maggio in Ateneo con questo messaggio, un sito Internet collegato (unibologna. eu) che rilancia l´iniziativa con la stessa grafica dell´home page originale dell´Alma Mater e lo scherzo è fatto.

Svelato da un video di You Tube, riportato nello stesso sito «clone» dell´Università: «Risvegliare negli studenti la capacità di reagire di fronte al ridicolo». Il risultato però non è stata una bella risata, o una riflessione sui crediti formativi, il nuovo sistema di valutazione dei corsi: un credito corrisponde a 25 ore di impegno complessivo (lezioni, esercitazioni, studio a casa) da parte dello studente; una laurea triennale richiede il raggiungimento di 120 crediti. L´Università ha denunciato l´accaduto alla polizia postale che ora sta indagando, mentre il gruppo anti-intrusione del Cesia (la struttura informatica dell´Ateneo) ha bloccato l´accesso al sito dall´interno della rete di Ateneo, oscurando anche altri siti ospitati dallo stesso server tra cui quello dei collettivi Espress e Cua. E subito è partita la reazione della rete che ha gridato alla censura.

«Il portale dell´Università di Bologna nelle ultime settimane è stato soggetto ad attacchi. Qualcuno ha acquistato un dominio simile a quello di Unibo e ha creato nello spazio web annesso una home page graficamente identica a quella del portale», si legge in una nota dell´Ateneo diffusa il primo giugno dove si parla di frode informatica e phishing. Immediata la replica degli autori che ci celano dietro al nome di Graziano Pepone (i due giuristi medievali che diedero vita allo Studio bolognese): «La presa in giro è evidente e non c´è alcuna intenzione di rubare password o soldi a nessuno. La finta promozione di crediti formativi è il motivo per cui esiste unibologna. eu, non ce ne sono altri».

Intanto la provocazione - iniziativa critica lo chiamano gli autori - ha fatto il giro della rete, se ne parla su siti e blog. «Graziano Pepone è un nome dietro cui si celano degli studenti che hanno voluto mettere in luce l´assurdità del sistema dei crediti formativi», si legge in unibologna.eu. Nel video prima si vedono i ragazzi che reagiscono davanti al bollino: «Questa è meritocrazia», «a me ne servirebbero 40 o 50 di crediti», «Qualche credito in più fa comodo, ma spero non sia vero».

Poi la voce (collettiva?) dell´autore: «L´università non è più un luogo dove uomini interessati allo studio e alla ricerca si riuniscono, ma un´istituzione che propone costosi pacchetti confezionati, dove la realizzazione dello studente è affidata a una raccolta punti, quella dei crediti formativi, che pesano il valore di ogni esame come se l´apprendimento potesse avere un´unità di misura». Il problema, continua il messaggio, «è che le cose più assurde diventano naturali con il passare del tempo e diventa faticoso trovare il lato ironico. Quello che abbiamo provato a fare.

Mantenere viva la capacità di pensare l´impossibile crediamo sia un nostro dovere». Dalla parte dei ragazzi si è schierato anche un docente di informatica dell´Alma Mater, Renzo Davoli, che scrive: «L´università di Bologna censura la rete come il governo cinese?».

Il comunicato stampa dell’Università di Bologna:

Attacco al Portale: phishing ai danni del sito dell’Alma Mater

1 giugno

Gli informatici lo chiamano phishing. Per i profani è diffondere un sito del tutto simile a quello di un’istituzione reale per appropriarsi di dati personali e bancari, promuovere fraudolentemente altri contenuti o messaggi, il tutto sfruttando la somiglianza per ingannare i visitatori.
Computer

Il Portale dell’Università di Bologna nelle ultime settimane è stato soggetto ad attacchi. Qualcuno ha acquistato un dominio simile a quello di Unibo e ha creato nello spazio web annesso una home page graficamente identica a quella del Portale.

Con qualche piccolo particolare diverso, ovviamente. La home page clonata del sito Unibo recava infatti la notizia di una presunta "grande iniziativa dell'Alma Mater Studiorum Università di Bologna". Cercando nelle proprie Facoltà i ragazzi avrebbero potuto trovare i "bollini" dal valore di un credito formativo universitario, registrarli tra i crediti liberi o a scelta nel piano di studi. Come? Presentandosi in segreteria entro il 15 giugno e richiedendone la modulistica necessaria. Poi, ancora in lessico da raccolta punti del latte, si ricordava che "l'iniziativa è valida per tutti gli studenti di laurea e laurea specialistica dell'Ateneo". Compresi quelli delle quadriennali o quinquennali.

Subito l’Ateneo si è accorto di quanto stava accadendo ed ha agito prontamente, denunciando l’accaduto alla Polizia Postale.

Mentre la Polizia Postale sta svolgendo le proprie indagini ed è sulle tracce dei responsabili, il gruppo anti-intrusione del Cesia sta ponendo in essere una serie di azioni tra cui anche il blocco del sito all’interno della rete di Ateneo.

Come in tutti i casi di frode informatica accanto alle misure di sicurezza, gioca un ruolo importante anche la comunicazione verso l’utenza. Il Portale di Ateneo ospiterà a breve una pagina informativa che comunichi, in modo permanente, agli utenti le azioni messe in atto dall’Ateneo per arginare il fenomeno del phishing. Su tutti i siti web del sistema Portale e servizi erogati online verrà predisposto un collegamento alla pagina informativa antiphishing. Saranno inoltre messe in atto azioni di comunicazione off line attraverso locandine, brochure o altri strumenti di comunicazione presso studenti, docenti e personale.


La risposta degli autori del cyber scherzo ed il loro video:

Risposta al comunicato stampa di Unibo Magazine:

1) Unibologna.eu è accusato di essere un sito di phishing, cioè "un sito del tutto simile a quello di un’istituzione reale per appropriarsi di dati personali e bancari, promuovere fraudolentemente altri contenuti o messaggi, il tutto sfruttando la somiglianza per ingannare i visitatori. "

Falso: la presa in giro è evidente e non c'è alcuna intenzione di rubare password o soldi a nessuno.
La finta promozione di crediti formativi è il motivo per cui esiste unibologna.eu, non ce ne sono altri.


2 ) "Poi, ancora in lessico da raccolta punti del latte, si ricordava che "l'iniziativa è valida per tutti gli studenti di laurea e laurea specialistica dell'Ateneo". Compresi quelli delle quadriennali o quinquennali."

Sul latte non parlano di verbalizzare crediti...questo sembra lessico da università. Il fatto che i due siano così simili è appunto il problema.

3 ) "Subito l’Ateneo si è accorto di quanto stava accadendo ed ha agito prontamente. Prima denunciando l’accaduto alla Polizia Postale e ottenendo l’oscuramento del sito clonato, grazie all’intervento del provider. Il gruppo anti-intrusione del Cesia sta ponendo in essere una serie di azioni tra cui anche il blocco del sito all’interno della rete di Ateneo."

Il sito è stato oscurato per alcuni giorni. Nel frattempo non risulta accessibile dai computer della rete dell'università di Bologna, insieme a tutti gli altri siti ospitati dallo stesso provider.
 
 



Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it

     
 

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