GdF:
sgominata banda di phisher attivi in Italia. 26 arresti
Un
importantissima operazione condotta dalla Guardia di
Finanza in collaborazione con gli istituti di
credito e società coinvolte nel phishing nazionale, in
primis Poste Italiane, ha portato all’arresto di 26
individui che con le loro e-mail truffa avevano
messo in pericolo e purtroppo anche truffato decine di
correntisti italiani. I dettagli dell’operazione
denominata "Phish e Chip" coordinata dal sostituto
procuratore di Milano Francesco Cajani attraverso il
comunicato stampa diffuso dalla stessa Gdf:
Primi arresti in italia per associazione a
delinquere dedita al phishing, il giovane hacker
confessa: dal mio computer portatile mandavo le mail di
poste italiane ed entravo nei conti correnti delle
vittime. i componenti di spicco provengono tutti
dall’est europeo.
Il comando provinciale della guardia di finanza di
Milano ha eseguito 26 ordinanze di custodia
cautelare nei confronti degli appartenenti a due
associazioni per delinquere, tra esse collegate e
costituite da cittadini italiani e stranieri,
responsabili di una serie di truffe verso centinaia di
utenti, fruitori di servizi home banking, mediante la
tecnica meglio conosciuta sotto il nome di phishing.
L’operazione, denominata "Phish & Chip", ha permesso
di individuare 18 cittadini italiani e 8 cittadini
stranieri dell’est europeo, regolarmente dimoranti
nel nostro paese, i quali sfruttavano le credenziali
personali di accesso ai servizi di home banking di
clienti di "poste italiane" (titolari di conto on-line o
di carta postepay), carpendole fraudolentemente in
risposta all’invio casuale di e-mail apparentemente
provenienti dal proprio istituto di credito.
L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore della
Repubblica di Milano Francesco Cajani, costituisce –
come scrive il giudice per le indagini preliminari Guido
Salvini nella ordinanza – "….. il primo tentativo di
affrontare in modo organico, sul piano investigativo ed
anche contestando reati associativi, il fenomeno delle
organizzazioni criminali dedite sistematicamente
all’attività di phishing".
Il principale responsabile, arrestato dai militari delle
fiamme gialle dopo un tentativo di fuga durato 12 ore,
ha dichiarato di essere un consulente informatico
impegnato ad "aiutare" le imprese italiane nel
prevenire frodi informatiche su carte di credito.
L’hacker informatico del gruppo ha 22 anni. durante un
lungo interrogatorio notturno in procura ha confessato
di aver inviato i messaggi di posta elettronica
simulandone la provenienza da parte di Poste Italiane,
facendo confluire le credenziali di accesso su caselle
di posta elettronica di provider operanti in italia ma
con server all’estero. successivamente entrava nei conti
correnti degli utenti frodati e li svuotava, trasferendo
le somme presenti su carte postepay appositamente
attivate dai membri dell’organizzazione.
La complessa operazione prende avvio nel febbraio 2007
da quello che si è rivelato, anche per un’associazione a
delinquere dedita ai cyber crimes, un elementare
errore informatico: quello di utilizzare, anche se
per una sola volta, la stessa scheda sim sia per le
operazioni illecite via internet che per le
conversazioni tra gli associati.
Questo passo falso ha consentito l’individuazione del
capo dell’organizzazione, che riteneva di potersi
sottrarre alla identificazione anche grazie all’utilizzo
di schede cellulari che garantivano l’anonimato in
quanto venivano comprate in alcuni negozi di telefonia
di milano dove non veniva richiesta l’esibizione di un
documento di identità o comunque non venivano effettuati
i controlli previsti dalla legge.
Adducendo le ragioni piu’ diverse (tutte, pero’,
rigorosamente verosimili quali, il trasferimento del
sito, ragioni tecniche e -addirittura!- l’aggiornamento
delle misure anti-phishing!), colpendo, quindi, il lato
psicologico dell’utente, utilizzando testi, immagini ed
in molti casi veri e propri cloni dei siti originali, il
correntista veniva convinto dell’effettiva autenticità
del messaggio, e si collegava – o meglio credeva di
collegarsi- attraverso il link indicato nella mail, al
sito della propria banca per compilare un apposito
formulario dove inserire password e numero di conto.
Una volta in possesso delle suddette credenziali il
gioco era fatto e si potevano prosciugare i conti.
Il prelevamento di quanto illecitamente trasferito
avveniva mediante un meccanismo particolare: alcuni
membri dell’organizzazione si recavano presso alcuni
casinò italiani ed esteri (soprattutto in Germania,
Austria e Grecia) e con le carte illecitamente
"caricate" acquistavano fiches nella misura massima
consentita. con tale operazione riuscivano a
"monetizzare" un quantitativo pari a 3.000 euro a
prelievo (contro i soli 250 euro da atm bancari).
Il meccanismo illecito e’ stato individuato anche grazie
ad un capillare raccordo info investigativo tra il "fraud
management" di poste italiane e i militari della guardia
di finanza, che hanno monitorato in tempo reale le
attivazioni di carte postepay inizialmente sul
territorio di Milano e poi sull’intero territorio
nazionale. le ordinanze sono state eseguite nelle
province di Milano, Brescia, Novara, Como, Firenze,
Parma, Forli’ e Pescara.
nel corso delle perquisizioni domiciliari e locali è
stato sequestrato numeroso materiale: computers
portatili di piccolissime dimensioni (flybook, tablet
pc), supporti rimovibili di archiviazione dati, schede
magnetiche utilizzabili per impostare carte di credito e
bancomat, centinaia tra carte di credito e carte
prepagate di vari istituti bancari, carte postepay,
documenti falsi e telefoni cellulari di ultima
generazione.
Tali operazioni (che, necessitando di ispezioni a
numerosissimi sistemi informatici, sono state eseguite
dai finanzieri unitamente al personale della neo
costituita squadra di pg reati informatici della procura
di Milano) hanno permesso anche di rinvenire numerose
carte di credito prepagate della banca intesa (con le
quali alcuni membri delle organizzazioni avevano operato
solo il giorno prima presso il casino’ di san remo).
Proprio quest’ultimo istituto di credito era passato nel
mirino dell’organizzazione dal momento che il
monitoraggio delle attivazioni da parte di poste
italiane aveva reso sempre più difficile l’utilizzo di
quel canale.
Per comprendere la capacita’ criminale delle due
associazioni delinquenziali basta citare che,
limitatamente alla sola zona del milanese e con
operazioni a danno di 3 correntisti di bancoposta, i due
sodalizi erano riusciti, nel giro di pochi minuti, ad
impossessarsi dei loro risparmi per un ammontare di
oltre 65.000 euro.
Gli investigatori hanno gia’ individuato gli istituti di
credito situati in paesi off shore dove l’organizzazione
era solita convogliare le centinaia di migliaia di euro
(parte dei quali sono stati già recuperati durante le
perquisizioni) provento dell’attivita’ criminosa.
Nonostante l’eccellente risultato investigativo sinora
raggiunto, "sarebbe utile in prospettiva - scrive
ancora il gip nella ordinanza - una innovazione
legislativa che, come avvenuto alcuni anni or sono negli
stati uniti, prevedesse uno specifico reato di phishing
non inquadrabile attualmente nella tipologia di frode
informatica descritta nell’art. 640 ter c.p. al fine di
evitare di dover contestare quantomeno in relazione alla
fase iniziale della condotta del phisher, e cioè l’invio
dell’e-mail ingannatoria all’utente, un reato "debole"
come la semplice truffa di cui all’art. 640 c.p.."
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
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Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
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Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
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Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
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hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
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>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
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Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
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Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
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Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line