Con
l’aiuto del prefetto Alessandro Pansa, direttore
centrale della polizia criminale, la rivista "Polizia
Moderna" ripercorre i passi del cybercrime,
inizialmente rappresentato da ragazzi in cerca della
sola gloria, mentre adesso un vero e proprio business
nelle mani di organizzazioni criminali.
All’inizio erano solo adolescenti cresciuti a pane e
informatica, che smontavano e rimontavano computer come
fossero costruzioni Lego. Incursori solitari nei
sistemi informativi di un’azienda, di una banca o
semplicemente di una scuola, un po’ per curiosità,
spesso per compiere qualche bravata (qualche virus
dispettoso sparso qua e là) di cui vantarsi con gli
amici. In definitiva c’era poco di cui preoccuparsi.
Dietro lo stereotipo dell’hacker buono, ha però iniziato
a farsi largo una realtà ben diversa, fatta di truffe,
di furti di identità, insomma di veri e propri crimini
informatici, con i quali anche la polizia ha finito per
dover fare i conti. Ne abbiamo parlato con il
prefetto Alessandro Pansa, direttore centrale della
polizia criminale.
Lei è stato tra i primi a intuire che Internet
avrebbe cambiato la natura dei fenomeni criminali. Quali
strategie investigative ha dovuto mettere in campo la
polizia per poterli contrastare?
Nella seconda metà degli anni ’80 la polizia criminale
si pose il problema di affrontare il tema della
criminalità informatica che, prima dello sviluppo di
Internet nel nostro Paese, era poco nota ma già
abbastanza pericolosa.
La scelta che fu fatta si basò su uno studio
approfondito di tutte le problematiche connesse a tale
fenomeno e fu affidato a me. Trattandosi di materia
specialistica, fu deciso di costituire a livello
centrale una struttura altamente specializzata. Questo
piccolo nucleo sviluppò competenze molto elevate e
riuscì a creare all’interno dell’Amministrazione una
sensibilità adeguata alla nascita del fenomeno
criminale, tant’è che subito dopo vennero attivate delle
antenne sul territorio all’interno delle Criminalpol.
Alcuni anni dopo e precisamente nel 1996, la
consapevolezza chiara della dimensione nazionale del
fenomeno comportò il trasferimento delle competenze dal
nucleo di specialisti a livello centrale ad una intera
specialità distribuita sul territorio. Si passò alla
riconversione della polizia postale, garante del sistema
di comunicazione per corrispondenza, in una polizia
garante di tutti i sistemi di telecomunicazioni.
Oggi infatti disponiamo di una specialità di
professionalità elevata distribuita sul territorio che
persegue strategie di alto profilo ottenendo risultati
di prestigio assoluto.
A che punto è la collaborazione e lo scambio di
informazioni con le altre polizie europee necessari per
rispondere a un fenomeno esteso ormai su scala mondiale?
Un fenomeno per sua natura delocalizzato e tipicamente
virtuale non può che essere contrastato da una polizia
virtualmente unica.
Non siamo ancora a questo livello di integrazione tra le
forze di polizia europee, ma la cooperazione è
sviluppata in maniera notevole, sia in ambito
comunitario sia in ambito internazionale.
La rete dei collegamenti di polizia a livello mondiale è
fatta di luci e ombre. Alcuni Paesi, tra cui certamente
il nostro, collaborano in maniera efficiente, altr,
invece, costituiscono dei veri e propri buchi neri nella
rete transnazionale di sicurezza contro i crimini
informatici che danno molto da pensare agli operatori
del settore.
Come è invece la situazione dal punto di vista della
normativa internazionale?
Sebbene esistano anche delle convenzioni internazionali
come quella del Consiglio d’Europa presentata a Roma nel
2000 e sottoscritta nel 2001 a Budapest, in corso di
ratifica, vi sono molti Stati che non hanno una
normativa adeguata, alcune volte per mero ritardo
nell’aggiornamento del proprio ordinamento giuridico,
altri invece per mancanza di una sensibilità correlata
al fenomeno.
Uno dei settori più colpiti dal cyber crime è il
mondo finanziario internazionale. Quanto è importante
una strategia comune con banche e aziende produttrici di
software?
Sia il mondo bancario, sia quello industriale hanno
modificato nel tempo il loro atteggiamento nei confronti
del cyber crime. Da una fase iniziale di indifferenza di
fronte al problema, sono passati ad una consapevolezza
del pericolo ma hanno maturato l’idea del fai da te, nel
senso di voler risolvere il problema in casa evitando la
pubblicità, giudicata troppo negativa, ogni qualvolta si
verificano intrusioni fraudolente nei loro sistemi
informatici.
La cautela nel proteggere l’immagine aziendale permane
tuttora, ma la forma di collaborazione, soprattutto a
livello strategico con le banche e le aziende, è molto
cresciuta.
Sono lontani i tempi in cui l’azienda vittima di un
“hackeraggio” risolveva i suoi problemi assumendo
l’hacker.
Siamo molto vicini alla realizzazione di un sistema
quasi di teleallarme come quelli antirapina e antifurto,
di cui tutte le aziende di credito ora dispongono.
Esiste già oggi un centro per la tutela dei sistemi
sensibili del Paese costituito presso il Servizio
polizia delle telecomunicazioni (Centro nazionale
anticrimini informatici per la protezione delle
infrastrutture critiche).
Parte dell’opinione pubblica ha ancora una visione
avventurosa dei giovani hacker che entrano nei sistemi
informatici di aziende e istituzioni per il gusto della
sfida, ma è ancora davvero così?
Non è più aderente alla realtà l’immagine, peraltro più
mediatica che reale, del giovane che sfida i grandi
sistemi informatici per il gusto di dimostrare la sua
abilità. Oggi, senza catastrofismi esagerati come alcuni
esperti sogliono disegnare, gli scenari verso i quali
andiamo sono di due profili ben definiti: il primo
riguarda l’uso delle reti telematiche a fini criminali,
il secondo crimini commessi in danno dei sistemi
telematici.
Nel primo caso pensiamo all’uso mediatico di Internet
per usi sovversivi (le rivendicazioni di atti
terroristici), al trasferimento di materiale illegale
(la pedopornografia) e altri. Nel secondo caso le
ipotesi riguardano il furto di informazioni, il
danneggiamento dell’informazione, le truffe telematiche
e via di seguito.
Quali sono gli scenari cui dovremo fare fronte nel
prossimo futuro?
Credo che gli scenari siano quelli prima descritti o
loro possibili evoluzioni, ma il problema principale che
dovremmo affrontare nel nostro futuro è quello
dell’esatto bilanciamento tra l’uso dei sistemi
informatici e il diritto inviolabile della privacy del
cittadino.
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
Download >>
Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
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>>
Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
Continua
>>
Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
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hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
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>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
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Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
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Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
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Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line