Che
cosa accade alle informazioni contenute in vecchi Pc
quando questi sono sostituiti con l’ultimo modello di
grido? Di tutto. Visto che gli stessi Pc vendono
solitamente rivenduti di seconda mano o destinati ai
Paesi in via di sviluppo. Uno studio condotto dalla
Pointsec Mobile Technologies, società specializzata
nella nello sviluppo di soluzioni per la sicurezza di
PC, laptop e device mobili, ha evidenziato come sempre
più spesso le aziende non sono attente alla custodia e
protezione delle informazioni a volte anche di natura
riservata contenute nei vecchi computer, il cui
patrimonio in alcuni casi può essere utilizzato per
commettere frodi e furti d’identità.
La ricerca ha rivelato che meno della metà delle
grandi aziende (lo studio ha coinvolto 329
organizzazioni di cui oltre il 50% con più di 2.000
dipendenti) si rivolge ad enti specializzati per
distruggere i vecchi computer non più utilizzati.
Nell’altra metà del campione, molte aziende si
rivolgono a rivenditori di seconda mano oppure cedono
direttamente i vecchi computer ai dipendenti, con la
conseguenza che spesso il beneficiario ha accesso a
tutti i dati in essi contenuti. Il 17%, infine,
procede autonomamente alla distruzione delle macchine
dismesse, seguendo quello che appare essere
l'approccio più sicuro al problema in quanto garantisce
l'applicazione della corretta procedura per la
distruzione dei dati.
Martin Allen, Managing Director di Pointsec UK, ha
affermato: “Tutti abbiamo sentito parlare di PC che
contenevano informazioni riservate (numeri di conti
correnti ecc…), gettati nella spazzatura e finiti in un
Paese in via di sviluppo. Molte aziende rimangono
vittime di questo fenomeno anche cedendo i loro vecchi
PC a rivenditori di seconda mano che spesso non
dispongono delle competenze o delle risorse necessarie
per riformattarli e cancellare adeguatamente le
informazioni contenute.
Ecco perché raccomandiamo caldamente di riformattare
gli hard disk oppure di cifrare i dati su tutti i
dispositivi portatili, in modo tale da evitare che
qualcun altro possa accedervi senza autorizzazione sia
durante il periodo di utilizzo della macchina che dopo
la sua dismissione. Se avete un dispositivo contenente
dati sensibili e non vi fidate della cancellazione via
software, il modo migliore per essere certi che non
finiscano in cattive mani è quello di bruciare o
distruggere l'hard disk”.
In un'azienda su tre oltre il 50% del personale
possiede dispositivi mobili, con enormi
responsabilità per i dipartimenti IT che devono gestire
e tenere traccia di così tante macchine.Aspetto
decisamente preoccupante, il 60% di tutti questi
dispositivi non possiede alcun sistema di cifratura dei
dati, un fatto che rende le informazioni in essi
contenute facilmente accessibili da parte di chiunque ne
capisca qualcosa di computer.
Il 16% dei professionisti IT si dichiara preoccupato di
ciò che potrebbe accadere ai dati contenuti nei PC e nei
dispositivi mobili dismessi, ammettendo di poter fare
ben poco al riguardo: “Non esiste alcuna policy
preposta alla dismissione dei dispositivi mobili,
pertanto ai dati ivi residenti in forma non cifrata può
accadere qualunque cosa'.
La mancanza di tempo e risorse è la ragione più
frequentemente citata per spiegare la scarsa
preoccupazione per il destino finale dei computer
dismessi dalle aziende e per la mancata inclusione di
molti dispositivi mobili nelle policy di sicurezza.
Pur essendo la larga maggioranza dei dispositivi mobili
destinata all'impiego da parte dei dipendenti, la loro
assicurazione riveste una bassa priorità. Soltanto il
27% delle aziende, infatti, si preoccupa di denunciarne
il furto o lo smarrimento, e un mero 7% si preoccupa di
proteggere le informazioni contenute nei computer
portatili. I motivi in base ai quali la cifratura
dei dati non sia pratica comune è che essa non viene
considerata necessaria in quanto i dispositivi mobili
generalmente non contengono informazioni sensibili,
almeno secondo quanto dichiarato da molti intervistati.
Alla richiesta di indicare il tipo di informazioni
archiviate sui loro dispositivi mobili, gli intervistati
hanno citato al primo posto dati riguardanti i clienti
(come nomi e indirizzi), seguiti da informazioni private
e da dati aziendali quali piani di marketing, appunti
riguardanti riunioni importanti, report annuali, ecc.
Tutte informazioni, come si vede, che potrebbero
risultare utilissime a qualunque hacker, ricattatore, o
ladro.
È preoccupante notare come l'8% degli intervistati abbia
dichiarato di archiviare anche le proprie password,
mentre un altro 6% salva informazioni riguardanti i
propri conti correnti personali.
“Questi dati non devono sorprendere. La maggior parte
delle persone archivia informazioni sensibili sui
computer portatili ma non ne è conscia fino a quando non
viene fatto loro notare cosa accadrebbe nel caso in cui
i laptop andassero smarriti.Solo nove volte su dieci e
solo quando il computer viene perso o rubato, le persone
si rendono conto di aver archiviato al loro interno
informazioni vitali che potrebbero essere utilizzate a
danno personale o dell'azienda per cui lavorano', ha
sottolineato Martin Allen.
Nel caso in cui dobbiate dismettere un vecchio PC,
Pointsec consiglia di intraprendere una delle seguenti
opzioni:
1. Cifrare le informazioni contenute
2. Rimuovere l'hard disk dal computer prima di
dismetterlo
3. Affidarsi ad aziende specializzate di reputazione
acclarata per cancellare i dati dagli hard disk
4. Se non desiderate seguire uno dei tre metodi
indicati, è fortemente consigliato di bruciare o
distruggere l'hard disk!
Per concludere, lo studio ha rivelato che ogni anno le
aziende inglesi dichiarano di smarrire mediamente il 5%
dei loro dispositivi mobili, un dato davvero allarmante.
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
Download >>
Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
Continua
>>
Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
Continua
>>
Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
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hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
Continua
>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
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Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
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Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
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Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line