Software
illegale: per l’aziende europee non è un problema
Interessante ricerca quella condotta dalla BSA
(Business Software Alliance) che su un campione di
1800 piccole e media aziende sparse in mezza Europa, ha
rilevato come la cultura del software illegale sia
ancora profondamente radicata, con l’87% degli
intervistati che ignora i rischi sulla sicurezza che
software piratati possono generare, mentre meno della
metà delle aziende è sicura che tutto il software
installato nelle proprie macchie è munito di regolare
licenza d’uso.
Insomma, l’utilizzo di software senza licenza d’uso
rimane una pratica comune nelle aziende europee,
problema che nella maggior parte dei casi incide
profondamente sui bilanci, visto che in Italia nel corso
del 2006 le aziende trovate prive di licenza sono state
multate con un’ammenda media di 42.000. Tuttavia se da
un lato le multe continuano ad aumentare è anche vero
che la stessa BSA insieme alle varie software continuano
a portare avanti una politica dei prezzi nella maggior
parte dei casi sproporzionata rispetto al valore del
programma venduto, quindi se in Europa il software
illegale è una realtà viva e vegeta forse la colpa non
può essere attribuita alle sole aziende.
Milano, 18 aprile 2007 - Business Software Alliance
presenta i risultati di un’indagine condotta da GfK NOP,
su commissione di BSA stessa, su un campione di 1800
piccole e medie aziende in Italia, Francia, Spagna,
Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Russia, Polonia e
Ungheria: i risultati confermano purtroppo la
percezione secondo cui le PMI abbiano una scarsa
cognizione dei rischi conseguenti all’impiego di
software illegale in azienda, pur riconoscendo
l’essenzialità delle risorse informatiche ai fini del
business. Infatti,
* L'87% non sa che il software illegale può rendere
più vulnerabili ai virus
* Meno della metà delle PMI è sicura che tutto il
proprio software sia accompagnato da licenza
* Il 97% non considera un problema dover utilizzare
vecchie versioni del software a causa dell'impossibilità
di effettuare aggiornamenti.
Software scaricato da fornitori non autorizzati e copie
prive di licenze rendono le aziende vulnerabili a una
serie di rischi. Preoccupa che meno della metà degli
intervistati si sia dichiarata certa di essere in regola
con le licenze di tutto il software usato in azienda,
fatto che indica l'impossibilità diffusa di conoscere il
livello di rischio cui si è esposti.
Di fronte a un'ampia gamma di rischi aziendali legati
all'IT, la “violazione dei copyright sul software” è
stata considerata la voce meno importante, sebbene l'uso
di software illegale renda le aziende più vulnerabili ai
rischi IT, che esse stesse temono di più. La “perdita di
dati o sistemi” è il rischio più temuto, seguito da
“Virus, Trojan horse e spyware”, peraltro tutti
possibili conseguenze dell'impiego di software illegale.
I rischi più comunemente citati derivanti dall'uso di
software privo di licenza sono stati “procedimenti
giudiziari” (23%) e “sanzioni pecuniarie” (21%).
“Le PMI hanno bisogno di riconoscere i rischi che
corrono utilizzando software illegale, inclusi i rischi
di natura operativa e IT, che si aggiungono alle
conseguenze legali e finanziarie”, commenta Nicola
Galtieri, Portavoce di BSA Italia. “Nel corso del 2006
le PMI italiane scoperte a usare software illegale sono
incorse in sanzioni del valore medio di circa 42.000
euro, ma la cifra più alta è stata di ben 1.200.000
euro. E il costo finanziario dell’essere scoperti
nell’illegalità non è certo l'unico rischio che corrono
le aziende che usano software illegale”.
Il software illegale acquistato da siti d'aste o
scaricato da siti P2P sui PC aziendali da parte dei
dipendenti contiene spesso virus e spyware. IDC (1) ha
recentemente scoperto che le probabilità di acquistare
software legale da siti d'aste sono inferiori al 50%,
mentre l'ultimo Internet Security Threat Report
pubblicato da Symantec (2) ha rilevato come il 47% del
codice pericoloso circolato nel 2006 sia stato diffuso
attraverso reti P2P. Il costo medio di un'infrazione
alla sicurezza dei dati, calcolato sulla base di esempi
reali, è pari a 4,8 milioni di dollari (3): le
implicazioni finanziarie di tali rischi sono dunque
chiare.
Eppure, nonostante tutto quanto sopra, i livelli di
pirateria permangono al 35% in Europa e addirittura al
53% nel nostro Paese (4).
Il lavoro svolto per sensibilizzare i Paesi con tassi di
pirateria elevati come Russia, Polonia e Ungheria sta
dimostrando di funzionare, pur con una manifesta
differenza tra Est e Ovest, e le aziende dell’ Europa
Centrale e Orientale e Russia leggermente più
consapevoli dei rischi rispetto al passato. In queste
ultime regioni il numero di PMI che considera la
“perdita o danneggiamento di dati” come un rischio
legato al software illegale è doppio rispetto all'Europa
occidentale.
“Il software privo di licenza non riceve gli stessi
servizi di assistenza, formazione, aggiornamento e
upgrade dei prodotti legali. Ciò significa che le
aziende non possono sfruttare le stesse funzionalità di
cui si avvalgono invece i loro concorrenti che usano
software legale, mettendo oltretutto a rischio i loro
dati. È sufficiente attuare migliori processi di
gestione del software – verifiche periodiche,
imposizione di policy di utilizzo al personale e
gestione delle licenze – affinché le PMI possano evitare
di trovarsi in questa situazione”, conclude Nicola
Galtieri.
Le aziende interessate ad approfondire l’efficace
gestione delle risorse software possono consultare il
sito Web di BSA: http://global.bsa.org/chiediasam/.
Metodologia della ricerca
La ricerca è stata condotta da Gfk NOP interpellando
telefonicamente 1.800 piccole e medie aziende europee
nei seguenti Paesi: Regno Unito, Francia, Germania,
Paesi Bassi, Italia, Spagna, Russia, Polonia e Ungheria
(200 interviste in ogni Paese). Ai fini della ricerca
sono state considerate PMI le aziende con un numero di
dipendenti compreso tra 10 e 250. I campioni sono stati
estratti casualmente da database business di ogni Paese.
Il numero di campioni è stato normalizzato per ottenere
n=100 interviste con aziende da 10 a 99 dipendenti e
n=100 interviste con aziende da 100 a 250 dipendenti. I
dati relativi a Europa ed Europa Centrale e Orientale
escludono la Russia, considerata a parte ai fini del
reporting. Tutti i dati sono pesati secondo la
popolazione di PMI di ciascun Paese; dunque sono
rappresentativi a livello nazionale, regionale ed EMEA.
Observatory of European SMEs- SME Statistics, l'Ufficio
Centrale Statistico ungherese, l'Agenzia polacca per lo
Sviluppo d'Impresa e il Centro russo delle Risorse per
le PMI hanno fornito i dati relativi alle quantità di
PMI di ciascun Paese per numero di dipendenti.
1: IDC, The Risks of Obtaining and Using Pirated
Software – ottobre 2006
2: Symantec Internet Security Threat Report: Trends for
July – December 2006 – marzo 2007
3: PGP Research/The Ponemon Institute: 2006 Annual Study:
Cost of a Data Breach – ottobre 2006
4: IDC Global Piracy Study 2005
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
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Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
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Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
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Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
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hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
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>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
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Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
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Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
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Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line