Sicurezza: il
pericolo numero uno delle aziende europee e' il proprio
dipendente
Fidarsi
troppo dei propri dipendenti potrebbe esser un colpo
letale per le informazioni e riservatezza della propria
azienda. Lo rivela uno studio della McAfee
compiuto su 600 dipendenti di aziende europee, dal quale
è emerso la totale non curanza del rispetto delle regole
di sicurezza da parte degli stessi lavorati, il cui
comportamento metterebbe molto spesso a repentaglio gli
investimenti in materia di sicurezza adottati
dall’azienda contro i rischi provenienti dall’esterno.
In quanto si rivelano inutili visto che la minacci
arriva dal cuore della stessa azienda.
La ricerca rivela che gli impiegati stanno portando al
di fuori dell’azienda una crescente quantità di dati
confidenziali, utilizzando metodi che spesso svicolano
il controllo del dipartimento IT. Lo studio indica poi
che più di un terzo delle aziende europee (37%) non
ha stabilito delle policy per il trattamento dei
documenti sensibili, e che laddove tali policy siano già
state introdotte, quasi un quarto (24%) dei
dipendenti non ne è minimamente a conoscenza.
Altri risultati indicano che:
- Ogni settimana 176 milioni di documenti sensibili
vengono portati al di fuori degli su dispositivi
portatili[1]
- I documenti interni giornalieri e i dati e le schede
relative ai clienti sono le tipologie di documenti che
più comunemente vengono portate al di fuori delle
aziende in formato elettronico o fisicamente. Sono
seguiti dalle informazioni finanziarie sull’azienda
stessa.
- Gli impiegati stanno sempre più utilizzando
dispositivi portatili, tra cui memory stick e telefoni
cellulari per portar via dati confidenziali dalle
proprie società
- Servizi di e-mail via web e anche Istant Messagging
sono sempre più utilizzati per trasferire informazioni
sensibili al di fuori della propria azienda
- Il 52% degli impiegati europei si porterebbe via dati
aziendali al momento di lasciare l’azienda
La portata della perdita dei dati a causa degli
impiegati
L’anno scorso, Boeing, Ernst & Young e Nationwide
hanno subito danni alla reputazione nel momento in cui
codici di previdenza sociale, nominativi e indirizzi
di centinaia di impiegati e clienti sono stati lasciati
esposti a possibili furti di identità dopo che laptop
non crittati sono stati rubati dalle abitazioni o dalle
automobili di propri impiegati. Anche il Ministero degli
Interni Israeliano è precipitato nel vortice di un
disastro digitale quando informazioni vitali sulla
popolazione (when vital population registry information)
sono state rubate dall’archivio dello stato e pubblicate
su internet. Andando a provocare quasi inevitabilmente
la perdita di fiducia da parte degli utenti, la ricerca
mostra che le implicazioni economiche delle violazioni
di dati sono in crescita.[2]
Tuttavia, sembra che non stiamo prendendo sufficienti
precauzioni per difenderci dalla minaccia proveniente
dall’interno dal momento che in media un impiegato
europeo settimanalmente si appropria di 11 documenti
riservati portandoli fuori dal proprio ufficio. Gli
impiegati Olandesi sono i peggiori attentatori portando
fuori dell’azienda 19 documenti riservati ogni settimana,
seguiti dagli spagnoli che ne sottraggono 13. Gli
Inglesi apparentemente sono i più coscienziosi sulla
riservatezza, condividendo una media di 6 documenti la
settimana.
I business plan aziendali, le informazioni finanziarie,
le schede del personale, i dati relativi ai clienti e i
contratti legali sono tutti messi a rischio dal
comportamento degli impiegati Europei.
I titolari delle aziende dovrebbero prestare attenzione
al fatto che circa un terzo (31%) degli intervistati
inviano informazioni finanziarie sull’azienda ad
altri al di fuori della società come parte della loro
attività quotidiana, mentre il 20% inoltra anche
contratti legali.
La privacy dei dipendenti è facilmente violabile dal
momento che un quinto (19%) condivide le proprie
informazioni con contatti esterni e, anche se il 92%
ammette che il trattamento oculato dei documenti
confidenziali è cruciale per mantenere le relazioni con
i clienti, il 39% puntualmente inoltra dati e
informazioni sui clienti ad altri al di fori
dell’azienda
Il Web dell’indiscrezione
L’e-mail aziendale rimane il metodo più comune per
spedire informazioni al di fuori con l’86% che ammette
di inoltrare regolarmente documenti via e-mail.
Tuttavia, molti dipendenti stanno utilizzando anche
metodi su cui il dipartimento IT ha un controllo minimo
o pressoché nullo. Un quarto (26%) di coloro che hanno
spedito informazioni al di fuori delle proprie società
ha ammesso di utilizzare servizi e-mail basati su web
come Yahoo o Hotmail per farlo mentre una quota
significativa (83%) stampa le schede relative ai clienti
per portarle fuori dell’ufficio.
Quasi un quarto (23%) di quanti hanno ammesso di inviare
documenti al di fuori dell’ufficio hanno utilizzato
servizi di Instant Messenger s per trasferire business
plan della società mentre uno su cinque (20%) ha inviato
informazioni finanziarie della società e fogli di
calcolo utilizzando IM.
Crescita nell’utilizzo di dispositivi di
archiviazione portatili
Comunemente, i documenti riservati vengono portati al di
fuori delle aziende anche utilizzando dispositivi di
archiviazione portatili. Quasi la metà degli impiegati
stanno trasferendo dati finanziari (45%) al di fuori
dell’azienda utilizzando questi metodi, mentre più di un
terzo li utilizza per sottrarre i business plan (38%) e
i dati dei clienti (34%).
Le memory-stick USB risultano il dispositivo portatile
maggiormente utilizzato con oltre un quarto di impiegati
(26%) che lo usa regolarmente per sottrarre le
informazioni. Tuttavia, invece di maneggiare tali
oggetti con cura, il 15% degli impiegati li ha prestati
ad altri.
Cara vecchia carta stampata
La tradizionale copia cartacea del documento mantiene
una posizione di rilievo come causa principale di
vulnerabilità dei dati aziendali. I dipartimenti IT
raramente sono in grado di monitorare e limitare ciò che
viene stampato o dove queste informazioni vanno a
finire. Lo studio indica che gli impiegati spesso
stampano le informazioni finanziarie della società
(83%), i dati dei clienti (83%) e i contratti legali
(87%). Il rischio che tali informazioni cadano nelle
mani sbagliate è composto da oltre una metà (54%) di
dipendenti che non sminuzza tali documenti nel
cestinarli e da uno su dieci che ammette addirittura di
lasciare tali informazioni sul cassetto della stampate.
Furto dei dati
Le aziende europee devono intraprendere le azioni
necessarie per far sì che i dipendenti che lasciano le
aziende non rubino i dati aziendali dal momento che
oltre la metà (52%) degli intervistati ha confessato che
al momento di lasciare una società si porterebbe via
anche documenti e informazioni. I dipendenti francesi
e italiani sono i più propensi a sottrarre le
informazioni e portarle al di fuori dell’edificio
mentre gli impiegati inglesi sono i più affidabili, con
un 70% che nega fermamente che sottrarrebbe anche un
solo dato.
Perdita dei dati & Compliance
Per le aziende, l’impatto della perdita dei dati può
essere estremamente serio. Le relazioni di queste
società e anche la sua stessa reputazione possono essere
seriamente danneggiate e questo può anche avere
ripercussioni in azioni legali se le aziende ricadono
sotto normative come la Gramm-Leach-Bliley Act (GBLA) o
la Sabarnes-Oxley Act (SOX). Inoltre, con informazioni
sensibili così regolarmente esposte, questo espone il
fianco a una miriade di possibilità per hacker e spammer
di infiltrarsi.
“Mentre la maggior parte delle organizzazioni si sforza
di aderire alle normative che intendono accertare la
gestione sicura dei dati sensibili, non riesce tuttavia
a riconoscere i propri impiegati come potenziale tallone
di Achille. Inoltre, con l’esposizione di dati
potenzialmente legati alle problematiche della
conformità e con la perdita di proprietà intellettuale –
il fatto di far fuoriuscire materiale aziendale può
anche provocare in un caso limite la cessazione
dell’attività,” ha affermato Greg Day, Security Analyst
di McAfee.
“Questi dati indicano chiaramente che la perdita dei
dati dall’interno è un problema in crescita e che le
società devono occuparsene oltre che proteggersi dalle
minacce che provengono dall’esterno. Noi crediamo che la
soluzione sia in una combinazione di educazione del
personale e di investimento in una soluzione completa di
gestione della sicurezza.”
Nell’ottobre 2006, McAfee Inc ha acquisito Onigma Ltd.,
che ha fornito a McAfee ulteriori possibilità e
competenze per supportare gli utenti a ridurre il
rischio di perdita dei dati. McAfee ha inoltre
annunciato la disponibilità di McAfee Data Loss
Prevention, una soluzione che sistematicamente monitora
e previene la perdita di informazioni ad opera del
personale e aiuta le aziende ad essere in regola con le
normative governative.
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
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Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
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>>
Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
Continua
>>
Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
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hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
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>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
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Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
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Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
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Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line