Cos’è un dato
personale? Il Documento dei Garanti UE
A leggere la normativa, sembra abbastanza chiaro:
dato
personale è qualunque informazione direttamente od
indirettamente associabile ad una ben precisa persona
fisica o giuridica.Anche un numero seriale? Certamente.
Anche un’immagine? Sicuro. Anche un suono? Assolutamente
sì. In effetti, sono potenzialmente infiniti i beni
della vita, gli oggetti, i files che potrebbero
rientrare nella nozione di dato personale.
Mentre resterebbero fuori soltanto le informazioni
anonime (visto che anche i dati pubblici, possono
comunque essere dei dati personali, assoggettabili,
pertanto, alla relativa disciplina). Ma anche qui, se è
possibile, associandoli ad altri dati, individuare un
soggetto ben preciso, allora ci troviamo di fronte a
dati personali (pensiamo a targhe, insegne, pin,
password, pseudonimi, nickname, etc.). A fugare i
residui dubbi degli scettici (in Italia quanto mai
numerosi, specie se devono applicare norme di legge) è
intervenuto un recente documento dei Garanti dell’Unione
Europea che ha incluso all’interno della categoria dei
dati personali anche i filmati dei writers, i disegni
dei bambini, i filmati delle videocamere di
sorveglianza, purchè sa essi si traggano informazioni
riconducibili ad un interessato.
«Qualsiasi informazione» spiega un comunicato del
Garante, «significa, ad esempio, che le istruzioni
impartite dal cliente alla propria banca e registrate su
nastro sono un dato personale». Ma allora, logica
conseguenza di ciò dovrebbe essere il riconoscimento
della responsabilità delle banche nei fenomeni di furti
di identità digitale tramite phishing. Uno dirà, e che
c’azzecca? L’art. 31 del codice privacy (D.Lgs. n.
196/2003) prescrive a tutti i titolari di trattamenti di
dati (e pertanto anche alle banche che registrano le
informazioni relative ai propri correntisti al fine di
attivare servizi di home banking) deve custodire e
proteggere i dati tramite tecniche che siano adeguate
alla luce del progresso tecnico.
Sinceramente non crediamo che una password ed un used ID
siano strumenti estremamente progrediti rispetto ad
altre misure di sicurezza quali firme digitali, badge
abbinati a hardware esterni, password biometriche, etc.,
tecniche ormai adeguatamente studiate, sperimentate ed
impiegate da diversi anni in diversi ambiti. Perché
continuare a proteggere i dati degli utenti tramite
strumenti (password ed userID) che hanno ormai fatto il
loro tempo e che, alla luce della normativa vigente, non
dovrebbero essere più utilizzati quali sistemi di
protezione per evitare accessi abusivi o non autorizzati
ai dati degli utenti-correntisti.
Questo il comunicato del Garante
Il volto di un cliente filmato da una telecamera di
sorveglianza, il disegno di un bambino che ritrae
episodi di vita famigliare in un caso di maltrattamenti,
i graffiti metropolitani "firmati" dai writers: in tutti
questi casi c'è di mezzo un dato "personale" perché, in
maniera diversa, tutte le informazioni sono riferite ad
una persona fisica identificata o identificabile.
Sono solo alcuni degli esempi citati nel documento che i
Garanti europei hanno recentemente approvato a Bruxelles
(WP136: Parere 4/2007 sul concetto di dato personale,
presto pubblicato sul sito http://ec.europa.eu/...htm).
L'intento è quello di chiarire meglio l'ambito della
nozione di "dato personale" fornendo alcune indicazioni
concrete che possano facilitare l'applicazione delle
disposizioni della direttiva 95/46 ai trattamenti
effettuati con le nuove tecnologie (quali l'Rfid) o in
contesti altamente tecnologici (e-Government, cartelle
cliniche elettroniche, ecc.).
Il punto di partenza è, naturalmente, la definizione di
dato personale contenuta nella direttiva ("qualsiasi
informazione concernente una persona fisica identificata
o identificabile"), che è stata analizzata con l'ausilio
di esempi tratti dai casi affrontati nei vari Paesi UE
dalle Autorità di protezione dei dati. Quali sono i
punti fermi emersi dall'analisi? Innanzitutto, il fatto
che nell'intenzione del legislatore comunitario l'ambito
del concetto di dato personale è assai ampio ("qualsiasi
informazione"), pur con i correttivi che la direttiva
stessa prevede. Questa è la posizione sostenuta anche
dalla Corte europea dei diritti umani e dalla Corte
europea di giustizia ogniqualvolta hanno affrontato casi
concernenti possibili violazioni del diritto alla vita
privata. Dunque, se da un lato non si deve dare
un'interpretazione eccessivamente estensiva delle norme
in materia di protezione dati, dall'altro non si devono
neppure introdurre troppi limiti nell'interpretazione
del concetto di "dato personale". Qui giocano un ruolo
importante le Autorità di protezione dati: che devono
essere attente a cogliere tutte le "zone d'ombra" nel
trattamento dei dati personali, ma anche effettuare un
bilanciamento adeguato dei diritti che sono in gioco
caso per caso. E la direttiva offre già gli strumenti
più idonei a raggiungere questo obiettivo.
In secondo luogo, proprio l'analisi delle centinaia di
esempi selezionati dalle Autorità di protezione dati –
spesso particolarmente "scottanti" o controversi –
consente di tracciare una strada interpretativa
equilibrata che garantisca i diritti delle persone.
Così, partendo dagli elementi costitutivi della
definizione di dato personale contenuta nella direttiva,
"qualsiasi informazione" significa, ad esempio, che le
istruzioni impartite dal cliente alla propria banca e
registrate su nastro sono un dato personale, ma lo sono
anche le immagini filmate da un impianto di
videosorveglianza nella misura in cui i singoli
individui siano riconoscibili. Un dato biometrico
(l'impronta digitale) è un dato personale perché
identifica una persona, ma i campioni di tessuto (o il
dito) dai quali si estraggono i dati biometrici non sono
dati personali di per sé – tuttavia, le operazioni
effettuate per estrarre tali informazioni biometriche
configurano un trattamento di dati personali (e in
realtà sono state previste norme apposite per tali
trattamenti).
Peraltro, un'informazione può "riguardare" una persona
fisica identificata o identificabile sotto vari aspetti:
perché l'oggetto dell'informazione è chiaramente una
persona fisica (è il caso più semplice: i risultati di
un esame medico "riguardano" il paziente che si è
sottoposto all'esame); oppure perché la finalità del
dato raccolto è, alla luce delle circostanze specifiche,
quella di "incidere" in qualche modo su una persona
specifica (si pensi ad un elenco delle chiamate
effettuate da una postazione telefonica in un ufficio;
oppure, infine, perché l'informazione, se trattata, è
suscettibile di generare risultati specifici sui diritti
e gli interessi di una determinata persona (come nel
caso del trattamento di dati di localizzazione
effettuato da una società di taxi per migliorare la
qualità del servizio, che però ha conseguenze importanti
sui singoli tassisti in quanto il loro comportamento
finisce per essere monitorabile).
Quanto all' "identificabilità", questa può essere
"diretta" o "indiretta", secondo la direttiva; per
capire se una persona sia "indirettamente
identificabile", occorre valutare tutte le circostanze
del caso specifico: così, notizie di stampa su un
vecchio procedimento penale che aveva avuto grande
risonanza possono costituire un dato personale poiché è
possibile ricostruire l'identità della persona di cui si
parla andando a consultare vecchi numeri del giornale;
informazioni apparentemente frammentarie e prive di
riferimenti diretti all'identità di una persona (il
nome) costituiscono dato personale nella misura in cui
il titolare le ha raccolte con l'intento di utilizzarle
per identificare una determinata persona e possiede
presumibilmente i mezzi per ricostruire tale identità
(si pensi alla videosorveglianza, il cui scopo è
esattamente quello di favorire l'eventuale
identificazione di determinati soggetti, o agli
indirizzi IP raccolti per individuare presunte
violazioni del copyright, come in casi recenti relativi
al fenomeno del "peer-to-peer").
Infine, la direttiva parla di informazioni concernenti
una "persona fisica": ciò deve intendersi come una
persona fisica vivente, perché la personalità giuridica
ha inizio con la nascita e termina con la morte
dell'individuo. Tuttavia, il trattamento di dati
relativi a defunti può essere un trattamento di dati
personali in determinate circostanze: perché la legge
nazionale lo ammette, oppure perché esistono interessi
legittimi del defunto (onore, immagine) che continuano a
necessitare tutela anche dopo la morte. E anche le
persone giuridiche possono godere della stessa tutela:
la Corte europea di giustizia ha chiarito che "nulla
impedisce che uno Stato membro estenda la portata della
normativa nazionale di attuazione della direttiva 95/46
a settori non compresi nell'ambito di applicazione di
quest'ultima, purché non vi osti alcun'altra
disposizione del diritto comunitario". Così hanno fatto,
ad esempio, Italia, Austria e Lussemburgo, dove la
tutela offerta dalla legge alle persone fisiche è stata
estesa anche al trattamento di dati concernenti persone
giuridiche. Il criterio-guida, come ricordato più volte
dai Garanti, è la necessità di assicurare la tutela di
diritti fondamentali quali il diritto al rispetto della
vita privata, che viene affermato anche dall'articolo 8
della Convenzione europea dei diritti umani.
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
Download >>
Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
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>>
Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
Continua
>>
Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
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hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
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>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
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Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
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Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
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Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line