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  News 28.06.2007 - Anti-Phishing Italia Stampa
   
 

Second Life: non si scappa dal cybercrime


Per chi non lo conoscesse Second Life è una comunità virtuale in 3D, un nuovo mondo o una seconda opportunità, dove chiunque può realizzare il proprio alterego così come avrebbe voluto essere nella vita reale e dare vita ad una nuova esistenza. Sicuramente poco sano, ma ad ogni modo una valvola di sfogo dove è possibile condurre la vita che si è sempre sognato: cantante, pittore, miliardario e perché no, anche un cybercriminale.

Come dichiarato sul sito ufficiale dai creatori di Second Life: "In Second Life, così come nel Mondo Reale, ci sono molte opportunità per l'innovazione ed il profitto . Aprire un nightclub, vendere gioielli, diventare un agente immobiliare."

L'importanza di SL è stata presto capita da molte persone. Solo due esempi su tutti: La Svezia ha aperto un'ambasciata virtuale e Microsoft ha pubblicizzato Visual Studio su SL.

Parlando delle opportunità di lavoro precisiamo che, in generale, le grandi aziende fondamentalmente cercano di pubblicizzare i loro prodotti su Second Life, mentre le piccole imprese ed i privati provano a fare affari nel mondo virtuale in modo tale da guadagnare soldi reali.

Sfortunatamente, qualunque sia l'occasione per fare soldi, sia essa reale o virtuale, esiste un cyber criminale pronto a cercare metodi e strategie per trarre dei vantaggi dalla situazione. Quindi può accadere che se lavorate come progettista e vendete i vostri progetti su SL, potreste vedere tutti i vostri lavori rubati e venduti da qualcun altro in qualche altro angolo di Second Life.

In tal caso potete bloccare questo criminale chiedendo a SL di bannare il ladro dalla comunità virtuale, e quindi denunciarlo per violazione di copyright. Ad ogni modo, in casi del genere la difficoltà principale sta nel scoprire il crimine e chi lo perpetra, visto che SL è composta da circa 8 milioni di utenti e la community continua a crescere. Questo significa che è difficile rendersi conto quando qualcun altro cerca di sfruttare il vostro lavoro.

I rischi non sono solo quelli dovuti alla grandezza di SL. Immaginate soltanto questo scenario: Un'agenzia immobiliare virtuale offre diversi terreni che potrebbero essere particolarmente costosi per gli utenti normali. Ma dato che spostare una grande quantità di denaro potrebbe essere rischioso, la transazione sarebbe frammentata in transazioni più piccole.
Grandi quantità di soldi mosse da un utente all'altro, in piccole ed apparentemente innocue quote... un buon mezzo per riciclare soldi o per creare fondi per sostenere il terrorismo.

Il furto di identità è un altro problema che è stato già identificato in Second Life. Infatti, un blogger ha descritto ciò che è accaduto ad un utente di Second Life, il quale è stato truffato in una trattativa di compravendita di immobili da qualcuno che aveva rubato l'identità di un altro utente per effettuare una transazione Pay-Pal.

Il grado parziale o totale di anonimato offerto da SL può essere un una caratteristica sfruttata anche dai criminali, il cui obiettivo non è quello di fare soldi.

Come evitereste gli abusi sessuali ai danni di minori in SL? Questi crimini potrebbero restare impuniti come accade adesso su Internet, dove solo gruppi di "persone interessate" possono ottenere accesso a "luoghi" nascosti, protetti da password, che contengono materiale pedopornografico.

La TV Tedesca ha trasmesso un servizio in cui veniva mostrato come un gruppo di pedofili pagava per fare del sesso virtuale con un bambino. Per legge la pedopornografia è punita con il carcere, ed anche Linden Lab, azienda creatrice di SL, ha dichiarato di avere una tolleranza zero per quanto riguarda la pedopornografia, offrendo una totale collaborazione per individuare gli autori di crimini del genere.

Per risolvere il problema legato alle violenze virtuali, una corte Belga di Bruxelles, coinvolta in un processo contro un uomo accusato di pedofilia virtuale, ha cominciato a cooperare con la Federal Computer Crime Unit. Il numero di abusi evidenziano le tante possibilità offerte da SL per vivere un'esistenza virtuale, non solo per gli utenti comuni, ma anche per i cyber criminali.

Ed è per questo motivo che è stato creato un team per combattere questi abusi e bloccare gli utenti malintenzionati, ma ciò non è ancora sufficiente.

Come nel caso riportato dalla TV tedesca, la sola possibilità per scoprire ed eliminare questo genere di crimini è quella di contare sull'aiuto di altri utenti.

Ma cosa succede una volta che i criminali sono stati individuati? A tale proposito sarebbe fortemente necessaria una regolamentazione specifica che definisca ciò che è permesso e ciò che non lo è nel mondo virtuale. [Tratto da Zone-h.it]



Fonte: Anti-Phishing Italia –
www.anti-phishing.it

     
 

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Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno, quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che il phishing nazionale ha collezionato nel periodo 01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al 1°trimestre dello stesso anno del 940%.
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Phishing: chi mi ridarà i miei soldi ???
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo l’ennesima truffa
Circola in Rete da alcuni giorni una nuova offerta di lavoro, apparentemente collegata al fenomeno delle false società utilizzate per il riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv. Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link proposto l’utente viene trasportato in un apposito sito maligno all’interno del quale crederà di fornire i propri dati per candidarsi all’allettante posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero sito serve esclusivamente per il download del file  Continua >>

   

Caso Citibank: quando una vera e-mail si trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail per chiedervi di aggiornare il vostro username, password o numero di carta di credito. E’ questo il primo consiglio inneggiato da tutti colori i quali, noi compresi, hanno cercato di informare i navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E se la mia banca mi stesse realmente richiedendo di aggiornare i miei dati? chi ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO, soprattutto se la politica di sicurezza dell’istituto di credito sino al giorno prima professava il contrario.E’ questo, in sintesi, questo quello che è accaduto alla sede Australiana di Citibank, che nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i suoi clienti 
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Skimming (strisciata)

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Ritorna il phishing via fax per eBay
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il tentativo di far cadere in trappola i clienti di Banca di Roma, si tratta del secondo caso di phishing in poco meno di una settimana ai danni dell’istituto di credito romano.A differenza del suo predecessore caratterizzato da un testo credibile ed un italiano perfetto, quello odierno utilizza un e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più avranno sicuramente riconosciuto visto che questa finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.  Continua >>

     
 

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