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  News 07.09.2007 - Anti-Phishing Italia Stampa
   
   
 

Hacker Cinesi: un pericolo annunciato


Da quando lo scorso 3 settembre il Financial Times ha pubblicato la notizia dell’incursione da parte di hacker militari cinesi nei server del Pentagono durante il mese di giungo, una vera e propria “febbre gialla” sembra aver colpito il mondo. Ma mentre tutti o quasi guardano con stupore e preoccupazione la minaccia cinese, per qualcuno invece i fatti odierni rappresentano solo un pericolo annunciato.

La voce fuori dal coro è quella del noto sito web Zone-h:

Negli ultimi giorni alcune delle testate giornalistiche più importanti hanno riportato delle notizie particolarmente interessanti. In seguito alla visita in Cina del cancelliere tedesco Angela Merkel, e al susseguente dibattito sugli attacchi informatici sferrati contro i ministeri del governo tedesco, il Financial Times ha rivelato che anche il Pentagono è stato obiettivo di attacchi simili provenienti dalla Cina. Come se non bastasse, anche The Guardian ha recentemente riportato la notizia di attacchi contro le reti governative del Regno Unito. Il così detto “Titan Rain” - nome affibbiato dagli Stati Uniti alle crescenti attività di hacking cinese - sembra essere più forte di quanto si possa immaginare.

Secondo gli esperti, dietro questi attacchi ci sarebbe la PLA – People's Liberation Army, ovvero, l'Esercito Cinese. Questa tesi è sostenuta da diversi fattori, come ad esempio la selezione degli obiettivi da colpire, ed il livello degli attacchi (un punto che ha anche attirato l'attenzione del mondo dell' IT security, in particolare per quanto riguarda i dettagli delle modalità con cui questi attacchi sono stati eseguiti). Un altro elemento a supporto di questa tesi è il fatto che la Cina ha cominciato a reclutare e addestrare alcuni hackers già un anno fa. Perchè allora tutto ciò ha sorpreso alcuni di noi?

Prima di rispondere a questa domanda, cerchiamo di riassumere alcuni punti.

Sul fronte dei defacements, è più o meno chiara l'origine dell'attaccante, il quale spesso lascia una sua “firma”. Se qualcuno si introduce indisturbato nella vostra rete, potreste controllare i file di log e risalire all'origine dell'attacco in base all'indirizzo IP, ma potete essere sicuri che quella sia l'origine reale dell'attaccante? Le indagini sul sistema da cui è stato lanciato l'attacco potrebbero rivelare che anch'esso è stato compromesso. Arrivati ad un certo punto, l'indagine ufficiale può servire a poco se ad esempio siete residenti negli Stati Uniti ed il sistema di origine risulta essere in Cina.

Da un altro punto di vista, mostrare la vera identità può far parte di una certa strategia. Certe dimostrazioni di supremazia nel campo tecnologico e nelle metodologie di attacco possono essere solo un “gioco” innocente se confrontati con i conflitti digitali reali. Ricordate la guerra fredda? In quel periodo, da entrame le parti ci furono molte azioni al solo scopo di dimostrare il proprio potere ed il proprio stato di avanzamento tecnologico. Da allora è passato un po' di tempo, ed anche la tecnologia è progredita, ma alla fine il messaggio che si cerca di trasmettere al proprio avversario è sempre lo stesso, ovvero: “dovresti aver paura di noi perchè siamo forti e preparati”.

Un piccolo esercito di cybersoldati particolarmente esperti potrebbe cambiare la faccia della guerra sul globo, e la Cina è consapevole di questo. Non è necessario spostarsi fisicamente nel paese che si intende colpire, tutto quello che serve è una connessione internet. La dott.ssa Sandra Bella del Royal United Services Institute ha affermato che per i Cinesi non c'è alcuna differenza tra la guerra asimmetrica e la guerra convenzionale. Non deve sorprendere, quindi, che in alcune circostanze un piccolo gruppo di attaccanti possa essere in grado di causare danni molti più seri di un grande e costoso esercito.

La Cina è un grande paese, e la sua potenza economica e militare è indiscussa. E proprio gli interessi economici in gioco potrebbero essere le motivazioni legate ai recenti incidenti.

Ad eccezione degli attacchi contro il Pentagono, gli attacchi contro la Germania ed il Regno Unito potrebbero essere indicativi della lotta in corso per ottenere informazioni sensibili sulle questioni legati ai rapporti tra Cina ed Unione Europee per quanto riguarda il mercato di importazione cinese . Oggi giorno, infatti, potete trovare molti negozi con materiale economico proveniente dalla Cina, abiti , giocattoli (a volte pericolosi), e dispositivi elettronici. Dato che l' Europa ha capito che il mercato di importazione cinese ha tolto dei posti di lavoro ai paesi membri dell' UE, la conseguente diminuzione delle importazione dalla Cina ha determinato un aumento della frequenza di questi attacchi. Quanto accaduto potrebbe servire anche a spiegare la presenza di uno spyware (di origine cinese?) all'interno dei computer del ministero dell'economia tedesco.

Alcuni di vuoi potrebbero pensare: “e se cinesi stessero dicendo la verità, e ci fosse invece qualche altro paese o gruppo indipendente di attaccanti che ha usato in maniera impropria i sistemi cinesi?". E' solo un'ipotesi, ma come dice un vecchio slovacco: “nulla si muove dagli alberi senza un colpo di vento”. Per chi non ha inteso: La Cina è realmente un gigante, non solo dal punto di vista economico e del numero della popolazione, ma anche dal punto di vista tecnologico. Gli attacchi informatici ed altre attività simili non rappresentano nulla di nuovo.

Adesso cerchiamo di rispondere alla domanda iniziale: “Perchè tutto ciò ha sorpreso qualcuno di noi?” La risposta sta nel fatto che molta gente nel mondo non ha ancora capito che le tecnologie informatiche e la Rete non sono solo un mezzo di intrattenimento o utili solo per leggere il giornale e le email. Queste tecnologie possono essere un mezzo per fare propaganda, commettere crimini, eseguire spionaggio industriale, e persino un mezzo per combattere delle guerre. E tutti noi siamo, in un modo o nell'altro, dipendenti da queste tecnologie.
[ Tratto da Zone-h.it del 6 settembre 2007]


Ulteriori informazioni: Chinese military hacked into Pentagon – Financial Times


Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it    
       

     
 

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