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  News 20.01.2008 - Anti-Phishing Italia Stampa
   
   
 

Le cifre 2007 sulle Truffe on line: aumentano le denunce ma calano i danni


Sono stati resi noti nei giorni scorsi i dati relativi alle attività della polizia postale nel periodo 2006-07 circa lo stato della criminalità informatica, e un’interessante reportage pubblicato sul principale quotidiano italiano ha contribuito a dare ampia conoscibilità al fenomeno.

Emerge immediatamente un dato: il drastico calo della portata economica della criminalità informatica nell’ultimo biennio. L’inchiesta del Corriere della Sera, a firma di Gigi Satucci (fonti Symantec e Trend Micro) ha ricordato come i casi di frode riscontrati nel 2007 sono stati 560 contro circa il doppio dell’anno precedente (1.131).

Gli utilizzi fraudolenti di carte di credito sarebbero anch’essi dimezzati passando da 5.208 del 2006 a 2.730 del 2007. In calo anche le transazioni e le movimentazioni di denaro non riconosciute, passate dal 87.795 del 2006 al 76.131 del 2007. Ancora più impressionante la stima dei danni complessivamente subiti dalle vittime italiane di phishing, skimming e compagnia cantante: 5.432.548 euro nel 2007, addirittura meno di un terzo dell’anno precedente quando dalle tasche elettroniche dei nostri concittadini furono prelevati illecitamente ben 16.596.256 euro.

Ma si tratta davvero di dati confortanti? Leggendo tra le righe delle cifre apparse nell’inchiesta del “Corriere” si apprendono circostanze non sempre così confortanti. Rispetto al 2006 è stato registrato, certo, un calo del valore complessivo del danaro trafugato in rete. Ma c’è da tenere presente che nel 2007 sono diminuite anche le indagini avviate dagli inquirenti a fronte delle denunce ricevute. Se nel 2006 a fronte dei 1.462 denunce ricevute dagli inquirenti venivano attivate ben 2.210 indagini, nell’anno appena trascorso il rapporto si è quasi invertito.

In tema di “hacking” (accessi abusivi a sistemi informatici, od altre utilizzazioni illecite di dati personali informatici) solo 1.224 denunce ricevute nel 2007 hanno avuto un risvolto investigativo rispetto su un totale di 2.128 segnalazioni fatte pervenire agli inquirenti. Non tutte le doglianze fatte pervenire agli inquirenti erano meritevoli di approfondimento investigativo? Potrebbe anche darsi, ma sul punto non giungono chiarimenti dall’inchiesta del “Corriere”.

Tornando al problema denunce-indagini, va ancora peggio in tema di truffe telematiche vere e proprie (ovvero attività illecite che abbiano comportato un immediato e concreto danno economico alle vittime): sulle 14.369 denunce sporte nel 2007, solo 9.806 sono state le indagini attivate. Nel 2006 le indagini erano addirittura superiori alle denunce ricevute (12.071 inchieste a fronte delle 9.024 denunce).

In aumento, invece, il numero dei soggetti individuati quali indiziati di reato in tema di illeciti telematici: 3 arrestati e 290 denunciati nel 2007 in tema di hacking, (nel 2006 erano, rispettivamente 3 e 242). Ancora più impressionante il “bottino” portato a segno dagli inquirenti nel campo delle frodi: + 23 arrestati rispetto all’anno precedente (83 contro 60) e ben + 1.104 denunciati rispetto all’esercizio precedente (2.829 rispetto a 1.725). Questa maggiore incisività dell’attività investigativa del 2007 porta a dire agli inquirenti che il 60% degli autori di reati informatici viene comunque individuato.

Intanto, però l’Italia detiene il non certo lusinghiero 6° posto fra i paesi che ospitano computer “zombie”, con 200mila computer su cui sono installati programmi maligni che permettono controllo del pc degli inconsapevoli utenti ad opera di terzi non autorizzati. Ancor più problematico il problema delle nostre principali metropoli: Roma e Milano figurano, rispettivamente al 3° ed al 4° posto fra i luoghi ove sono maggiormente presenti i computer “zombie”, in grado di creare delle reti di computer robot (bot-net) in grado di paralizzare interi server e reti telematiche per finalità estorsive o comunque illecite.

Il tutto mentre PosteItaliane figura al 7° posto nel mondo fra le dieci aziende più colpite da attacchi phishing e pharming. Insomma, magari il nostro borsellino ne avrà risentito di meno, viste le elaborazioni statistiche dell’ultimo biennio, ma la nostra identità “elettronica” ed i nostri dati personali restano sempre a rischio in rete, come ricorda il colonnello Rapetto dalle colonne del Corriere.

Maggiore cautela si impone, perché i rischi sono sempre alti. Anche tenuto conto del fatto che siamo un paese telematicamente non certo “avanzato”: solo il 24 milioni di concittadini (43% della nostra popolazione) ha l’abitudine di connettersi ad internet almeno una volta al mese (percentuale decisamente bassa, siamo 18mi nell’area euro), come ha certificato una recente indagine dell’ISTAT.Intanto, mentre la cultura della rete telematica in Italia stenta ad affermarsi, o comunque lo fa con incredibile lentezza e ritardi (anche in questo siamo stati superati dalla Spagna, che vanta il 45% di penetrazione di internet nella popolazione), la criminalità informatica continua a fare passi avanti. Siamo, infatti, alla terza generazione del cyber-crime, come ricorda anche Gigi Tagliapietra, presidente del Clusit (Associazione italiana per la sicurezza informatica).

Dal criminale informatico “romantico” dei primordi - che voleva penetrare nel sistema della NASA per ragioni politiche o filosofiche – si è passati all’hacker “nichilista” – che con software come “my love” si proponeva semplicemente di danneggiare quanti più pc e server gli capitassero a tiro. Ora il 99% dei casi di criminalità informatica hanno come scopo l’arricchimento, il profitto economico, spesso perseguito con mezzi fraudolenti. Come ricordava anche Morena Maestroni, responsabile marketing della società Trend Micro (azienda specializzata in sicurezza informatica), sempre dalle colonne del quotidiano di via Solferino.

Cosa potrà accadere nei prossimi 10 anni quando, come ricorda l’inchiesta di Santucci «il traffico in rete aumenterà di 100 volte e gli utenti collegati saranno 5 miliardi»? Certamente dovremo preoccuparci maggiormente della sicurezza informatica dei nostri dati e dei nostri sistemi di trasmissione informatica e telematica di informazioni.

Ma non ci pare che negli ultimi anni siano stati compiuti sforzi a livello legislativo e tecnologico tali dal consentire un valido argine al problema delle frodi telematiche. Basti pensare che le disposizioni in tema di protezione informatica dei dati personali, emanate in un allegato al codice privacy del 2003, sono entrate in vigore solo nel 2006, mentre dell’istituzione del sistema di prevenzione delle frodi sulle carte magnetiche di pagamento, prevista dalla legge n. 166 del 17 agosto 2005 sembrano essersene perse le tracce.

Ulteriori informazioni: Corriere della sera, 19-01-2008, pag. 12-13


Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it   

     
 

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Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia – 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)

Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno, quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che il phishing nazionale ha collezionato nel periodo 01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al 1°trimestre dello stesso anno del 940%.
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Rapporto trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1° trimestre 2007
225 tentativi di phishing unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del 1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre mesi 
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Phishing: chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non si riuscirà a dimostrare la responsabilità delle banche. E’ questo lo scontato quadro che esce da un interessante servizio di "Repubblica TV" andato in onda nella giornata di ieri, che vedeva come partecipanti esponenti dl sistema bancario, responsabili della Polizia Postale e legali. Il servizio partendo da un caso reale di truffa mette in luce lo "scarica barili" fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi sistemi di sicurezza basati su password numeriche, nei confronti dei truffati colpevoli di troppa ingenuità o come nel caso mostrato, dell’ignara vittima che senza aver fatto nulla si ritrova il proprio conto alleggerito di 4mila euro. Che con un altissima probabilità non rivedrà mai più. 
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo l’ennesima truffa
Circola in Rete da alcuni giorni una nuova offerta di lavoro, apparentemente collegata al fenomeno delle false società utilizzate per il riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv. Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link proposto l’utente viene trasportato in un apposito sito maligno all’interno del quale crederà di fornire i propri dati per candidarsi all’allettante posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero sito serve esclusivamente per il download del file  Continua >>

   

Caso Citibank: quando una vera e-mail si trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail per chiedervi di aggiornare il vostro username, password o numero di carta di credito. E’ questo il primo consiglio inneggiato da tutti colori i quali, noi compresi, hanno cercato di informare i navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E se la mia banca mi stesse realmente richiedendo di aggiornare i miei dati? chi ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO, soprattutto se la politica di sicurezza dell’istituto di credito sino al giorno prima professava il contrario.E’ questo, in sintesi, questo quello che è accaduto alla sede Australiana di Citibank, che nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i suoi clienti 
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Anche i dialers sono denunciabili on line. L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività del Commissariato di Ps on line, ad oggi i cittadini hanno sporto oltre 2500denunce, effettuato oltre 2800 segnalazioni ed inviato più di 5500 richieste di informazioni.Il sito ha registrato oltre 300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio Masciopinto nel corso di un’intervista rilasciata per il sito dell’associazione di consumatori MDC.La possibilità di effettuare le denunce alla polizia direttamente tramite internet, senza recarsi fisicamente in caserma, sta prendendo sempre più dimestichezza fra gli italiani.   Continua >>

   

Un 2007 all’insegno delle minacce informatiche: parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da fare per il 2007 non dimenticare di aggiungere "maggiore sicurezza informatica" perché se solo la metà delle previsioni fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e temo che lo faranno) ci aspetta un 2007 da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso note le sue previsioni su quali saranno le 10 principali minacce di sicurezza nel 2007 stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000 diverse tipologie di minacce note e altre non ancora identificate, è chiaro che il malware viene rilasciato sempre più da criminali professionisti e organizzati.
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Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3 arresti e 700 truffati

Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza nel corso dell’operazione, tutt’ora in corso, denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno stroncato l’attività criminale di tre truffatori italiani specializzati nei raggiri telematici.Lo scenario delle truffe era eBay ma anche appositi siti realizzati esclusivamente per allettare le potenziali vittime, che attratte dai prezzi scontatissimi non esitavano a pagare anticipatamente senza però ricevere nulla o quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro d’affari dei truffatori capaci anche di guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti i dettagli dell’operazione in questo articolo di Alessia Marani pubblicato su il Giornle.it:   Continua >>

 

Phishing: nuova tecnica e nuovi pericoli per gli utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto sino ad oggi, niente più e-mail che cercano di rassomigliare a vere comunicazioni, niente più siti clone, nessuna vulnerabilità da sfruttare, nessun filtro o software in grado di rilevare la truffa.Avrete così l’ultimo tentativo attualmente in circolazione. Ancora una volta contro eBay. Ancora una volta per colpire i risparmi dei navigatori della Rete italiani. Ma questa volta con una tecnica nuova ed altamente pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano tradotto, si presenta alla potenziale vittima come un normale messaggio privato inviato da un certo A. Mario, il cui indirizzo e-mail è già noto alla comunità di eBay sempre per attività illegali   Continua >>

 

hishing: all’asta domini clone pronti per la truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo, quello segnalato dalla F-Secure società finlandese operante nel settore della sicurezza informatica, che dopo una serie di controlli nei registri di due siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio ha scoperto oltre 30 false versione di importanti siti web appartenenti ad istituti di credito, società finanziarie e non, disponibili al migliore offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de, americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti web che cercano di rassomigliare agli originali, trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che con lo stesso principio di eBay   Continua >>

   
 

Skimming (strisciata)

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La parola Skimming deriva dal verbo inglese to skim, che significa sfiorare, strisciare. Da questa parola deriva a sua volta la parola skimmer che è il dispositivo utilizzato per memorizzare i contenuti delle bande magnetiche delle carte di pagamento. Negli sportelli automatici ATM (Automated Teller Machine), per leggere le relative carte elettroniche di pagamento ed in particolare per leggere il contenuto delle bande magneti  Continua >>

   
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Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta con il ritorno di una particolare variante sino ad oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing via fax.I più attenti la riconosceranno subito, infatti oltre ad essere già stata utilizzata in passato sempre contro eBay, questa tecnica ha colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle passata versioni il phisher richiede una serie dettagliata di dati personali.Infatti oltre al solito username e password, e-mail e punteggio   Continua >>

   
 

Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il tentativo di far cadere in trappola i clienti di Banca di Roma, si tratta del secondo caso di phishing in poco meno di una settimana ai danni dell’istituto di credito romano.A differenza del suo predecessore caratterizzato da un testo credibile ed un italiano perfetto, quello odierno utilizza un e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più avranno sicuramente riconosciuto visto che questa finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.  Continua >>

     
 

Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34) la circolazione di un nuovo pericolosissimo tentativo di phishing che questa volta cerca di colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a destinare la somma riservata per i regali di natale per contribuire a rendere leucemie, linfomi e mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è stato un richiamo irresistibile per il phisher.   Continua >>

 

 

 

 

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