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  News 22.11.2007 - Anti-Phishing Italia Stampa
   
   
 

Pericolo Typosquatting: ecco la ricerca stilata da McAfee


Avete «digitato» l’indirizzo web del vostro sito preferito, ma siete stati “misteriosamente” trasportati in un'altra destinazione: allora siete stati vittima del Typosquatting. Per conoscere e capire in cosa consiste questa pericolosa ed altamente remunerativa tecnica ci affidiamo all’ultima ricerca condotta dalla nota società Mcafee:

McAfee ha annunciato i risultati di uno studio che intende portare all’attenzione del pubblico una pratica pericolosa nota come typo-squatting. Il report, dal titolo “Cosa c'è in un nome: una panoramica sul fenomeno del "typo-squatting" nel 2007,” riferisce di come i typo-squatter registrano domini web utilizzando i più comuni errori di battitura di marchi, prodotti e personaggi famosi per reindirizzare gli incauti visitatori verso differenti siti web. Questi siti abusivi riescono a ottenere guadagni economici attraverso la pubblicità pay-per-click, truffano utenti ignari raggirandoli e raccogliendo i loro indirizzi di posta elettronica per sommergerli di spam. Per quantificare la portata di questa ricerca, McAfee ha studiato 1,9 milioni di variazioni ortografiche di 2.771 siti Web tra i più conosciuti e frequentati.

“Il typo-squatting è un segnale della mentalità da selvaggio west che ancora domina in molte parti del Web,” ha affermato Jeff Green, senior vice president di McAfee® Avert Labs e del Product Development. “Perfino nel più positivo dei suoi effetti, questa pratica porta gli utenti su siti in cui non avevano mai pensato di andare e penalizza i legittimi proprietari deviando i visitatori altrove o facendo loro pagare per riacquisire i clienti perduti. Al peggio, il typo-squatting porta a truffe on-line, offerte ‘per arricchirsi rapidamente’ e altri pericoli.”

Lo studio prende il via dalla mania per l'iPhone come esempio di attualità per il typo-squatting, segnalando come, anche se il nuovo telefonino della Apple è stato immesso sul mercato solo da pochi mesi, entro la fine dell’anno molto probabilmente ci saranno almeno 8.000 URL contenenti il termine “iPhone”. Molti saranno siti dei fan o siti di voci intorno al prodotto, mentre altri saranno gestiti da hacker e truffatori. Quello che li accomunerà è la loro estraneità con la Apple.

Lo studio “Cosa c'è in un nome: una panoramica sul fenomeno del "typo-squatting" nel 2007,” quantifica la significativa portata globale del problema e delle peculiarità delle principali categorie di siti web. Di seguito alcuni dei dati più significativi:

- Un consumatore medio che sbaglia a scrivere l’indirizzo di un sito web conosciuto ha una probabilità su 14 di finire su un sito abusive di typo-squatter
- I siti per bambini sono particolarmente bersagliati: oltre 60 dei siti più abusati si rivolgono a un pubblico di età pari o inferiore ai 18 anni, con squatter che si rivolgono a domini come webkinz.com, clubpenquin.com e neopets.com
- Alcuni typo-squatter sfruttano gli errori di battitura per esporre i bambini a contenuti pornografici. Infatti, il 2,4%, o più dei 46.000 testati, contiene alcuni contenuti per adulti, e alcuni di questi siti sono occupanti abusivi di proprietà di bambini.

Le cinque categorie più colpite sono:
- Siti di videogiochi (14% di probabilità di essere colpiti) come ad esempio miniclip.com, runescape.com e minijuegos.com
- Siti delle compagnie aeree (11.4%) come ad esempio ryanair.com, united.com e lufthansa.com
- Siti dei media tradizionali (10.8%) come vh1.com, globo.com e qvc.com
- Siti di incontri (10.2%) come plentyoffish.com, true.com e singlesnet.com
- Siti dedicati alla tecnologia e al Web 2.0 (9.6%)

I servizi di pubblicità contestuale automatica consentono a molti siti abusivi di generare introiti; infatti la pubblicità contestuale di un motore di ricerca appare attivata sul 19,3% dei siti sospettati di typo-squatting oggetto del presente studio.I cinque Paesi al di fuori degli Stati Uniti più esposti a questa forma di abuso sono: Regno Unito (7.7%), Portogallo (6.5%), Spagna (5.9%), Francia (5.4%), e Italia (4.1%)
I cinque Paesi al di fuori degli Stati Uniti meno esposti: Paesi Bassi (1.5%), Israele (1.1%), Danimarca (1.0%), Brasile (0.9%) e Finlandia (0.1%)

Lo studio segnala che il typo-squatting non è un fenomeno nuovo — i casi di cyber-squatting depositati al giudizio del World Intellectual Property Organization sono aumentati del 20% nel 2005 e di un altro 25% nel 2006— ed è in crescita. L’emergere di nuovi domini di primo livello, di strumenti di registrazione automatici, e la proliferazione di siti di parcheggio di domini che rendono più semplice la generazione di introiti tramite pay-per-click da siti abusati, sono tutti fattori che contribuiscono a questa crescita. [...]

Lo studio inoltre segnala che molti motori di ricerca come Yahoo e Google offrono oggi di default suggerimenti alternativi ai più comuni errori di battitura, riducendo la probabilità di cadere in un sito di typo-squatting accidentalmente. Inoltre, l’indagine include anche informazioni su aziende e organizzazioni che hanno fatto fronte comune nella battaglia contro il typo-squatting tra cui Microsoft che offre un tool gratuito che consente agli interessati di trovare e analizzare gli squatter. [tratto da Datamanager]

La ricerca completa,in lingua inglese, è consultabile al seguente indirizzo:
http://us.mcafee.com/root/identitytheft.asp?id=safe_typo&cid=38296



Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it      

     
 

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Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia – 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)

Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno, quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che il phishing nazionale ha collezionato nel periodo 01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al 1°trimestre dello stesso anno del 940%.
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Rapporto trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1° trimestre 2007
225 tentativi di phishing unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del 1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre mesi 
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Phishing: chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non si riuscirà a dimostrare la responsabilità delle banche. E’ questo lo scontato quadro che esce da un interessante servizio di "Repubblica TV" andato in onda nella giornata di ieri, che vedeva come partecipanti esponenti dl sistema bancario, responsabili della Polizia Postale e legali. Il servizio partendo da un caso reale di truffa mette in luce lo "scarica barili" fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi sistemi di sicurezza basati su password numeriche, nei confronti dei truffati colpevoli di troppa ingenuità o come nel caso mostrato, dell’ignara vittima che senza aver fatto nulla si ritrova il proprio conto alleggerito di 4mila euro. Che con un altissima probabilità non rivedrà mai più. 
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo l’ennesima truffa
Circola in Rete da alcuni giorni una nuova offerta di lavoro, apparentemente collegata al fenomeno delle false società utilizzate per il riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv. Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link proposto l’utente viene trasportato in un apposito sito maligno all’interno del quale crederà di fornire i propri dati per candidarsi all’allettante posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero sito serve esclusivamente per il download del file  Continua >>

   

Caso Citibank: quando una vera e-mail si trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail per chiedervi di aggiornare il vostro username, password o numero di carta di credito. E’ questo il primo consiglio inneggiato da tutti colori i quali, noi compresi, hanno cercato di informare i navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E se la mia banca mi stesse realmente richiedendo di aggiornare i miei dati? chi ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO, soprattutto se la politica di sicurezza dell’istituto di credito sino al giorno prima professava il contrario.E’ questo, in sintesi, questo quello che è accaduto alla sede Australiana di Citibank, che nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i suoi clienti 
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Phishing: nuova tecnica e nuovi pericoli per gli utenti italiani
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hishing: all’asta domini clone pronti per la truffa. Anche quelli di banche italiane
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Skimming (strisciata)

Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese to skim, che significa sfiorare, strisciare. Da questa parola deriva a sua volta la parola skimmer che è il dispositivo utilizzato per memorizzare i contenuti delle bande magnetiche delle carte di pagamento. Negli sportelli automatici ATM (Automated Teller Machine), per leggere le relative carte elettroniche di pagamento ed in particolare per leggere il contenuto delle bande magneti  Continua >>

   
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Ritorna il phishing via fax per eBay
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il tentativo di far cadere in trappola i clienti di Banca di Roma, si tratta del secondo caso di phishing in poco meno di una settimana ai danni dell’istituto di credito romano.A differenza del suo predecessore caratterizzato da un testo credibile ed un italiano perfetto, quello odierno utilizza un e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più avranno sicuramente riconosciuto visto che questa finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.  Continua >>

     
 

Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mielosa
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