Questa sezione
è curata in collaborazione con l'avv. Luca
Bovino, Master in diritto dell'informatica,
ed ha l'obiettivo di realizzare degli
approfondimenti di natura prettamente
giuridica su ciascun argomento selezionato.
Gli approfondimenti avranno cadenza
bisettimanale e sono finalizzati a mettere
in evidenza ruoli, responsabilità, sanzioni
e (ove possibile) rimedi relativamente a
ciascun fenomeno analizzato. Per chi volesse
approfondire gli aspetti legali degli
argomenti trattati dal sito consigliamo di
consultare anche le sezioni relative a "normativa"
e "sentenze"
ove sono contenute le principali fonti
normative legate all'informatica giuridica e
le più importanti pronunce giurisprudenziali
in materia di illeciti informatici. Infine,
nella sezione, è presente anche un link alla
newsletter del Garante per la protezione dei
dati personali, autorità sempre molto
attenta ad i fenomeni ed alle situazioni
giuridiche legate all'internet ed alle nuove
tecnologie.
Se la
raccomandata non è più sicura…?
L’inquietante segnale che giunge da una recentissima
sentenza della Cassazione va proprio nella direzione
indicata nel titolo: la arcinota lettera raccomandata con
ricevuta di ritorno non è idonea a provare che
effettivamente un dato documento sia effettivamente giunto a
destinazione.
La cosa è senz’altro sconvolgente per tutti coloro che
utilizzano la posta raccomandata per procurarsi una prova
documentale di una intercorsa corrispondenza, tuttavia, a
ben vedere la conclusione cui è giunta la Cassazione non può
che ritenersi condivisibile.
La sola ricezione della cartolina di ritorno (tecnicamente
definita avviso di ricevimento) non può in alcun modo
costituire una prova del fatto che il contenuto della
lettera sia pervenuto nella disponibilità del destinatario.
Il destinatario di una lettera raccomandata, infatti, riceve
una busta chiusa dal postino e firma la cartolina di ritorno
senza aver preventivamente aperto la busta, poiché spesso i
postini non consegnano la lettera se non viene prima
sottoscritto l’avviso di ricevimento.
Ma in ogni caso l’avviso che ritorna al mittente costituisce
unicamente la prova che è stata ricevuta la busta da
lettera, ma non potrebbe in alcun modo provare alcunché
circa il suo contenuto. Potrebbe trattarsi di una busta
vuota, così come potrebbe trattarsi di una busta contenente
un documento assolutamente diverso.
Nella sentenza citata in precedenza, emessa dalla sez. III
della Corte di Cassazione Civile, del 12 maggio 2005, n.
10021, la Corte ha deciso in una causa relativa alla
cessione di credito il quale per avere efficacia deve essere
notificato al debitore ceduto.
Cosa vuol dire notificare? Significa far pervenire una
comunicazione nella sfera di conoscibilità del destinatario,
in base a quanto dispone l’art. 1335 del codice civile.
Ma quando si può dire che un atto sia entrato nella sfera di
conoscibilità del destinatario? Nel caso sottoposto
all’attenzione della Corte il creditore aveva notificato la
cessione del proprio credito al debitore attraverso una
lettera raccomandata che il debitore ha sempre negato di
aver ricevuto. In tal caso la Cassazione ha negato che tale
notificazione potesse ritenersi correttamente effettuata
affermando
«la lettera, infatti, poteva avere qualsiasi contenuto,
anche del tutto estraneo alla cessione, o poteva non averne
alcuno, anche per semplice disguido di spedizione, pur
sempre possibile. Del resto (…) la busta della raccomandata
poteva essere priva di contenuto o, invece, avere un
contenuto irrilevante e tale, quindi, da non richiedere di
essere conservato.
Devesi pertanto affermare il principio secondo cui la sola
ricezione della busta raccomandata da parte del destinatario
non costituisce prova del contenuto di essa e a tale
principio vorrà uniformarsi il giudice del rinvio.»
Elaborando questo principio la Cassazione ha ribaltato altri
suoi precedenti convincimenti, in base ai quali, a fronte
della notificazione di un atto a mezzo del servizio postale
«il destinatario di un avviso di ricevimento che affermi
di non aver mai ricevuto l’atto, e in particolare, di non
aver mai apposto la propria firma sull’avviso di
ricevimento, ha l’onere, se intende contestare l’avvenuta
esecuzione della notificazione, di impugnare l’avviso di
ricevimento a mezzo di querela di falso» (Cass. nn.
3065/2003 e 1783/2001).
A questo punto chi volesse ottenere la prova della
notificazione di un determinato documento ad un destinatario
non avrebbe che due strade: la notificazione a mezzo di
ufficiale giudiziario e la notificazione elettronica tramite
la posta elettronica certificata.
La prima strada consente di avere la certezza che l’atto è
giunto a destinazione poiché ci sarà un pubblico ufficiale
ad attestare che l’atto imbustato è effettivamente quello
che si voleva notificare. Inoltre, l’originale dell’atto
notificato ritorna nella disponibilità del mittente che così
avrà la prova dell’avvenuta notificazione.
Inutile dire che la notificazione a mezzo dell’ufficiale
giudiziario è una pratica molto costosa ed assolutamente
antieconomica per tutti coloro che hanno la necessità di
inviare con una certa frequenza corrispondenza di cui è
necessario possederne prova.
L’altra via consiste nell’utilizzazione di un sistema di
notificazione elettronica, assolutamente gratuito, ed in
grado di precostituire la prova dell’avvenuta corrispondenza
e del contenuto della stessa. Ci riferiamo alla posta
elettronica certificata.
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
Download >>
Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
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>>
Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
Continua
>>
Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
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hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
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>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
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Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
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Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
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Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
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Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line