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Contributi legali, PhishingRedditi on line e risarcimenti miliardari: non tutti i consumatori sono d’accordo
Sul tema della pubblicazione dei redditi online c’è stato chi si è attivato per chiedere maxi risarcimenti miliardari. Ad esempio il Codacons ha chiesto all’agenzia delle entrate (lo stato) un risarcimento di venti miliardi di euro per le violazioni riscontrate attraverso la pubblicazione on line dei dati dei cittadini. Naturalmente il paradosso è che un’associazione di consumatori (e di cittadini) chieda un risarcimento del genere direttamente allo stato (che è sorretto dai contributi degli stessi cittadini) che dovrebbe attivare una manovra finanziaria appositamente per corrispondere i risarcimenti richiesti.
Ma c’è anche chi, fra le associazioni di cittadini ed utenti, è contrario all’iniziativa del Codacons, come ad esempio l’MDC. “Rispettiamo la decisione del Garante della privacy, ma non la condividiamo e, comunque, non chiude la porta per una futura diversa decisione”. È quanto dichiara Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) dopo aver appreso la decisione dell’Autorità di considerare illegittima l’iniziativa dell’Agenzia delle entrate di pubblicare on line i redditi. “Certamente – aggiunge Longo – le modalità con cui sono stati diffusi i dati non sono state le migliori possibili e andrebbe messo l’obbligo di registrazione e accesso con password, in modo da garantire la tracciabilità della consultazione”.
“Restiamo dell’idea che la pubblicità dei dati fiscali, come quella degli affittuari delle case degli enti pubblici o i titolari delle pensioni d’oro non sia un incentivo al voyeurismo e all’invidia sociale, come qualcuno ha affermato in questi giorni; ma piuttosto permetta un controllo sociale su aspetti importanti del rapporto tra cittadini e Stato”.
“Peraltro la stessa decisione del Garante – continua il Presidente dell’associazione dei consumatori MDC – non esclude che in futuro ci possa essere un cambiamento di orientamento, sia perchè intanto conferma “il diritto-dovere dei mezzi di informazione di rendere noti i dati delle posizioni di persone che, per il ruolo svolto, sono o possono essere di sicuro interesse pubblico”; sia perché riconosce la possibilità che si possa “porre mano alla normativa ala luce del mutato scenario tecnologico”. Infine, il Movimento Difesa del Cittadino giudica infondata e ispirata a banale ricerca di pubblicità a buon mercato la pretesa di risarcimenti miliardari e di rimborsi per tutti i contribuenti.
“Quantificare e personalizzare – spiega Antonio Longo – il danno ricevuto ci sembra impossibile in questo caso e nella decisione del garante non c’è riferimento a questa possibilità, mentre si rimanda ad altro provvedimento l’eventuale decisione di comminare una sanzione amministrativa all’Agenzia delle entrate”.
Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it














