lunedì
PhishingTruffe on-line. Le banca non rimborsa. Addio a 18mila euro
Incauta custodia delle proprie credenziali di accesso al conto on-line. Con questa motivazione un istituto di credito nazionale ha liquidato una coppia di Belluno che ha visto sparire dal proprio conto 18.000 euro sottratti da un phisher nostrano. Per tale ragione non sono autorizzati a ricevere un rimborso da parte delle assicurazioni.
Il fatto risale al marzo 2008, quando la coppia provando a pagare con la propria carta di credito, si è vista respingere il pagamento a causa della scarsa disponibilità di fondi. Subito corsi in banca i due hanno scoperto che il conto era stato prosciugato. Le indagini della Polizia Postale hanno permesso di risalire al truffatore, un giovane di Pavia condannato per truffa ma che vedrà la sua prima udienza solo a febbraio 2010.
Intanto per la coppia di Belluno con l’aiuto del proprio legale non resta che aspettare l’esito della controversia contro il proprio istituto di credito, il quale basa le proprie motivazioni sull’incauta custodia da parte dei due coniugi, i quali respingono le accuse dichiarando di non aver mai fornito a nessuno e tantomeno perso le proprie credenziali al conto on-line. Il procedimento si prevede lungo, e dall’esito incerto.
Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it







mag 27, 2009
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E’ solo un mio pensiero personale, ma qui gatta ci cova !. Troppo spesso la banche lanciano la “prima pietra” e poi nascondono la mano dietro la schiena (es. azioni ed obbligazioni “truffaldine” Parmal, Cirio,Bound Argentini, etc, etc). Nel momento in cui vendono un servizio prodotto quale quello on line, DEVONO obbligatoriamente garantire al 100% la sicurezza del sistema, con modalità iniquivocabili e con la certezza assoluta sull’identità di chi compie l’operazione bancaria cioè esclusivamente il titolare del conto corrente online. Diversamente si devono accolarre tutti i rischi nessi e connessi.
Vi ricordate la storia dei telefonini ? Quelli di prima generazione con tecnologie obsolete erano facilmente clonabili dai criminali, poi le compagnie telefoniche si sono dotate delle tecnologie GSM, ed i telefonini non possono più essere clonati. Qui gatta ci cova (….. e probalilmente anche ci mangia) !!!!!!