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PhishingKaspersky Lab: Facebook e’ nella Top10 del phishing
Kaspersky Lab, leader nello sviluppo di soluzioni di sicurezza IT, ha rilasciato la sua ultima relazione sull’evoluzione dello spam nel primo trimestre del 2010 redatta dagli esperti aziendali Darya Gudkova, Elena e Maria Bondarenko Namestnikova.
Come si afferma nella relazione, il numero di attacchi di phishing sui siti di social networking è aumentato. Facebook è diventato inaspettatamente uno dei bersagli più importanti per i phisher. “Da quando abbiamo iniziato il monitoraggio questa è stata la prima volta che abbiamo notato che gli attacchi su un sito di social networking sono diventati così visibilmente frequenti”, hanno dichiarato gli autori del rapporto.
Le prime 10 imprese prese di mira da attacchi di phishing
Facebook, il popolarissimo social network, è andato a collocarsi in maniera del tutto inattesa al quarto posto della nostra Top-10. E’ la prima volta, in tutto il periodo in cui sono state condotte le nostre osservazioni, che si registrano attacchi di simile intensità nei confronti di una rete sociale. Al momento attuale Facebook è di sicuro uno dei social network che godono di maggior popolarità in Rete; il numero dei suoi utenti supera già largamente i 400 milioni ed è, oltretutto, in costante aumento.
Impossessandosi illegalmente dei dati relativi agli account degli utenti di Facebook, i malintenzionati della Rete acquisiscono l’opportunità di poter agevolmente inviare messaggi di spam sia ai titolari degli account rubati che alle persone con cui questi ultimi hanno stretto amicizia all’interno del social network. L’adozione di un simile sistema per realizzare l’invio di messaggi spam consente ai malfattori di poter raggiungere una vastissima platea di utenti e di avvalersi altresì delle ghiotte opportunità aggiuntive offerte dai social network: inviare, ad esempio (sia all’interno della rete sociale che verso le caselle di posta elettronica degli utenti), richieste di vario genere contenenti link a specifiche fotografie od inviti, inserendo al contempo nei messaggi inoltrati tutta la pubblicità che essi desiderano diffondere.
In tale contesto, assume particolare rilievo il fatto che, nel mese di marzo, il social network russo VKontakte sia balzato al 25° posto della nostra speciale classifica relativa alle organizzazioni maggiormente sottoposte agli attacchi di phishing. Ed in effetti, la sopra citata rete sociale ha ormai chiaramente varcato i confini dell’Internet russa e continua attualmente ad espandersi in misura sempre maggiore.
La percentuale di email di phishing nel primo trimestre del 2010 hanno una media dello 0,57% del volume totale del traffico mail.
Gli spammer hanno imparato a sfruttare le nuove piattaforme di Internet, come blog e social network per i propri fini. La saturazione del mercato spam ha portato ad un arresto nella crescita del volume di messaggi indesiderati nel traffico email, dopo essersi stabilizzato intorno all’85,2% nel primo trimestre del 2010. Questa cifra coincide con il risultato finale per il 2009.
Il primo trimestre non ha visto nessun cambiamento importante per l’elenco dei paesi considerati principali fonti di spam: gli Stati Uniti per la prima volta (16%) seguita da India (7%) e Russia (6%).
La migrazione di spammer dal dominio della Cina cn. a quello .ru della Confederazione Russa è un altro chiaro evento che si è verificato nel primo trimestre del 2010. Ciò è stato causato da un inasprimento dei criteri di registrazione del dominio in Cina. I domini russi sono attraenti per i truffatori a causa dei loro requisiti legali meno rigidi.
L’intera ricerca è visionabile al seguente indirizzo:
http://www.kaspersky.com/it/reading_room?chapter=207716903
Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it
Image credit: Kaspersky Lab – Lo spam nel primo trimestre del 2010

















