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domenica
Sicurezza e Pirateria informatica
Sicurezza: Ignoranti e pigri gli utenti di Facebook

Un report di Consumer Reports dice che gli utenti Facebook sono ignoranti o pigri nella sicurezza dati. 1 utente Facebook su 4 ignora totalmente i controlli di sicurezza dati.

La sicurezza dati è importante, ancor più quando i dati sono online e vengono offerti degli strumenti appositi per la loro salvaguardia. Sembra che gli utenti Facebook siano totalmente immuni dalle normali pratiche di protezione per la sicurezza dati, è questo quanto emerge dal report condotto da Consumer Reports.

Il 52% degli adulti intervistati, hanno postato su Social Networks come Facebook (anche MySpace) inserendo dati potenzialmente pericolosi. La situazione è ancor più critica quando ci si riferisce ai tool che mette a disposizione Facebook per la protezione della privacy e sicurezza dati personali. Sembra che una buona parte (23%) delle persone intervistate sia totalmente all’oscuro dei tools disponibili per proteggere la privacy 0ppure non è a conoscenza di come debbano essere utilizzati correttamente.

Il report di Consumer Reports conferma ciò di cui siamo a conoscenza e che stiamo ripetendo da mesi. Le modifiche apportate da Facebook lo scorso anno (Dicembre) che hanno rivoluzionato totalmente sia il concetto di privacy ma anche gli stessi strumenti messi a disposizione degli utenti non sono intuitive e invece d’offrire maggior privacy la riducono (se una persona non capisce uno strumento, non lo utilizzerà correttamente).

I numeri sono alti quando si parla anche di furto di identità (1.7 milioni di persone), dati consegnati agli “operatori di phishing” (5.4 milioni di consumatori hanno fornito dati personali) ma anche inserimento di informazioni personali come data di nascita (38%) e indirizzo abitazione (8%).

La conclusione del report sono le nostre stesse conclusioni, che potete leggere nei vari approfondimenti archiviati nella sezione Digital Life. Facebook ha cambiato troppo spesso le “carte in tavola”, costringendo gli utenti a ripetere operazioni come il settaggio impostazioni privacy. Il recente cambiamento delle impostazioni della privacy e gli stessi tool offerti da Facebook hann0 avuto il “merito” di impostare in maniera “scorretta” la privacy, lasciando informazioni che erano prima realmente private come pubbliche. Qualche persona si è accorta della “novità”, altre persone sono convinte ancor oggi che tali informazioni siano tuttora “segrete”.

L’utente di un Social Network è tenuto a controllare i propri dati e la corretta impostazione delle varie opzioni. Sbaglia anche Facebook che invece di fornire strumenti immediati, rincorre i “sogni di monetizzazione” continuando ad offrire un buon servizio ma tools che si sono rivelati inefficaci (per non dire scarsi).

Per maggiori info: Consumer Reports Magazine (Social Insecurity)

Articolo tratto da ItaliaSW Magazine del 8 maggio 2010

Image credit Newscom

Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it

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