mag 19
mercoledì
Sicurezza e Pirateria informatica, Video
USA: se l’hacker attacca l’automobile?

Le automobili costruite dopo il 2001 sono attaccabili dagli hacker tramite la porta per la diagnosi elettronica. Questo, in sintesi, il monito lanciato da una recentissima ricerca tenutasi in California, Oakland, nel corso del simposio IEEE sulla sicurezza e la privacy.

Lo studio, effettuato dal CAESS (Center for Automotive Embedded Systems Security), ha visto la partecipazione dei ricercatori delle università americane di Washington e San Diego. Il combinato disposto di elettronica e computer presente in misura sempre più massiccia nelle automobili di nuova generazione, se anche rende più confortevoli ed accessoriate le vetture, le espone a rischi ieri inimmaginabili. Ed oggi certificati dalla ricerca americana.

Gli autori della ricerca ritengono che buona parte delle automobili possano essere manomesse connettendo un computer alla porta per la diagnosi elettronica (OBD), prendendo così il possesso delle automobili da remoto. Forse è ancora presto per una bot-net fatta di automobili, ovvero di auto-zombie guidate all’insaputa dei proprietari.

Ma, ad ogni modo, le conseguenze possono essere disastrose: impossibilità di usare i freni disabilitando la centralina dell’ABS; spegnimento del motore mentre durante la guida; blocco delle portiere, errate indicazioni sulla velocità; malfunzionamento dei dispositivi relativi alla sicurezza dell’auto.

L’attacco, peraltro, alla vettura può arrivare anche per via telematica anche attraverso la CAN, la rete che collega tutti i dispositivi elettronici dell’auto.

Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it

Image credit myjoyonline.com





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