Il Garante per la protezione dei dati personali ha sempre
mantenuto una linea poco tollerante nei confronti dello
spamming, anche prima dell’approvazione della direttiva
2002/58/CE e dell’entrata in vigore del Codice privacy,
normative che hanno con maggior chiarezza definito
l’illiceità di tale pratica dopo alcuni anni di incertezza
legata alla legislazione previgente (ed in particolare alla
lettera C dell’art. 12 della legge n. 675/96).
Nei primi mesi del 2001, con la decisione dell’11 gennaio
(pubblicata nel bollettino del Garante n. 16/2001), il
Garante ha ritenuto che gli indirizzi e-mail presenti in
internet non fossero assimilabili ai dati personali
provenienti da «pubblici registri, elenchi, atti o documenti
conoscibili da chiunque» e quindi trattabili anche in
assenza del consenso dell’interessato.
Secondo il Garante non è sufficiente che gli indirizzi di
posta elettronica vengano lasciati dagli utenti in luoghi
accessibili a chiunque (come internet) perché possano dirsi
liberamente utilizzabili. Sulla scorta della lettura
dell’art. 12 della legge n. 675/96 fornita dal Garante
(norma che disciplinava i casi in cui era possibile
procedere ad un trattamento di dati in assenza del consenso
dell’interessato perché i trattasi di dati provenienti da
elenchi pubblici o registri accessibili da chiunque e per
altre tipologie o modalità individuate dal legislatore) non
era sufficiente la piena conoscibilità di un dato per
renderlo liberamente trattabile, bensì era necessaria
l’esistenza di un regime giuridico di piena conoscibilità di
quel dato da parte di chiunque (la decisione è consultabile
sul sito interlex.it al link
http://interlex.it/testi/d010111.htm).
L’attenzione del Garante verso la posta elettronica è
comunque, ancora più risalente. Già con la newsletter n.
14/18.7.99 e con il comunicato dal 12 luglio 1999 l’autorità
sosteneva che « I messaggi che circolano via e-mail e nelle
newsgroup sono da considerare corrispondenza e come tali non
possono venire violati».
Con la Newsletter del 6/12.11.00 il Garante, con riferimento
allo spamming tramite telefonate commerciali aveva ricordato
che « Se un cittadino non vuole ricevere telefonate
commerciali, le società che lo hanno contattato, anche in
base a dati ottenuti ed utilizzati correttamente, devono
cancellare senza ritardo i dati in loro possesso, fornendo
anche una attestazione che la cancellazione è avvenuta ed è
stata resa nota anche ad eventuali altre società alle quali
i dati erano stati precedentemente comunicati».
Nel 2002 il Garante interveniva espressamente sul tema
spamming affermando che «è illegittimo utilizzare a scopi
commerciali un indirizzo e-mail, che non compare in elenchi
pubblici, senza il consenso del destinatario (caso di un
fornitore di servizi su Internet, che inviava messaggi
pubblicitari non richiesti tramite posta elettronica)» (v.
Newsletter 13/19.5.02).
Nello stesso anno (con la NL 24/30.6.02) il Garante ribadiva
che «la presenza dell’ indirizzo e-mail di una persona su un
sito Internet non autorizza le aziende, per il solo fatto di
essere pubblico, ad utilizzarlo per inviare pubblicità»,
mentre l’anno successivo esprimeva anologhi convincimenti
circa l’SMS spamming ammonendo «non è consentito l’invio sul
telefonino dell’utente di SMS promozionali, relativi a
servizi offerti dalla società gestore di telefonia mobile,
senza l’espresso consenso a ricevere questo tipo di
informazioni» (NL 3/9.2.03). Sempre in tema di SMS con il
parere del 10.6.03 il Garante ha chiarito che «è illecito
inviare SMS pubblicitari senza aver prima acquisito il
consenso libero ed informato dell'abbonato. Parimenti
illecito l'"espediente", adottato da alcuni fornitori di
servizi telefonici, di subordinare la stipula del contratto
o l'attivazione della carta prepagata alla prestazione del
consenso a ricevere messaggi pubblicitari, o quello di
inserire tra gli obblighi contrattuali una dichiarazione
standard di "impegno" all'invio di SMS commerciali. Il
gestore non può "nascondere" comunicazioni commerciali
dietro fittizi "messaggi di servizio" alla propria utenza e
deve acquisire in ogni caso il consenso libero del
destinatario, sia se pubblicizza un servizio "altrui", sia
se promuove un servizio della propria società».
Fra il 2002 ed il 2003 si registrano numerosi interventi del
Garante in tema di spamming, come ad esempio la NL
10/16.2.03 e le due decisioni del 25.6.02 e del 25.7.02, ove
è stato ulteriormente ribadito che «gli indirizzi di posta
elettronica non sono liberamente utilizzabili da chiunque
per il solo fatto di trovarsi in rete. La vasta
conoscibilità degli indirizzi e-mail che Internet consente
non rende lecito l’uso di questi dati personali per scopi
diversi da quelli per i quali sono presenti on line. Gli
indirizzi e-mail non sono, quindi, "pubblici" come possono
essere quelli presenti sugli elenchi telefonici».
Sempre nel 2003 il Garante interveniva con un provvedimento
ad hoc sullo spamming, per la precisione il parere del 29
maggio del 2003, in cui ricordava che «gli indirizzi di
posta elettronica recano dati di carattere personale da
trattare nel rispetto della normativa in materia (art. 1,
comma 1 lett. c), legge n. 675). La loro utilizzazione per
scopi promozionali e pubblicitari è possibile solo se il
soggetto cui riferiscono i dati ha manifestato in precedenza
un consenso libero, specifico e informato. Il consenso è
necessario anche quando gli indirizzi sono formati ed
utilizzati automaticamente con un software senza
l’intervento di un operatore, o in mancanza di una previa
verifica della loro attuale attivazione o dell’identità del
destinatario del messaggio, e anche quando gli indirizzi non
sono registrati dopo l’invio dei messaggi. Questo assetto,
basato su una scelta dell’interessato c.d. di opt-in, è
stato ribadito nel 1998 (con il d.lg. n. 171) prima ancora
che una recente direttiva comunitaria lo estendesse a tutti
i Paesi dell’Unione europea (n. 2002/58/CE in fase di
recepimento in Italia, pubblicata sulla G.U.C.E. n. L 201
del 31 luglio 2002)».
Queste indicazioni del Garante sono state poi ribadite nel
Comunicato del 3 settembre del 2003 e nella NL 1-7.09.2003,
precisando che «inviare e-mail pubblicitarie senza il
consenso del destinatario è vietato dalla legge. Se questa
attività, specie se sistematica, è effettuata a fini di
profitto si viola anche una norma penale e il fatto può
essere denunciato all’autorità giudiziaria».
Nel 2004 il Garante (NL 2-8.02.2004) ha diffuso i risultati
di un sondaggio effettuato fra settembre e dicembre 2003,
che ha riguardato 21.102 persone di 36 diversi Paesi in tema
di spamming. Il sondaggio è stato realizzato dalla TACD
TransAtlantic Consumer Dialogue (TACD), un organismo che
riunisce 65 associazioni per la tutela dei consumatori in
Europa e negli USA, e reso pubblico in occasione della
recente conferenza OCSE sullo spam tenuta il 2-3 febbraio
scorsi. Dal sondaggio è emerso che «più della metà dei
consumatori rinuncia a servirsi degli strumenti offerti dal
commercio elettronico per timore di ricevere spam, e oltre
l’80% chiede ai governi di imporre il consenso preventivo (opt-in)
per l’invio di messaggi commerciali». Dalle rilevazioni
condotte si evinceva il seguente scenario: «i consumatori
hanno indicato chiaramente di considerare lo spam un grave
elemento di disturbo (96%), e addirittura l’84% ha chiesto
di vietarlo espressamente per legge. E’ significativo che
tali percentuali non varino in misura importante nei 36
Paesi presi in considerazione (…) soprattutto degna di nota
è la netta preferenza accordata al consenso preventivo (opt-in)
quale approccio da seguire per tutte le comunicazioni
commerciali (82%), e all’uso di etichette per segnalare la
natura del messaggio in arrivo (ad esempio: ADV per
“Advertisement” nel campo “Oggetto” dei messaggi di posta
elettronica); l’80% ha indicato di gradire tale soluzione».
In conclusione, base quanto riporta il TACD lo spamming
costituirebbe un freno allo sviluppo del commercio
elettronico.
Il tema dello spamming è stato affrontato anche
dall’autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (AGCOM,
meglio nota come Antitrust), con riferimento all’invio di
materiale pubblicitario da parte degli Intenet service
provider.
In particolare l’antitrust ha evidenziato l’illegittimità
dello spamming a fronte della fornitura di determinati
servizi presentati come gratuiti. Con diverse pronunce
risalenti al 2002 l’autorità ha ricordato come l’invio di
materiali pubblicitario e la relativa profilazione
dell’utente come corrispettivo della fornitura di un
servizio di posta elettronica prefiguri un vera e propria
prestazione passiva a carico dell’utente, pertanto la
pratica invalsa fra numerosi operatori di pubblicizzazione
della prestazione di tali servizi come “gratuita” si
appalesa illecita ed ingannevole (v. PI/3502 nei confronti
di Caltanet, riportato in stralcio qui di seguito, ma anche
il provvedimento del 17 febbraio 2000, caso PI/2671 - Libero
Infostrada, pubblicato sul Bollettino n. 7/2000;
provvedimento del 1 giugno 2000, caso PI/2788 -
Tiscali-Cyberia, pubblicato sul Bollettino n. 22/2000;
provvedimento del 8 giugno 2000, caso PI/2768 - Telecom-
Internet gratis, pubblicato sul Bollettino n. 23/2000;
provvedimento del 22 febbraio 2001, caso PI/3110 -Ciao Web -
Accesso ad Internet, pubblicato sul Bollettino n. 8/2001).
[«l’obbligo in capo al destinatario di tollerare l’invio
per posta elettronica di messaggi pubblicitari, “profilati”
sulla base del proprio utilizzo della rete via Internet, può
configurarsi come una vera e propria prestazione passiva. Ai
sensi dell’art. 10, comma 1, del Decreto Legislativo 22
maggio 1999, n. 185, che attua nel nostro ordinamento
nazionale la Direttiva n. 97/7/CE in materia di contratti a
distanza, “l’impiego da parte di un fornitore del telefono,
della posta elettronica,di sistemi automatizzati di chiamata
senza l’intervento di un operatore o di fax richiede il
consenso preventivo da parte del consumatore”.
L’ordinamento, pertanto, riconosce al consumatore il diritto
di non essere destinatario di comunicazioni d’impresa
veicolate attraverso talune tecniche di comunicazione a
distanza. Si tratta di un diritto disponibile, con consenso
esplicito e preventivo, e sicuramente negoziabile; per tale
ragione, la circostanza che l’operatore subordini la
prestazione di un servizio espressamente qualificato come
gratuito all’atto di disposizione di questo diritto non può
considerarsi indifferente ai fini della valutazione della
convenienza dell’offerta. (…)il messaggio in esame,
contrariamente a quanto sostenuto dall’operatore, per le sue
modalità di presentazione, contiene una serie di elementi
che, valutati nel loro complesso, sono idonei ad indurre in
errore i destinatari,non consentendo loro di avere una
chiara percezione del fatto che l’adesione all’offerta del
servizio qualificato come gratuito comporta sia che l’utente
sarà tenuto a ricevere mail pubblicitarie tramite posta
elettronica, sia che verrà assoggettato al c.d. processo di
“profilazione”, mediante il quale l’operatore pubblicitario,
attraverso l’analisi dei siti Internet frequentati
dall’utente, individua gli interessi commerciali
dell’abbonato al fine di poter indirizzargli mail
pubblicitarie attinenti ai settori merceologici
presumibilmente in linea con le abitudini commerciali del
destinatario di tali pubblicità.»]
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
Download >>
Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
Continua >>
Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
Continua
>>
Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
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Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
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Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
Continua
>>
Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
Continua >>
hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
Continua
>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
Continua >>
Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
Continua >>
Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
Continua >>
Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
Continua >>
Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line