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  Approfondimenti - Spamming Stampa
 
Spamming (monnezza) Lo spamming nella giurisprudenza e nelle pronunce delle authorities
Aspetti legali legati allo spamming Lo spamming e il garante
Direttiva sul trattamento dei dati personali nel settore delle telecomunicazioni Lo spamming e la responsabilità civile
L'art.130 del D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy) Lo spamming come illecito penale
L'art.10 del D.Lgs.185/99 (Disciplina a tutela dei consumatori nei contratti a distanza)    
   
 

Lo spamming e il Garante

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sempre mantenuto una linea poco tollerante nei confronti dello spamming, anche prima dell’approvazione della direttiva 2002/58/CE e dell’entrata in vigore del Codice privacy, normative che hanno con maggior chiarezza definito l’illiceità di tale pratica dopo alcuni anni di incertezza legata alla legislazione previgente (ed in particolare alla lettera C dell’art. 12 della legge n. 675/96).
Nei primi mesi del 2001, con la decisione dell’11 gennaio (pubblicata nel bollettino del Garante n. 16/2001), il Garante ha ritenuto che gli indirizzi e-mail presenti in internet non fossero assimilabili ai dati personali provenienti da «pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque» e quindi trattabili anche in assenza del consenso dell’interessato.
Secondo il Garante non è sufficiente che gli indirizzi di posta elettronica vengano lasciati dagli utenti in luoghi accessibili a chiunque (come internet) perché possano dirsi liberamente utilizzabili. Sulla scorta della lettura dell’art. 12 della legge n. 675/96 fornita dal Garante (norma che disciplinava i casi in cui era possibile procedere ad un trattamento di dati in assenza del consenso dell’interessato perché i trattasi di dati provenienti da elenchi pubblici o registri accessibili da chiunque e per altre tipologie o modalità individuate dal legislatore) non era sufficiente la piena conoscibilità di un dato per renderlo liberamente trattabile, bensì era necessaria l’esistenza di un regime giuridico di piena conoscibilità di quel dato da parte di chiunque (la decisione è consultabile sul sito interlex.it al link http://interlex.it/testi/d010111.htm).
L’attenzione del Garante verso la posta elettronica è comunque, ancora più risalente. Già con la newsletter n. 14/18.7.99 e con il comunicato dal 12 luglio 1999 l’autorità sosteneva che « I messaggi che circolano via e-mail e nelle newsgroup sono da considerare corrispondenza e come tali non possono venire violati».
Con la Newsletter del 6/12.11.00 il Garante, con riferimento allo spamming tramite telefonate commerciali aveva ricordato che « Se un cittadino non vuole ricevere telefonate commerciali, le società che lo hanno contattato, anche in base a dati ottenuti ed utilizzati correttamente, devono cancellare senza ritardo i dati in loro possesso, fornendo anche una attestazione che la cancellazione è avvenuta ed è stata resa nota anche ad eventuali altre società alle quali i dati erano stati precedentemente comunicati».
Nel 2002 il Garante interveniva espressamente sul tema spamming affermando che «è illegittimo utilizzare a scopi commerciali un indirizzo e-mail, che non compare in elenchi pubblici, senza il consenso del destinatario (caso di un fornitore di servizi su Internet, che inviava messaggi pubblicitari non richiesti tramite posta elettronica)» (v. Newsletter 13/19.5.02).
Nello stesso anno (con la NL 24/30.6.02) il Garante ribadiva che «la presenza dell’ indirizzo e-mail di una persona su un sito Internet non autorizza le aziende, per il solo fatto di essere pubblico, ad utilizzarlo per inviare pubblicità», mentre l’anno successivo esprimeva anologhi convincimenti circa l’SMS spamming ammonendo «non è consentito l’invio sul telefonino dell’utente di SMS promozionali, relativi a servizi offerti dalla società gestore di telefonia mobile, senza l’espresso consenso a ricevere questo tipo di informazioni» (NL 3/9.2.03). Sempre in tema di SMS con il parere del 10.6.03 il Garante ha chiarito che «è illecito inviare SMS pubblicitari senza aver prima acquisito il consenso libero ed informato dell'abbonato. Parimenti illecito l'"espediente", adottato da alcuni fornitori di servizi telefonici, di subordinare la stipula del contratto o l'attivazione della carta prepagata alla prestazione del consenso a ricevere messaggi pubblicitari, o quello di inserire tra gli obblighi contrattuali una dichiarazione standard di "impegno" all'invio di SMS commerciali. Il gestore non può "nascondere" comunicazioni commerciali dietro fittizi "messaggi di servizio" alla propria utenza e deve acquisire in ogni caso il consenso libero del destinatario, sia se pubblicizza un servizio "altrui", sia se promuove un servizio della propria società».
Fra il 2002 ed il 2003 si registrano numerosi interventi del Garante in tema di spamming, come ad esempio la NL 10/16.2.03 e le due decisioni del 25.6.02 e del 25.7.02, ove è stato ulteriormente ribadito che «gli indirizzi di posta elettronica non sono liberamente utilizzabili da chiunque per il solo fatto di trovarsi in rete. La vasta conoscibilità degli indirizzi e-mail che Internet consente non rende lecito l’uso di questi dati personali per scopi diversi da quelli per i quali sono presenti on line. Gli indirizzi e-mail non sono, quindi, "pubblici" come possono essere quelli presenti sugli elenchi telefonici».
Sempre nel 2003 il Garante interveniva con un provvedimento ad hoc sullo spamming, per la precisione il parere del 29 maggio del 2003, in cui ricordava che «gli indirizzi di posta elettronica recano dati di carattere personale da trattare nel rispetto della normativa in materia (art. 1, comma 1 lett. c), legge n. 675). La loro utilizzazione per scopi promozionali e pubblicitari è possibile solo se il soggetto cui riferiscono i dati ha manifestato in precedenza un consenso libero, specifico e informato. Il consenso è necessario anche quando gli indirizzi sono formati ed utilizzati automaticamente con un software senza l’intervento di un operatore, o in mancanza di una previa verifica della loro attuale attivazione o dell’identità del destinatario del messaggio, e anche quando gli indirizzi non sono registrati dopo l’invio dei messaggi. Questo assetto, basato su una scelta dell’interessato c.d. di opt-in, è stato ribadito nel 1998 (con il d.lg. n. 171) prima ancora che una recente direttiva comunitaria lo estendesse a tutti i Paesi dell’Unione europea (n. 2002/58/CE in fase di recepimento in Italia, pubblicata sulla G.U.C.E. n. L 201 del 31 luglio 2002)».
Queste indicazioni del Garante sono state poi ribadite nel Comunicato del 3 settembre del 2003 e nella NL 1-7.09.2003, precisando che «inviare e-mail pubblicitarie senza il consenso del destinatario è vietato dalla legge. Se questa attività, specie se sistematica, è effettuata a fini di profitto si viola anche una norma penale e il fatto può essere denunciato all’autorità giudiziaria».
Nel 2004 il Garante (NL 2-8.02.2004) ha diffuso i risultati di un sondaggio effettuato fra settembre e dicembre 2003, che ha riguardato 21.102 persone di 36 diversi Paesi in tema di spamming. Il sondaggio è stato realizzato dalla TACD TransAtlantic Consumer Dialogue (TACD), un organismo che riunisce 65 associazioni per la tutela dei consumatori in Europa e negli USA, e reso pubblico in occasione della recente conferenza OCSE sullo spam tenuta il 2-3 febbraio scorsi. Dal sondaggio è emerso che «più della metà dei consumatori rinuncia a servirsi degli strumenti offerti dal commercio elettronico per timore di ricevere spam, e oltre l’80% chiede ai governi di imporre il consenso preventivo (opt-in) per l’invio di messaggi commerciali». Dalle rilevazioni condotte si evinceva il seguente scenario: «i consumatori hanno indicato chiaramente di considerare lo spam un grave elemento di disturbo (96%), e addirittura l’84% ha chiesto di vietarlo espressamente per legge. E’ significativo che tali percentuali non varino in misura importante nei 36 Paesi presi in considerazione (…) soprattutto degna di nota è la netta preferenza accordata al consenso preventivo (opt-in) quale approccio da seguire per tutte le comunicazioni commerciali (82%), e all’uso di etichette per segnalare la natura del messaggio in arrivo (ad esempio: ADV per “Advertisement” nel campo “Oggetto” dei messaggi di posta elettronica); l’80% ha indicato di gradire tale soluzione». In conclusione, base quanto riporta il TACD lo spamming costituirebbe un freno allo sviluppo del commercio elettronico.
Il tema dello spamming è stato affrontato anche dall’autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (AGCOM, meglio nota come Antitrust), con riferimento all’invio di materiale pubblicitario da parte degli Intenet service provider.
In particolare l’antitrust ha evidenziato l’illegittimità dello spamming a fronte della fornitura di determinati servizi presentati come gratuiti. Con diverse pronunce risalenti al 2002 l’autorità ha ricordato come l’invio di materiali pubblicitario e la relativa profilazione dell’utente come corrispettivo della fornitura di un servizio di posta elettronica prefiguri un vera e propria prestazione passiva a carico dell’utente, pertanto la pratica invalsa fra numerosi operatori di pubblicizzazione della prestazione di tali servizi come “gratuita” si appalesa illecita ed ingannevole (v. PI/3502 nei confronti di Caltanet, riportato in stralcio qui di seguito, ma anche il provvedimento del 17 febbraio 2000, caso PI/2671 - Libero Infostrada, pubblicato sul Bollettino n. 7/2000; provvedimento del 1 giugno 2000, caso PI/2788 - Tiscali-Cyberia, pubblicato sul Bollettino n. 22/2000; provvedimento del 8 giugno 2000, caso PI/2768 - Telecom- Internet gratis, pubblicato sul Bollettino n. 23/2000; provvedimento del 22 febbraio 2001, caso PI/3110 -Ciao Web - Accesso ad Internet, pubblicato sul Bollettino n. 8/2001).

[«l’obbligo in capo al destinatario di tollerare l’invio per posta elettronica di messaggi pubblicitari, “profilati” sulla base del proprio utilizzo della rete via Internet, può configurarsi come una vera e propria prestazione passiva. Ai sensi dell’art. 10, comma 1, del Decreto Legislativo 22 maggio 1999, n. 185, che attua nel nostro ordinamento nazionale la Direttiva n. 97/7/CE in materia di contratti a distanza, “l’impiego da parte di un fornitore del telefono, della posta elettronica,di sistemi automatizzati di chiamata senza l’intervento di un operatore o di fax richiede il consenso preventivo da parte del consumatore”. L’ordinamento, pertanto, riconosce al consumatore il diritto di non essere destinatario di comunicazioni d’impresa veicolate attraverso talune tecniche di comunicazione a distanza. Si tratta di un diritto disponibile, con consenso esplicito e preventivo, e sicuramente negoziabile; per tale ragione, la circostanza che l’operatore subordini la prestazione di un servizio espressamente qualificato come gratuito all’atto di disposizione di questo diritto non può considerarsi indifferente ai fini della valutazione della convenienza dell’offerta. (…)il messaggio in esame, contrariamente a quanto sostenuto dall’operatore, per le sue modalità di presentazione, contiene una serie di elementi che, valutati nel loro complesso, sono idonei ad indurre in errore i destinatari,non consentendo loro di avere una chiara percezione del fatto che l’adesione all’offerta del servizio qualificato come gratuito comporta sia che l’utente sarà tenuto a ricevere mail pubblicitarie tramite posta elettronica, sia che verrà assoggettato al c.d. processo di “profilazione”, mediante il quale l’operatore pubblicitario, attraverso l’analisi dei siti Internet frequentati dall’utente, individua gli interessi commerciali dell’abbonato al fine di poter indirizzargli mail pubblicitarie attinenti ai settori merceologici presumibilmente in linea con le abitudini commerciali del destinatario di tali pubblicità.»]

Avv. Luca Bovino - legal@anti-phishing.it

 

 

  News
   
Il Garante: gli spammer ora rischiano risarcimenti SMS e numeri 899: ecco i principali messaggi truffa in circolazione
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eBay Italia: maxi ondata di tentativi di phishing. Tutte le e-mail utilizzate

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Natale: brutte sorprese sotto l'albero…il decalogo di Anti-Phishing Italia Phishing: Banca di Cividale
         

 
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Gli argomenti trattati:


RAS Bank nuovamente vittima del phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.  Leggi
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I truffatori avvertono: "Attenzione al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e perché no anche un avviso generale per informare del rischio phishing. Leggi
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Inviava porno spam tramite reti wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi reclamizzanti Leggi
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Approfondimenti
 

 
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia – 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)

Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno, quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che il phishing nazionale ha collezionato nel periodo 01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al 1°trimestre dello stesso anno del 940%.
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Rapporto trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1° trimestre 2007
225 tentativi di phishing unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del 1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre mesi 
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Phishing: chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non si riuscirà a dimostrare la responsabilità delle banche. E’ questo lo scontato quadro che esce da un interessante servizio di "Repubblica TV" andato in onda nella giornata di ieri, che vedeva come partecipanti esponenti dl sistema bancario, responsabili della Polizia Postale e legali. Il servizio partendo da un caso reale di truffa mette in luce lo "scarica barili" fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi sistemi di sicurezza basati su password numeriche, nei confronti dei truffati colpevoli di troppa ingenuità o come nel caso mostrato, dell’ignara vittima che senza aver fatto nulla si ritrova il proprio conto alleggerito di 4mila euro. Che con un altissima probabilità non rivedrà mai più. 
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo l’ennesima truffa
Circola in Rete da alcuni giorni una nuova offerta di lavoro, apparentemente collegata al fenomeno delle false società utilizzate per il riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv. Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link proposto l’utente viene trasportato in un apposito sito maligno all’interno del quale crederà di fornire i propri dati per candidarsi all’allettante posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero sito serve esclusivamente per il download del file  Continua >>

   

Caso Citibank: quando una vera e-mail si trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail per chiedervi di aggiornare il vostro username, password o numero di carta di credito. E’ questo il primo consiglio inneggiato da tutti colori i quali, noi compresi, hanno cercato di informare i navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E se la mia banca mi stesse realmente richiedendo di aggiornare i miei dati? chi ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO, soprattutto se la politica di sicurezza dell’istituto di credito sino al giorno prima professava il contrario.E’ questo, in sintesi, questo quello che è accaduto alla sede Australiana di Citibank, che nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i suoi clienti 
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Anche i dialers sono denunciabili on line. L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività del Commissariato di Ps on line, ad oggi i cittadini hanno sporto oltre 2500denunce, effettuato oltre 2800 segnalazioni ed inviato più di 5500 richieste di informazioni.Il sito ha registrato oltre 300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio Masciopinto nel corso di un’intervista rilasciata per il sito dell’associazione di consumatori MDC.La possibilità di effettuare le denunce alla polizia direttamente tramite internet, senza recarsi fisicamente in caserma, sta prendendo sempre più dimestichezza fra gli italiani.   Continua >>

   

Un 2007 all’insegno delle minacce informatiche: parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da fare per il 2007 non dimenticare di aggiungere "maggiore sicurezza informatica" perché se solo la metà delle previsioni fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e temo che lo faranno) ci aspetta un 2007 da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso note le sue previsioni su quali saranno le 10 principali minacce di sicurezza nel 2007 stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000 diverse tipologie di minacce note e altre non ancora identificate, è chiaro che il malware viene rilasciato sempre più da criminali professionisti e organizzati.
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In evidenza


Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3 arresti e 700 truffati

Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza nel corso dell’operazione, tutt’ora in corso, denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno stroncato l’attività criminale di tre truffatori italiani specializzati nei raggiri telematici.Lo scenario delle truffe era eBay ma anche appositi siti realizzati esclusivamente per allettare le potenziali vittime, che attratte dai prezzi scontatissimi non esitavano a pagare anticipatamente senza però ricevere nulla o quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro d’affari dei truffatori capaci anche di guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti i dettagli dell’operazione in questo articolo di Alessia Marani pubblicato su il Giornle.it:   Continua >>

 

Phishing: nuova tecnica e nuovi pericoli per gli utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto sino ad oggi, niente più e-mail che cercano di rassomigliare a vere comunicazioni, niente più siti clone, nessuna vulnerabilità da sfruttare, nessun filtro o software in grado di rilevare la truffa.Avrete così l’ultimo tentativo attualmente in circolazione. Ancora una volta contro eBay. Ancora una volta per colpire i risparmi dei navigatori della Rete italiani. Ma questa volta con una tecnica nuova ed altamente pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano tradotto, si presenta alla potenziale vittima come un normale messaggio privato inviato da un certo A. Mario, il cui indirizzo e-mail è già noto alla comunità di eBay sempre per attività illegali   Continua >>

 

hishing: all’asta domini clone pronti per la truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo, quello segnalato dalla F-Secure società finlandese operante nel settore della sicurezza informatica, che dopo una serie di controlli nei registri di due siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio ha scoperto oltre 30 false versione di importanti siti web appartenenti ad istituti di credito, società finanziarie e non, disponibili al migliore offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de, americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti web che cercano di rassomigliare agli originali, trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che con lo stesso principio di eBay   Continua >>

   
 

Skimming (strisciata)

Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese to skim, che significa sfiorare, strisciare. Da questa parola deriva a sua volta la parola skimmer che è il dispositivo utilizzato per memorizzare i contenuti delle bande magnetiche delle carte di pagamento. Negli sportelli automatici ATM (Automated Teller Machine), per leggere le relative carte elettroniche di pagamento ed in particolare per leggere il contenuto delle bande magneti  Continua >>

   
Ultima segnalazione
   
Gli ultimi casi di phishing internazionale segnalati da
 

Servizio momentaneamente sospeso

   
 

Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta con il ritorno di una particolare variante sino ad oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing via fax.I più attenti la riconosceranno subito, infatti oltre ad essere già stata utilizzata in passato sempre contro eBay, questa tecnica ha colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle passata versioni il phisher richiede una serie dettagliata di dati personali.Infatti oltre al solito username e password, e-mail e punteggio   Continua >>

   
 

Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il tentativo di far cadere in trappola i clienti di Banca di Roma, si tratta del secondo caso di phishing in poco meno di una settimana ai danni dell’istituto di credito romano.A differenza del suo predecessore caratterizzato da un testo credibile ed un italiano perfetto, quello odierno utilizza un e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più avranno sicuramente riconosciuto visto che questa finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.  Continua >>

     
 

Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34) la circolazione di un nuovo pericolosissimo tentativo di phishing che questa volta cerca di colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a destinare la somma riservata per i regali di natale per contribuire a rendere leucemie, linfomi e mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è stato un richiamo irresistibile per il phisher.   Continua >>

 

 

 

 

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