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  Approfondimenti - Spamming Stampa
 
Spammanig (monnezza) Lo spamming nella giurisprudenza e nelle pronunce delle authorities
Aspetti legali legati allo spamming Lo spamming e il garante
Direttiva sul trattamento dei dati personali nel settore delle telecomunicazioni Lo spamming e la responsabilità civile
L'art.130 del D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy) Lo spamming come illecito penale
L'art.10 del D.Lgs.185/99 (Disciplina a tutela dei consumatori nei contratti a distanza)    
   
 

Lo spamming come illecito penale

Lo spamming è un’attività suscettibile di avere ripercussioni anche in sede penale, oltre che in sede civile, anche se il reato di spamming appare di non immediata individuazione e di difficile realizzazione.
L’art. 167 del Codice Privacy, è una norma incriminatrice che descrive gli elementi del reato di trattamento illecito di dati personali.
Gli elementi costitutivi della fattispecie criminosa sono molteplici, e devono tutti necessariamente concorrere ai fini della configurazione del fatto reato.

[Questo il contenuto dell’art. 167 del D.Lgs. n. 196/2003: (Trattamento illecito di dati)« 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23, 123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell'articolo 129, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.
2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 17, 20, 21, 22, commi 8 e 11, 25, 26, 27 e 45, è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni.»]


V’è innanzitutto una salvezza nell’incipit del primo comma alla circostanza in cui «il fatto costituisca più grave reato» che è idonea ad escludere la configurabilità del reato di cui all’art. 130 del codice e quindi l’applicabilità dell’istituto penalistico che abbiamo chiamato “reato di spamming”.
In secondo luogo, quanto all’elemento soggettivo del reato, esso è indubbiamente da ravvisarsi nel dolo specifico, che può consistere nel fine di trarre per sé o per altri profitto, da un lato, oppure di recare ad altri un danno.
Quanto al dolo specifico di trarre per sé o per altri profitto, occorre ricordare brevemente che la nozione di “profitto” è più ampia rispetto a quella di “lucro”, e che pertanto il profitto non può identificarsi nel mero incremento economico, né deve essere considerato ricollegabile unicamente allo svolgimento di attività economiche.
Come ricordato dalla celebre sentenza della Cassazione penale, n. 33816/2001 (alla quale si sono uniformate le prevalenti sentenze successive in materia di contraffazione di software), mentre lo scopo di lucro identifica la finalità di perseguire un vantaggio di tipo patrimoniale, il termine profitto viene definito come «giovamento, vantaggio, beneficio, sia pratico sia intellettuale o morale». In sostanza qualsiasi utilità prefigurata dall’agente come scopo principale della propria condotta è idonea ad integrare l’elemento soggettivo del dolo di profitto.
Dall’altro lato, il fine di recare ad altri danno, invece, descrive una volontà criminosa di realizzare una lesione giuridicamente rilevante della sfera non solo patrimoniale, ma anche morale, di un’altra persona.
Secondo alcuni commentatori, la scelta del legislatore di descrivere l’elemento psicologico del reato quale dolo specifico, escluderebbe il ricorso da parte del giudice al dolo “eventuale” all’interno del giudizio di colpevolezza.
Alla stregua di tale interpretazione non sarebbe configurabile il reato laddove l’agente abbia avuto puramente e semplicemente la coscienza e la volontà di infrangere la norma incriminatrice, bensì è necessario che egli abbia altresì avuto la cosciente e volontaria intenzione di trarre per sé o per altri profitto o di arrecare ad altri un danno.
Proseguendo nella lettura della norma, la condotta incriminata è descritta dalla violazione delle disposizioni di cui all’art. 130 del Codice Privacy, ovvero la disciplina circa l’invio di comunicazioni non desiderate.
Infine la norma ha introdotto un ulteriore elemento costitutivo della fattispecie criminosa, in mancanza del quale, il reato non può dirsi configurato: la realizzazione di un nocumento per l’interessato.
Sotto questo profilo è bene ricordare come il nocumento rappresenti una vera e proprio condizione obiettiva di punbilità, non una mera circostanza aggravante dello stesso, pertanto appare indispensabile verificare come la giurisprudenza interverrà od è già intervenuta sul punto.
La terza sezione penale della Cassazione, con la sentenza 28/05-9/07 2004, n. 1134 (30134/2004), ha affermato che – in relazione alla nozione di “nocumento”- «devono essere senza dubbio escluse le semplici violazioni formali ed irregolarità procedimentali, ma anche quelle inosservanze che producano un ‘vulnus’ minimo all'identità personale del soggetto ed alla sua privacy […] sia nell'aspetto negativo sia positivo e non determinino alcun danno patrimoniale apprezzabile».
In un’altra occasione, sentenza Cass., sez. III pen. n. 26680/2004, è stato ritenuto sussistente il nocumento in relazione alla «lesione della tranquillità e dell’immagine sociale» subita da un’interessata interessata in conseguenza della condotta dell’ex fidanzato, il quale aveva diffuso sul web immagini della donna tratte da una videocassetta contenente un suo spogliarello, unitamente al suo numero telefonico.
In base ad un’altra pronuncia della Cassazione (Cass., sez. III pen., sent. 17/11/2004-15/02/2005 n. 5728) è stato elaborato un principio in base al quale l’utilizzazione di dati personali rinvenuti liberamente sul web non costituisca una fattispecie di trattamento senza consenso in quanto in internet i dati sono reperibili alla stregua di quanto accade per i dati tratti da pubblici registri, pubblici elenchi etc. «Non sarebbe pertanto configurabile la violazione di quanto disposto dall’art. 23», secondo questa sentenza, e quindi non sarebbe nemmeno configurabile la sussistenza del reato di cui all’art. 167, comma 1, D.L.vo 196/2003.
Inoltre, un’altra e recentissima sentenza del Tribunale penale di Udine ha ritenuto non ravvisabile il nocumento in caso di un unico messaggio pubblicitario inviato che, data la sua non ripetitività, avrebbe causato una lesione minima della privacy del destinatario.

[questo il principio di diritto elaborato dal GIP udinese nell’ordinanza di archiviazione ex art. 409 c.p.c. del 6.5.2005 « non ritenendo questo Giudice che il nocumento sia in re ipsa, nell’invio di messaggio elettronico commerciale, essendosi trattato nel caso di specie di un solo messaggio non ripetuto che non ha provocato un concreto vulnus alla persona offesa»]

Ad ogni modo, per completezza di discorso, occorre ricordare che le sanzioni previste dall’articolo 130 del Codice Privacy sono la reclusione da sei a diciotto mesi, oppure, se il fatto consiste nella comunicazione o nella diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.

Avv. Luca Bovino - legal@anti-phishing.it

 

 

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Approfondimenti
 

 
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia – 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)

Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno, quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che il phishing nazionale ha collezionato nel periodo 01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al 1°trimestre dello stesso anno del 940%.
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Rapporto trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1° trimestre 2007
225 tentativi di phishing unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del 1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre mesi 
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Phishing: chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non si riuscirà a dimostrare la responsabilità delle banche. E’ questo lo scontato quadro che esce da un interessante servizio di "Repubblica TV" andato in onda nella giornata di ieri, che vedeva come partecipanti esponenti dl sistema bancario, responsabili della Polizia Postale e legali. Il servizio partendo da un caso reale di truffa mette in luce lo "scarica barili" fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi sistemi di sicurezza basati su password numeriche, nei confronti dei truffati colpevoli di troppa ingenuità o come nel caso mostrato, dell’ignara vittima che senza aver fatto nulla si ritrova il proprio conto alleggerito di 4mila euro. Che con un altissima probabilità non rivedrà mai più. 
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Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo l’ennesima truffa
Circola in Rete da alcuni giorni una nuova offerta di lavoro, apparentemente collegata al fenomeno delle false società utilizzate per il riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv. Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link proposto l’utente viene trasportato in un apposito sito maligno all’interno del quale crederà di fornire i propri dati per candidarsi all’allettante posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero sito serve esclusivamente per il download del file  Continua >>

   

Caso Citibank: quando una vera e-mail si trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail per chiedervi di aggiornare il vostro username, password o numero di carta di credito. E’ questo il primo consiglio inneggiato da tutti colori i quali, noi compresi, hanno cercato di informare i navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E se la mia banca mi stesse realmente richiedendo di aggiornare i miei dati? chi ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO, soprattutto se la politica di sicurezza dell’istituto di credito sino al giorno prima professava il contrario.E’ questo, in sintesi, questo quello che è accaduto alla sede Australiana di Citibank, che nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i suoi clienti 
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Anche i dialers sono denunciabili on line. L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività del Commissariato di Ps on line, ad oggi i cittadini hanno sporto oltre 2500denunce, effettuato oltre 2800 segnalazioni ed inviato più di 5500 richieste di informazioni.Il sito ha registrato oltre 300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio Masciopinto nel corso di un’intervista rilasciata per il sito dell’associazione di consumatori MDC.La possibilità di effettuare le denunce alla polizia direttamente tramite internet, senza recarsi fisicamente in caserma, sta prendendo sempre più dimestichezza fra gli italiani.   Continua >>

   

Un 2007 all’insegno delle minacce informatiche: parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da fare per il 2007 non dimenticare di aggiungere "maggiore sicurezza informatica" perché se solo la metà delle previsioni fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e temo che lo faranno) ci aspetta un 2007 da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso note le sue previsioni su quali saranno le 10 principali minacce di sicurezza nel 2007 stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000 diverse tipologie di minacce note e altre non ancora identificate, è chiaro che il malware viene rilasciato sempre più da criminali professionisti e organizzati.
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Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3 arresti e 700 truffati

Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza nel corso dell’operazione, tutt’ora in corso, denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno stroncato l’attività criminale di tre truffatori italiani specializzati nei raggiri telematici.Lo scenario delle truffe era eBay ma anche appositi siti realizzati esclusivamente per allettare le potenziali vittime, che attratte dai prezzi scontatissimi non esitavano a pagare anticipatamente senza però ricevere nulla o quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro d’affari dei truffatori capaci anche di guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti i dettagli dell’operazione in questo articolo di Alessia Marani pubblicato su il Giornle.it:   Continua >>

 

Phishing: nuova tecnica e nuovi pericoli per gli utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto sino ad oggi, niente più e-mail che cercano di rassomigliare a vere comunicazioni, niente più siti clone, nessuna vulnerabilità da sfruttare, nessun filtro o software in grado di rilevare la truffa.Avrete così l’ultimo tentativo attualmente in circolazione. Ancora una volta contro eBay. Ancora una volta per colpire i risparmi dei navigatori della Rete italiani. Ma questa volta con una tecnica nuova ed altamente pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano tradotto, si presenta alla potenziale vittima come un normale messaggio privato inviato da un certo A. Mario, il cui indirizzo e-mail è già noto alla comunità di eBay sempre per attività illegali   Continua >>

 

hishing: all’asta domini clone pronti per la truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo, quello segnalato dalla F-Secure società finlandese operante nel settore della sicurezza informatica, che dopo una serie di controlli nei registri di due siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio ha scoperto oltre 30 false versione di importanti siti web appartenenti ad istituti di credito, società finanziarie e non, disponibili al migliore offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de, americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti web che cercano di rassomigliare agli originali, trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che con lo stesso principio di eBay   Continua >>

   
 

Skimming (strisciata)

Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese to skim, che significa sfiorare, strisciare. Da questa parola deriva a sua volta la parola skimmer che è il dispositivo utilizzato per memorizzare i contenuti delle bande magnetiche delle carte di pagamento. Negli sportelli automatici ATM (Automated Teller Machine), per leggere le relative carte elettroniche di pagamento ed in particolare per leggere il contenuto delle bande magneti  Continua >>

   
Ultima segnalazione
   
Gli ultimi casi di phishing internazionale segnalati da
 

Servizio momentaneamente sospeso

   
 

Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta con il ritorno di una particolare variante sino ad oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing via fax.I più attenti la riconosceranno subito, infatti oltre ad essere già stata utilizzata in passato sempre contro eBay, questa tecnica ha colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle passata versioni il phisher richiede una serie dettagliata di dati personali.Infatti oltre al solito username e password, e-mail e punteggio   Continua >>

   
 

Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il tentativo di far cadere in trappola i clienti di Banca di Roma, si tratta del secondo caso di phishing in poco meno di una settimana ai danni dell’istituto di credito romano.A differenza del suo predecessore caratterizzato da un testo credibile ed un italiano perfetto, quello odierno utilizza un e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più avranno sicuramente riconosciuto visto che questa finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.  Continua >>

     
 

Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34) la circolazione di un nuovo pericolosissimo tentativo di phishing che questa volta cerca di colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a destinare la somma riservata per i regali di natale per contribuire a rendere leucemie, linfomi e mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è stato un richiamo irresistibile per il phisher.   Continua >>

 

 

 

 

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