Lo spamming è un’attività suscettibile di avere
ripercussioni anche in sede penale, oltre che in sede
civile, anche se il reato di spamming appare di non
immediata individuazione e di difficile realizzazione.
L’art. 167 del Codice Privacy, è una norma incriminatrice
che descrive gli elementi del reato di trattamento illecito
di dati personali.
Gli elementi costitutivi della fattispecie criminosa sono
molteplici, e devono tutti necessariamente concorrere ai
fini della configurazione del fatto reato.
[Questo il contenuto dell’art. 167 del D.Lgs. n.
196/2003: (Trattamento illecito di dati)« 1. Salvo che il
fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di
trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un
danno, procede al trattamento di dati personali in
violazione di quanto disposto dagli articoli 18, 19, 23,
123, 126 e 130, ovvero in applicazione dell'articolo 129, è
punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da
sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella
comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a
ventiquattro mesi.
2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque,
al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad
altri un danno, procede al trattamento di dati personali in
violazione di quanto disposto dagli articoli 17, 20, 21, 22,
commi 8 e 11, 25, 26, 27 e 45, è punito, se dal fatto deriva
nocumento, con la reclusione da uno a tre anni.»]
V’è innanzitutto una salvezza nell’incipit del primo comma
alla circostanza in cui «il fatto costituisca più grave
reato» che è idonea ad escludere la configurabilità del
reato di cui all’art. 130 del codice e quindi
l’applicabilità dell’istituto penalistico che abbiamo
chiamato “reato di spamming”.
In secondo luogo, quanto all’elemento soggettivo del reato,
esso è indubbiamente da ravvisarsi nel dolo specifico, che
può consistere nel fine di trarre per sé o per altri
profitto, da un lato, oppure di recare ad altri un danno.
Quanto al dolo specifico di trarre per sé o per altri
profitto, occorre ricordare brevemente che la nozione di
“profitto” è più ampia rispetto a quella di “lucro”, e che
pertanto il profitto non può identificarsi nel mero
incremento economico, né deve essere considerato
ricollegabile unicamente allo svolgimento di attività
economiche.
Come ricordato dalla celebre sentenza della Cassazione
penale, n. 33816/2001 (alla quale si sono uniformate le
prevalenti sentenze successive in materia di contraffazione
di software), mentre lo scopo di lucro identifica la
finalità di perseguire un vantaggio di tipo patrimoniale, il
termine profitto viene definito come «giovamento, vantaggio,
beneficio, sia pratico sia intellettuale o morale». In
sostanza qualsiasi utilità prefigurata dall’agente come
scopo principale della propria condotta è idonea ad
integrare l’elemento soggettivo del dolo di profitto.
Dall’altro lato, il fine di recare ad altri danno, invece,
descrive una volontà criminosa di realizzare una lesione
giuridicamente rilevante della sfera non solo patrimoniale,
ma anche morale, di un’altra persona.
Secondo alcuni commentatori, la scelta del legislatore di
descrivere l’elemento psicologico del reato quale dolo
specifico, escluderebbe il ricorso da parte del giudice al
dolo “eventuale” all’interno del giudizio di colpevolezza.
Alla stregua di tale interpretazione non sarebbe
configurabile il reato laddove l’agente abbia avuto
puramente e semplicemente la coscienza e la volontà di
infrangere la norma incriminatrice, bensì è necessario che
egli abbia altresì avuto la cosciente e volontaria
intenzione di trarre per sé o per altri profitto o di
arrecare ad altri un danno.
Proseguendo nella lettura della norma, la condotta
incriminata è descritta dalla violazione delle disposizioni
di cui all’art. 130 del Codice Privacy, ovvero la disciplina
circa l’invio di comunicazioni non desiderate.
Infine la norma ha introdotto un ulteriore elemento
costitutivo della fattispecie criminosa, in mancanza del
quale, il reato non può dirsi configurato: la realizzazione
di un nocumento per l’interessato.
Sotto questo profilo è bene ricordare come il nocumento
rappresenti una vera e proprio condizione obiettiva di
punbilità, non una mera circostanza aggravante dello stesso,
pertanto appare indispensabile verificare come la
giurisprudenza interverrà od è già intervenuta sul punto.
La terza sezione penale della Cassazione, con la sentenza
28/05-9/07 2004, n. 1134 (30134/2004), ha affermato che – in
relazione alla nozione di “nocumento”- «devono essere senza
dubbio escluse le semplici violazioni formali ed
irregolarità procedimentali, ma anche quelle inosservanze
che producano un ‘vulnus’ minimo all'identità personale del
soggetto ed alla sua privacy […] sia nell'aspetto negativo
sia positivo e non determinino alcun danno patrimoniale
apprezzabile».
In un’altra occasione, sentenza Cass., sez. III pen. n.
26680/2004, è stato ritenuto sussistente il nocumento in
relazione alla «lesione della tranquillità e dell’immagine
sociale» subita da un’interessata interessata in conseguenza
della condotta dell’ex fidanzato, il quale aveva diffuso sul
web immagini della donna tratte da una videocassetta
contenente un suo spogliarello, unitamente al suo numero
telefonico.
In base ad un’altra pronuncia della Cassazione (Cass., sez.
III pen., sent. 17/11/2004-15/02/2005 n. 5728) è stato
elaborato un principio in base al quale l’utilizzazione di
dati personali rinvenuti liberamente sul web non costituisca
una fattispecie di trattamento senza consenso in quanto in
internet i dati sono reperibili alla stregua di quanto
accade per i dati tratti da pubblici registri, pubblici
elenchi etc. «Non sarebbe pertanto configurabile la
violazione di quanto disposto dall’art. 23», secondo questa
sentenza, e quindi non sarebbe nemmeno configurabile la
sussistenza del reato di cui all’art. 167, comma 1, D.L.vo
196/2003.
Inoltre, un’altra e recentissima sentenza del Tribunale
penale di Udine ha ritenuto non ravvisabile il nocumento in
caso di un unico messaggio pubblicitario inviato che, data
la sua non ripetitività, avrebbe causato una lesione minima
della privacy del destinatario.
[questo il principio di diritto elaborato dal GIP udinese
nell’ordinanza di archiviazione ex art. 409 c.p.c. del
6.5.2005 « non ritenendo questo Giudice che il nocumento sia
in re ipsa, nell’invio di messaggio elettronico commerciale,
essendosi trattato nel caso di specie di un solo messaggio
non ripetuto che non ha provocato un concreto vulnus alla
persona offesa»]
Ad ogni modo, per completezza di discorso, occorre ricordare
che le sanzioni previste dall’articolo 130 del Codice
Privacy sono la reclusione da sei a diciotto mesi, oppure,
se il fatto consiste nella comunicazione o nella diffusione,
con la reclusione da sei a ventiquattro mesi.
RAS Bank nuovamente vittima del
phishing
Dopo alcuni mesi di tranquillità una nuova ondata di e-mail
truffa si sta abbattendo dalla giornata di ieri 7 agosto sui
clienti dell’istituto di credito del gruppo RAS.
Leggi la notizia >>
I truffatori avvertono: "Attenzione
al phishing contro Banca di Roma"
Problemi tecnici, conti sospesi, regali e premi in denaro e
perché no anche un avviso generale per informare del rischio
phishing. Leggi la notizia >>
Inviava porno spam tramite reti
wi-fi non protette. Condannato
Circolando tranquillamente in macchina con un portale posto
sul sedile del passeggero inviava migliaia di messaggi
reclamizzanti Leggi
la notizia >>
Inserisci Anti-Phishing Italia
TV nel tuo sito web:
Approfondimenti
Rapporto trimestrale sul fenomeno del phishing in Italia
– 2° trimestre 2007 (periodo 01/04/2007 – 30/06/2007)
Il phishing italiano continua ad aumentare. 2115 casi
unici in tre mesi, con una media di 23,24 e-mail al giorno,
quasi una l’ora ai danni di 16 obiettivi italiani e dei
propri clienti. Sono questi gli inquietanti numeri che
il phishing nazionale ha collezionato nel periodo
01/04/2007-30/06/2007, segnando un aumentato rispetto al
1°trimestre dello stesso anno del 940%.
Download >>
Rapporto
trimestrale su fenomeno del phishing in Italia - 1°
trimestre 2007 225 tentativi di phishing
unico con una media di 2 casi al giorno ed un aumento del
1.175% rispetto all’anno 2006. Sono questi i dati del
phishing nazionale rilevati dal portale Anti-Phishing Italia
nel 1° trimestre 2007. Un pericolo quello del phishing in
costante crescita, con Poste Italiane unico ed incontrastato
obiettivo, in grado di occupare da solo l’87% dei tentativi
di e-mail truffa circolati nel nostro Paese in appena tre
mesi Download
rapporto
Phishing:
chi mi ridarà i miei soldi ???
Nessuno. Almeno per ora, sino a quando non
si riuscirà a dimostrare la responsabilità
delle banche. E’ questo lo scontato quadro
che esce da un interessante servizio di
"Repubblica TV" andato in onda nella
giornata di ieri, che vedeva come
partecipanti esponenti dl sistema bancario,
responsabili della Polizia Postale e legali.
Il servizio partendo da un caso reale di
truffa mette in luce lo "scarica barili"
fatto dalle banche, trincerate dietro vecchi
sistemi di sicurezza basati su password
numeriche, nei confronti dei truffati
colpevoli di troppa ingenuità o come nel
caso mostrato, dell’ignara vittima che senza
aver fatto nulla si ritrova il proprio conto
alleggerito di 4mila euro. Che con un
altissima probabilità non rivedrà mai più.
Continua >>
Attenti all’Ufficio Reclutamento R.C.M.: è solo
l’ennesima truffa Circola in Rete da alcuni giorni una nuova
offerta di lavoro, apparentemente collegata al
fenomeno delle false società utilizzate per il
riciclaggio di denaro, di cui Anti-Phishing Italia
si è occupata più volte, ma che in realtà nasconde
qualcosa di più.L’e-mail infatti si colloca nella
categoria delle comunicazioni "spara dialer" ultimo
caso quello del decreto ingiuntivo inviato Avv.
Cons. Dpe Giordano Lanza: Cliccando sul link
proposto l’utente viene trasportato in un apposito
sito maligno all’interno del quale crederà di
fornire i propri dati per candidarsi all’allettante
posto di lavoro, ma in realtà sarà costretto a
scaricare l’ennesimo malware. I dati inserirti nei
moduli non vengono inviati al truffatore, l’intero
sito serve esclusivamente per il download del file
Continua
>>
Caso
Citibank: quando una vera e-mail si
trasforma in phishing
La vostra banca non vi invierà mai e-mail
per chiedervi di aggiornare il vostro
username, password o numero di carta di
credito. E’ questo il primo consiglio
inneggiato da tutti colori i quali, noi
compresi, hanno cercato di informare i
navigatori della Rete sul pericolo phishing.Ma
se questa volta quell’e-mail fosse vera ? E
se la mia banca mi stesse realmente
richiedendo di aggiornare i miei dati? chi
ci crederebbe ? Sicuramente NESSUNO,
soprattutto se la politica di sicurezza
dell’istituto di credito sino al giorno
prima professava il contrario.E’ questo, in
sintesi, questo quello che è accaduto alla
sede Australiana di Citibank, che
nell’ottobre scorso, ha recapitato a tutti i
suoi clienti
Continua >>
Anche i
dialers sono denunciabili on line.
L’intervista di MDC al dott. Masciopinto
Dal 15 febbraio, giorno di inizio attività
del Commissariato di Ps on line, ad oggi i
cittadini hanno sporto oltre 2500denunce,
effettuato oltre 2800 segnalazioni ed
inviato più di 5500 richieste di
informazioni.Il sito ha registrato oltre
300.000 visite. Queste le lusinghiere cifre
snocciolate dal dirigente II° Div. Servizio
di Polizia Postale e delle Comunicazioni
Polizia di Stato (Roma), dott. Maurizio
Masciopinto nel corso di un’intervista
rilasciata per il sito dell’associazione di
consumatori MDC.La possibilità di effettuare
le denunce alla polizia direttamente tramite
internet, senza recarsi fisicamente in
caserma, sta prendendo sempre più
dimestichezza fra gli italiani.
Continua >>
Un 2007
all’insegno delle minacce informatiche:
parola di McAfee
Se state preparando la lista delle cose da
fare per il 2007 non dimenticare di
aggiungere "maggiore sicurezza informatica"
perché se solo la metà delle previsioni
fatte dalla McAfee si dovessero avverare (e
temo che lo faranno) ci aspetta un 2007
da"paura".McAfee, Inc. (NYSE: MFE) ha reso
note le sue previsioni su quali saranno le
10 principali minacce di sicurezza nel 2007
stilate da McAfee Avert Labs. Secondo in
dati di McAfee Avert Labs, con oltre 217.000
diverse tipologie di minacce note e altre
non ancora identificate, è chiaro che il
malware viene rilasciato sempre più da
criminali professionisti e organizzati. Continua >>
In
evidenza
Operazione "Truffa truffa ambiguita'": 3
arresti e 700 truffati
Gli uomini del GAT - Nucleo Speciale Frodi
Telematiche della Guardia di Finanza nel
corso dell’operazione, tutt’ora in corso,
denominata "Truffa truffa ambiguità" hanno
stroncato l’attività criminale di tre
truffatori italiani specializzati nei
raggiri telematici.Lo scenario delle truffe
era eBay ma anche appositi siti realizzati
esclusivamente per allettare le potenziali
vittime, che attratte dai prezzi
scontatissimi non esitavano a pagare
anticipatamente senza però ricevere nulla o
quasi.Andando di fatto ad ingrossare il giro
d’affari dei truffatori capaci anche di
guadagnare in pochi mesi ben 150mila euro.Tutti
i dettagli dell’operazione in questo
articolo di Alessia Marani pubblicato su il
Giornle.it:
Continua
>>
Phishing:
nuova tecnica e nuovi pericoli per gli
utenti italiani
Dimenticate il phishing che avete conosciuto
sino ad oggi, niente più e-mail che cercano
di rassomigliare a vere comunicazioni,
niente più siti clone, nessuna vulnerabilità
da sfruttare, nessun filtro o software in
grado di rilevare la truffa.Avrete così
l’ultimo tentativo attualmente in
circolazione. Ancora una volta contro eBay.
Ancora una volta per colpire i risparmi dei
navigatori della Rete italiani. Ma questa
volta con una tecnica nuova ed altamente
pericolosa. L’e-mail,nonostante l’italiano
tradotto, si presenta alla potenziale
vittima come un normale messaggio privato
inviato da un certo A. Mario, il cui
indirizzo e-mail è già noto alla comunità di
eBay sempre per attività illegali
Continua >>
hishing: all’asta domini clone pronti per la
truffa. Anche quelli di banche italiane
Si tratta di un vero e proprio mercato parallelo,
quello segnalato dalla F-Secure società finlandese
operante nel settore della sicurezza informatica,
che dopo una serie di controlli nei registri di due
siti specializzati nella rivendita di nomi a dominio
ha scoperto oltre 30 false versione di importanti
siti web appartenenti ad istituti di credito,
società finanziarie e non, disponibili al migliore
offerente. Citi-bank.com, www-e-bay.de,
americanexpresscredicard.com, mastercarding.com, e
visacardcredit.com sono solo alcuni dei falsi siti
web che cercano di rassomigliare agli originali,
trovati negli archivi di Sedo.com e Moniker.com, che
con lo stesso principio di eBay
Continua
>>
Skimming
(strisciata)
Definizione
La parola Skimming deriva dal verbo inglese
to skim, che significa sfiorare, strisciare.
Da questa parola deriva a sua volta la
parola skimmer che è il dispositivo
utilizzato per memorizzare i contenuti delle
bande magnetiche delle carte di pagamento.
Negli sportelli automatici ATM (Automated
Teller Machine), per leggere le relative
carte elettroniche di pagamento ed in
particolare per leggere il contenuto delle
bande magneti
Continua >>
Ultima
segnalazione
Gli ultimi casi di
phishing internazionale segnalati da
Servizio momentaneamente sospeso
Ritorna il phishing via fax per eBay
Ancora phishing. Ancora per eBay, ma questa volta
con il ritorno di una particolare variante sino ad
oggi rilevata solo in Italia: quella del phishing
via fax.I più attenti la riconosceranno subito,
infatti oltre ad essere già stata utilizzata in
passato sempre contro eBay, questa tecnica ha
colpito particolarmente Poste Italiane ed i suoi
clienti. Tuttavia questa volta a differenza delle
passata versioni il phisher richiede una serie
dettagliata di dati personali.Infatti oltre al
solito username e password, e-mail e punteggio
Continua >>
Banca di Roma: nuovo caso di phishing dal sapore
antico
Una nuova e-mail circola in queste ore con il
tentativo di far cadere in trappola i clienti di
Banca di Roma, si tratta del secondo caso di
phishing in poco meno di una settimana ai danni
dell’istituto di credito romano.A differenza del suo
predecessore caratterizzato da un testo credibile ed
un italiano perfetto, quello odierno utilizza un
e-mail sgrammaticata e poco credibile che i più
avranno sicuramente riconosciuto visto che questa
finta comunicazione inviata da Banca di Roma ai suoi
clienti aveva già fatto la sua comparsa nel mondo
del phishing nostrano lo scorso 7 agosto 2005 in un
tentativo contro gli utenti di Poste Italiane.
Continua >>
Phishing ai danni dell' AIL - Associazione Italiana
contro le Leucemie-linfomi e mielosa
Anti-Phishing Italia ha appena rilevato (ore 13.34)
la circolazione di un nuovo pericolosissimo
tentativo di phishing che questa volta cerca di
colpire l’AIL - Associazione Italiana contro le
Leucemie-linfomi e mielosa. L’e-mail utilizza un
messaggio pubblicato dal Prof. Franco Mandelli
presidente dell’AIL, attraverso il quale si invita a
destinare la somma riservata per i regali di natale
per contribuire a rendere leucemie, linfomi e
mieloma mali sempre più curabili. Tuttavia il titolo
utilizzato per tale invito "Avviso a tutte le
aziende! Vi abbiamo scritto la lettera di Natale" è
stato un richiamo irresistibile per il phisher.
Continua >>
Anti-Phishing Italia - Il portale
contro le truffe on-line