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	<title>Anti-Phishing Italia: il portale contro le truffe on-line &#187; banche</title>
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		<title>Il Garante stoppa i banchieri spioni</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 20:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contributi legali]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
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		<description><![CDATA[privacy1Accedere al conto di un cliente può costare caro al bancario distratto. Anche se l&#8217;accesso avviene via web, per compiacere una richiesta di informazioni di un amico o di un collega, la consultazione &#8211; avvenendo elettronicamente, e quindi lasciando tracce &#8211; deve sempre essere giustificata da comprovate esigenze operative. Ove ciò non avvenga, il trattamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><strong><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-medium wp-image-1409" style="width:270px;"><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/privacy1.gif" rel="shadowbox[post-1408];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-1409" title="privacy1" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/privacy1-300x245.gif" alt="privacy1" width="270" height="220" /></a><br style="clear:both" /><span>privacy1</span></div>Accedere al conto di un cliente può costare caro al bancario distratto.</strong> Anche se l&#8217;accesso avviene via web, per compiacere una richiesta di informazioni di un amico o di un collega, la consultazione &#8211; avvenendo elettronicamente,  e quindi lasciando tracce &#8211; deve sempre essere giustificata da comprovate esigenze operative. Ove ciò non avvenga, i<strong>l trattamento in termini dei dati del correntista è da considerarsi illecito. </strong>Lo ha stabilito il Garante in un recente provvedimento, nel quale, tra l&#8217;altro, ha anche ammonito la banca a predisporre adeguate procedure di tutela dei dati elettronici dei clienti, proteggendoli da eventuali accessi non giustificati, ancorché non propriamente abusivi.<span id="more-1408"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo il comunicato dell&#8217;Autorità</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La banca deve proteggere con particolare attenzione i dati della clientela e deve dare immediata notizia al titolare del conto di eventuali accessi ingiustificati, anche se effettuati da propri dipendenti, alle informazioni riguardanti il conto corrente.</p>
<p style="text-align: justify;">È quanto ha stabilito il <strong>Garante per la privacy, con un provvedimento di cui è stato relatore Mauro Paissan</strong>, affrontando il caso di una signora che lamentava il trattamento illecito dei suoi dati personali da parte della propria banca. <strong>Nell&#8217;ambito di una causa di separazione, il marito aveva infatti prodotto una memoria contenente informazioni, relative a un conto corrente, che solo la donna stessa o il personale della filiale presso la quale aveva aperto il conto potevano conoscere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alla scoperta della violazione, la cliente si era subito rivolta all&#8217;istituto di credito per chiedere chi avesse avuto accesso ai dati, comunicandoli poi all&#8217;esterno. L&#8217;istituto bancario aveva inizialmente negato i fatti e solo in seguito a ulteriori richieste della donna, ammetteva che un dipendente aveva prima consultato senza giustificate &#8220;esigenze operative&#8221; i conti correnti della segnalante e poi inoltrato i dati a un altro funzionario del gruppo bancario. A causa del loro comportamento, entrambi i lavoratori erano stati temporaneamente sospesi dal lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">La donna si era nel frattempo rivolta anche al Garante. Gli accertamenti dell&#8217;Autorità hanno messo in luce che <strong>la banca aveva sì adottato misure di sicurezza ma non sufficienti a impedire il trattamento non consentito dei dati del conto corrente</strong>. L&#8217;istituto di credito, inoltre, pur avendo rilevato l&#8217;accesso non autorizzato ai conti della sua cliente, non l&#8217;aveva tempestivamente avvertita, con ciò violando il principio di correttezza. La tempestiva informazione avrebbe, infatti, potuto consentire alla correntista perlomeno di ridurre i rischi derivanti dall&#8217;indebita divulgazione dei dati del suo conto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Autorità ha prescritto al gruppo bancario di adottare misure di sicurezza idonee a garantire la scrupolosa vigilanza sull&#8217;operato degli incaricati, e di sensibilizzare i funzionari al rigoroso rispetto delle norme sulla privacy attraverso attività di formazione.</strong> Ha inoltre stabilito che la banca, una volta acquisita la conoscenza di accessi non autorizzati ai dati della clientela, inclusi quelli eventualmente effettuati dai suoi dipendenti, è tenuta a comunicarlo tempestivamente agli interessati.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Autorità ha infine disposto la trasmissione del provvedimento alla Procura della Repubblica per le valutazioni di competenza riguardo a eventuali illeciti penali commessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1635720" target="_blank">Il provvedimento</a></p>
<p style="text-align: justify;">
Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
<p style="text-align: justify;">Immagine tratta da <a href="www.searchviews.com" target="_blank">searchviews</a></p>
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		<title>Frodi con le carte magnetiche, 13 consigli dall&#8217;ENISA</title>
		<link>http://www.anti-phishing.it/bancomat-e-carte-di-credito/2009/09/09/1400</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 21:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bancomat e Carte di Credito]]></category>
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		<description><![CDATA[atm-pinPer arginare i rischi di frode nell&#8217;utilizzo delle carte magnetiche di pagamento (bancomat e carte di credito), l&#8217;Enisa ha stilato tredici regole da seguire nell&#8217;ambito delle transazioni telematiche. Tali precetti di ordinaria prudenza nell&#8217;uso delle cards sono state di recente recensite in un interessante articolo del quotidiano Sole24ore a firma di Ilaria Verunelli Vediamo nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><strong><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-medium wp-image-1401" style="width:271px;"><a href="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/atm-pin.jpg" rel="shadowbox[post-1400];player=img;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-1401" title="atm-pin" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/09/atm-pin-300x180.jpg" alt="atm-pin" width="271" height="162" /></a><br style="clear:both" /><span>atm-pin</span></div>Per arginare i rischi di frode nell&#8217;utilizzo delle carte magnetiche di pagamento (bancomat e carte di credito), l&#8217;Enisa ha stilato tredici regole da seguire nell&#8217;ambito delle transazioni telematiche.</strong> Tali precetti di ordinaria prudenza nell&#8217;uso delle cards sono state di recente recensite in un interessante articolo del quotidiano <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/09/truffe-bancomat-enisa-costi.shtml?uuid=f48ed410-9bd5-11de-98f3-411cb44e52e1&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Sole24ore</a> a firma di Ilaria Verunelli</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1)</strong><span style="text-decoration: underline;">Non utilizzate apparecchi bancomat che presentino indicazioni o avvertimenti palesemente eccessivi </span>(spesso i truffatori scrivono un gran numero di tali avvisi nei pressi della macchinetta per indurre la vittima a fidarsi). <span id="more-1400"></span>Cautela se compaiono istruzioni insolite su come utilizzare il bancomat.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2)Utilizzate gli sportelli bancomat all&#8217;interno delle banche</strong>, ove ciò sia possibile (i bancomat in strada sono più facilmente monomissibili)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3)</strong>Non utilizzate sportelli bancomat che non siano <strong>adeguatamente fissati al muro</strong> (evitare i bancomat &#8220;semovibili&#8221; e optate per quelli al riparo che costituiscono parte integrante di un edificio)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4)</strong>Massima attenzione a ciò che vi circonda, <strong>utilizzate sempre sportelli bancomat ben visibili e ben illuminati</strong>. Siate oltremodo prudenti con gli sportelli automatici collocati in aree buie o in luoghi che vi sembrano poco controllati e frequentati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5)Controllate che chi è in coda dietro di voi si tenga ad a una distanza ragionevole</strong>.Prudenza e diffidenza verso sconosciuti che si prestino ad offrire aiuto in caso di eventuale blocco o di altre difficoltà nell&#8217;uso della carta</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6)Proteggete il vostro Pin coprendo con la mano la tastiera. </strong>Ciò al fine di evitare che una telecamera nascosta o una persona nelle vicinanze possa intercettare il vostro codice. Non rivelare mai a nessuno il vostro Pin.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7)</strong>Osservare attentamente <strong>il frontalino dello sportello bancomat.Se esso appare diverso da altri della stessa zona</strong> (per esempio ha uno specchio in più sul davanti), o presenta dei residui di colla (lasciati forse da un apparecchio incollato sopra), o anche istruzioni e indicazioni in sovrappiù, servitevi presso un altro bancomat e informate immediatamente gli impiegati della banca di tali perplessità</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>8)Osservate attentamente la fessura nella quale infilare la vostra carta. </strong>Se la fessura della carta vi sembra anche solo vagamente strana o presenta delle irregolarità nella sua conformazione, prima di inserire la carta provate a spingere la fessura con le mani. Se qualcosa è stato attaccato sopra il vero lettore, si muoverà o potrà addirittura cadere. I dispositivi concepiti per trattenere carte e contanti devono essere incollati o fissati con il nastro adesivo al lettore di carte o al dispositivo che eroga le banconote. Se l&#8217;apparecchio bancomat dovesse presentare qualcosa attaccato alla fessura delle carte o anche alla tastiera, non fatene uso. Annullate la transazione in corso e allontanatevi. Non cercate di rimuovere eventuali dispositivi sospetti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>9)Osservate attentamente la tastiera sulla quale digitare il Pin</strong>. Anche se siete abituali frequentatori di uno sportello bancomat, prestate grande <strong>attenzione a qualsiasi differenza</strong> o a caratteristiche insolite presenti sulla tastiera sulla quale digitate il vostro Pin. Se una falsa tastiera è stata incollata sopra quella vera, vi apparirà sicuramente &#8220;fissata male&#8221; allorché cercherete di spostarla avanti e indietro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>10)Controllate che non vi siano troppe telecamere. </strong>Se vi siano telecamere in più oltre a quelle ovvie, prestare massima attenzione perchè una di quelle potrebbe essere di troppo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>11)Denunciare immediatamente le carte trattenute</strong> e, ove possibile non allontanatevi dallo sportello mentre telefonate alla banca, quindi avvisate immediatamente le forze dell&#8217;ordine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>12)Prestare attenzione se lo sportello automatico non eroga contanti o non addebita spese di utilizzo</strong>.In tal caso potrebbe trattarsi di un bancomat falso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>13)Controllate di frequente gli estratti conto</strong>. Le operazioni sospette devono essere contestate entro sessanta giorni dall&#8217;esborso tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.</p>
<p style="text-align: justify;">
Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
<p style="text-align: justify;">Immagine tratta da <a href="http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/03/hitechcrime.news" target="_blank">Guardian.co.uk</a></p>
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		<title>Truffe on-line. Le banca non rimborsa. Addio a 18mila euro</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 22:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Phishing]]></category>
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		<description><![CDATA[piggybankIncauta custodia delle proprie credenziali di accesso al conto on-line. Con questa motivazione un istituto di credito nazionale ha liquidato una coppia di Belluno che ha visto sparire dal proprio conto 18.000 euro sottratti da un phisher nostrano. Per tale ragione non sono autorizzati a ricevere un rimborso da parte delle assicurazioni. Il fatto risale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><strong><div class="imagecaptioneasy imagecaptioneasy_top_ft size-medium wp-image-980" style="width:197px;"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-980" title="piggybank" src="http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/05/piggybank-300x300.jpg" alt="piggybank" width="197" height="197" /><br style="clear:both" /><span>piggybank</span></div>Incauta custodia delle proprie credenziali di accesso al conto on-line.</strong> Con questa motivazione <strong>un istituto di credito nazionale ha liquidato una coppia di Belluno</strong> che ha visto sparire dal proprio conto <strong>18.000 euro</strong> sottratti da un phisher nostrano. Per tale ragione non sono autorizzati a ricevere un rimborso da parte delle assicurazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto risale al marzo 2008, quando la coppia provando a pagare con la propria carta di credito, si è vista respingere il pagamento a causa della scarsa disponibilità di fondi. <span id="more-979"></span>Subito corsi in banca i due hanno scoperto che il conto era stato prosciugato. <strong>Le indagini della Polizia Postale hanno permesso di risalire al truffatore, un giovane di Pavia condannato per truffa</strong> ma che vedrà la sua prima udienza solo a febbraio 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto per la coppia di Belluno con l&#8217;aiuto del proprio legale non resta che aspettare l&#8217;esito della controversia contro il proprio istituto di credito, il quale basa le proprie motivazioni sull&#8217;incauta custodia da parte dei due coniugi, i quali respingono le accuse dichiarando di non aver mai fornito a nessuno e tantomeno perso le proprie credenziali al conto on-line. Il procedimento si prevede lungo, e dall&#8217;esito incerto.</p>
<p style="text-align: justify;">
Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; www.anti-phishing.it</p>
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		<title>Truffe on line, i consigli dell&#8217;Abi</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 15:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Phishing]]></category>
		<category><![CDATA[abi]]></category>
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		<description><![CDATA[Aumenta la crisi, aumenta la truffa, verrebbe da dire parafando uno slogan di alcuni secoli fa. In compenso aumentano anche i buoni consigli delle banche che cercano in questo modo di colmare il deficit comunicativo che attanaglia i grandi media riguardo i rischi della rete. Così l&#8217;ABI, nell&#8217;ottica di rendere maggiormente noti i concreti pericoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="caps">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.anti-phishing.it/newapi/wp-content/uploads/2008/09/logo-abi.jpg" rel="shadowbox[post-166];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-167" style="float: left;;  float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;" title="logo-abi" src="http://www.anti-phishing.it/newapi/wp-content/uploads/2008/09/logo-abi.jpg" alt="" width="263" height="221" /></a><span style="text-decoration: underline;"><em>Aumenta  						la crisi, aumenta la truffa, verrebbe da dire parafando  						uno slogan di alcuni secoli fa.</em></span> In compenso  						aumentano anche i buoni consigli delle banche che  						cercano in questo modo di colmare il deficit  						comunicativo che attanaglia i grandi media riguardo i  						rischi della rete. Così <strong>l&#8217;ABI, nell&#8217;ottica di rendere  						maggiormente noti i concreti pericoli della navigazione  						e delle transazioni economiche su internet</strong>, si  						prodiga in vademecum, convegni e seminari sulle buone  						prassi da seguire per evitare, o quantomeno, per  						arginare i rischi informatici.</p>
<p>Niente di particolarmente nuovo per i lettori di questo  						sito, la cosa che colpisce invece è l&#8217;indicazione  						dell&#8217;attuale platea di avventori dell&#8217;home banking,  						ovvero dei nostri connazionali che, spesso ignari dei  						rischi che corrono, preferiscono eseguire operazioni  						bancarie telepaticamente piuttosto che recandosi  						direttamente presso lo sportello più vicino. <strong> </strong><span id="more-166"></span><strong>Sarebbero circa 12 milioni i conti correnti abilitati ad  						operare via internet, e di questi 8 milioni sono  						utilizzati frequentemente. Tuttavia questa cifra in  						crescita (anche se nettamente inferiore alla media  						europea) denota anche un aumento delle truffe  						telematiche. </strong></p>
<p>Così l&#8217;Abi (Associazione bancaria italiana) ha promosso 						<strong>un vademecum con consigli pratici per tutelare i  						clienti di fronte alle truffe</strong> i cui principali  						contenuti sono stati sintetizzati da un articolo apparso  						recentemente sul sito web di rainews24. Mantenere  						aggiornati i software di protezione (antivirus e  						antispyware), effettuare scansioni periodiche;  						aggiornare costantemente il sistema operativo usando  						soltanto patches ufficiali; proteggere il traffico in  						entrata e in uscita dal tuo computer con programmi di  						filtraggio dei dati (firewall).</p>
<p>Il vademecum prevede anche un&#8217;attenzione specifica  						all&#8217;installazione dei programmi, alla loro provenienza e  						alla loro improvvisa modifica, che spesso indica  						un&#8217;infiltrazione molesta. E soprattutto la verifica  						dell&#8217;autenticita&#8217; della connessione con la banca. Ma  						soprattutto controllare regolarmente le movimentazioni  						del conto corrente aiuta, cosi&#8217; come e&#8217; bene evitare  						qualsiasi messaggio che inviti a scaricare programmi o  						documenti sconosciuti.</p>
<p>In definitiva prudenza, prudenza, prudenza: non dare i  						nostri dati via e-mail, specialmente se non siamo molto  						sicuri del soggetto che ce li chiede.</p>
<p>Ulteriori informazioni: 						<a href="http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsid=84974" target="_blank"> RaiNews24</a></p>
<p>Fonte: Anti-Phishing Italia &#8211; 						<a href="../../../../../../"> www.anti-phishing.it</a></p>
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