lunedì
Truffe on-lineCybersquatting: il 2008 anno record

best-global-brand_interbrand_0
A presentare denuncia per questo tipo di reato da Google, eBay, LEGO, l’attrice Scarlett Johansson, le aziende Christian Dior, Lancôme, Coca-Cola, BMW, Lufthansa, squadre di calcio, Università, personaggi famosi del passato o eventi sportivi e musicali come le Olimpiadi di Madri 2016 o il Montreal Jazz Festival.
Il settore maggiormente colpito con il 9,9% di casi di abusi è quello farmaceutico a causa della registrazione di nomi a dominio con nomi legati a farmaci sotto brevetto, seguono le banche con il 9,4% anche per via del fenomeno phishing, ed il settore Internet e dell’Information Technology con l’8,8% dei casi.
L’Italia è settima nella top ten dei paesi con il più alto numero di denunce per cybersquatting con 467 casi, una cifra irrisoria se paragonata alle 6.452 denunce degli Stati Uniti primi nella classica, o alla situazione francese ed inglese rispettivamente con 1.575 e 1.110 casi.
Tuttavia non sempre chi denuncia ha ragione, infatti secondo il WIPO nel corso del 2008 solo l’85% delle denunce si è risolto con la vittoria della parte lesa, mentre nel 15% il nome a dominio è rimasto in possesso del registrante.
Tuttavia il fenomeno del cybersquatting sembra non destinato ad arrestarsi, infatti secondo le dichiarazioni dell’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) ossia l’ente internazionale che gestisce i domini .com e .gov, nuovi suffisi stanno per essere immessi in Rete, così se aumenterà il numero di nomi a dominio registrabili, come inevitabile conseguenza nuovi “abusivi” cercheranno di registrare ciò che non li spetta.
I dati completi del WIPO: Record Number of Cybersquatting Cases in 2008, WIPO Proposes Paperless UDRP
Ulteriori informazioni: Cybersquatting (occupazione abusiva di nomi a dominio) di Anti-Phishing Italia
Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it










