martedì
Truffe on-lineVendite finte on-line, denunciato giovane a Catania
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catania ha denunciato un giovane di 32 anni, residente a Cesena, il quale, dopo aver concordato via Internet la vendita di una Console Microsoft ad un prezzo particolarmente appetibile, e dopo aver riscosso la somma pattuita, non ha mai spedito l’oggetto all’acquirente.
La vittima della sua iniziativa, dopo aver atteso invano, si e’ rivolto ai militari delle fiamme gialle della città etnea le quali, anche grazie ad una accurata indagine telematica sono riusciti a risalire all’autore della truffa provvedendo a segnalarlo alla Magistratura.
Ulteriori informazioni: Siciliaonline.it
Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it















dic 3, 2009
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Un caso assolutamente analogo è successo al sottoscritto.
Ecco la conclusione con la archiviazione:
Ufficio del GIP – Tribunale di Monza – rg.nr.3962/09 – r.gen.gip 5822/09
Il giudice, a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 29/10/2009, osserva quanto segue:
la fattispecie in esame non può essere inquadrata nell’ambito della truffa (art. 640 c.p.). La stessa richiede artifici o raggiri, ossia qualcosa di oggettivo e di più rispetto all’ipotetica volontà, nel momento in cui viene assunta l’obbligazione, di non eseguirla. Nessuno di tali requisiti sussiste nel caso di specie, posto che sotto il profilo oggettivo la fattispecie non è diversa da quella di un qualunque commerciante che, esposta la merce nella propria vetrina, si accordi per la vendita, incassi il prezzo e poi non la consegna (fattispecie integrante un mero inadempimento civile).
Neppure ricorre la fattispecie di insolvenza fraudolenta (art. 641 c.p.) perché la stessa, oltre alla volontà iniziale di non adempiere, necessita che la parte inadempiente abbia adottato una condotta volta a dissimulare uno stato oggettivo di insolvenza: questi ultimi due requisiti mancano nel caso di specie (dove sarebbe la dissimulazione?).
Per questi motivi, si ritiene che l’azione penale non debba essere esercitata perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, integrando un mero inadempimento civilistico e per l’effetto archivia la pratica.
(Monza 02/11/2009)
MA E’ PROPRIO COSI’????
Oppure è per proteggere a termini di legge la famiglia dei disonesti?
O è un modo furbo di velocizzare il lavoro e quindi l’efficienza dei magistrati?
O è solo un’altra truffa ai danni di coloro che ancora credono alle favole, ossia che la giustizia esiste?