mag 10
sabato
Dialer
Dialers: Telecom condannata anche a Firenze

Una sentenza che farà molto discutere e che si ricollega a quella emessa quasi un anno fa dal Tribunale di Genova. Se il computer è stato colpito da software che instradano la connessione verso numerazioni a tariffazione elevata (c.d. Dialer, ovvero auto-compositori numerici), l‘utente non è tenuto a corrispondere all’operatore telefonico il costo della bolletta maggiorato dalle somme relative ai servizi non richiesti.

Il Giudice di Pace di Firenze, dott. Simone Bozzi, con la sentenza del 12-9-2007, n. 5045 (le cui motivazioni sono state rese note solo da poco) è arrivato addirittura ad ipotizzare che la gestione di pratiche commerciali di gestori satellitare che abbiano violato la normativa applicabile da parte dell’operatore potrebbe astrattamente integrare ipotesi di reato quali la ricettazione e l’omessa denuncia.

Ciò perché se viene accertato che l’operatore ha fatto da tramite per recuperare il credito vantato da società che fornivano servizi via web rispettare senza le dovute prescrizioni informative e soprattutto senza rispettare le regole imposte dal Garante nel trattamento dei dati (come avvenuto nel caso di specie per quanto concerne le società Eutelia e Teleunit per la numerazione 899 che erano state sanzionate dal Garante proprio nel periodo relativo alle fatture in contestazione).

Ad ogni modo, se resta sullo sfondo l’ipotesi dell’illecito penale – che il Giudice adombra ma comunque non sancisce – il comportamento tenuto dall’operatore telefonico è comunque meritevole di censura. Il gestore telefonico, infatti se è consapevole della provenienza illecita delle somme richieste all’utente (i provvedimenti dal Garante sono pubblici ed erano stati resi noti anche a Telecom) è tenuto al rispetto degli obblighi contrattuali della correttezza e della buona fede, alla luce dei parametri indicati dagli articoli 1175 e 1375 del codice civile.

Pertanto, proprio alla luce della violazione dei criteri della correttezza e della buona fede contrattuale il Giudice di Pace ha ritenuto non dovute le somme richieste da Telecom. Interessante anche il fatto che il giudice ha accertato la presenza di Dialers all’interno del pc dell’utente anche senza il ricorso ad una apposita consulenza tecnica. Semplicemente leggendo con attenzione i tabulati telefonici forniti dalle parti, emergevano connessioni internet della durata di pochi secondi, a distanza ripetuta fra loro, che comunque erano state fatturate per importi analoghi rispetto a quelle che duravano diversi minuti, e comunque in maniera maggiorata rispetto alle normali connessioni.

Da tali risultanze, secondo il Giudice è possibile ritenere provata la presenza di dialers all’interno del pc vittima.Questo è senza dubbio un altro elemento che rende importante questo precedente giurisprudenziale, che il sito intertraders.eu consente di poter scaricare liberamente in formato pdf al seguente link

http://www.intertraders.eu/pronunce/giudiziarie/GdP_Firenze_5045_12092007.pdf

la sentenza del Tribunale di Genova invece è visionabile sul sito dell’Avv. Pepe

Fonte: Anti-Phishing Italia – www.anti-phishing.it





Galleria Video


Inserisci un commento

L'utente accetta e sottoscrive le condizioni generali relative all'utilizzo dei commenti.